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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Mongrassano Comunità “Arbëreshe”
ed il suo Gruppo Folkloristico
a cura di FRANCO POSTERARO

Mongrassano è uno dei tanti centri calabresi che insieme ad altri, lega le proprie origini a quella comunità di Albanesi, giunti in italia tra il XV  ed il  XVI secolo d.c.
 I mongrassanesi di oggi non sanno parlare la lingua “Arbëreshe“, si dice a causa  di forti proibizioni imposte da potenti “signorotti” giunti a Mongrassano più di due secoli fa, i quali non conoscendo affatto questa lingua ne vietarono l’uso. Ciò nonostante i mongrassanesi hanno conservato negli anni anche quelle tradizioni, appartenenti al mondo arbëresh, attraverso l’accento (che ci etichetta come albanesi), i costumi, gli usi e molte parole utilizzate nel dialetto comune che sono Arbëresh.
 Mongrassano è uno dei pochi paesi in cui il costume albanese viene ancora usato. Si vedono delle donne,  alcune di età non molto avanzata, girare per il paese nel classico abbigliamento tradizionale, composto da:
“Bustu”, “Jippuni” e dalla lunga e svolazzante “Suttana”.
L’esistenza di un uso così diffuso del costume Arbëresh, indica che il processo di abbandono da parte giovani generazioni da questo   abbigliamento popolare è avvenuto in tempi abbastanza recenti. Quello che vedete è il costume di gala, utilizzato sopratutto per il  matrimonio. 
Molti di questi vestiti, superano abbondantemente i cento anni, i tessuti utilizzati erano: raso in seta per la suttana e  “’Lamadoro” (tessuto simile al  Lamè),  utilizzato maggiormente per la

realizzazione del bustu e dello Jippuni; quest’ultimo tessuto, era molto pregiato, oggi è divenuto quasi introvabile; la sua caratteristica è quella di avere dei riflessi dorati che da vicino  creano un elegante luccichio.
Questi vestiti ricamati tutti a mano con  filo in oro richiedevano   moltissimo tempo e un accurata precisione  per la loro realizzazione, perciò erano e sono tutt’ora molto pregiati.
 I colori predominanti sono il verde, il fuxia, il viola, il blu e il rosso, a cui si richiamano gli abiti femminili delle comunità arbëreshe vicine, vedi Cervicati.

Per i mongrassanesi, il costume femminile Arbëresh rappresenta il simbolo della sua albanesità, non a caso uno dei primi gruppi folkloristici Arbëreshë è nato a Mongrassano verso la fine degli anni cinquanta.

Attraverso questo gruppo ebbe inzio la prima opera di diffusione della cultura popolare arbëreshe, esempio che poi fu ripreso nelle altre comunità soltanto alla fine degli anni sessanta, con il fiorire dei gruppi folkloristici.

 

 Il nostro  gruppo ha sempre creato notevole interesse tra i giovani e la partecipazione ad esso, ha offerto e continua ad offrire motivi più profondi, che vanno oltre l’interesse che potrebbe suscitare un’esperienza di tipo folkloristico.
 Se a Mongrassano vengono conservati ancora oggi usi, costumi, canti e memoria storica, il merito va anche a questi giovani, a queste generazioni che dalla fine degli anni cinquanta si sono attivati nella direzione della riappropriazione della loro storia e della loro cultura.

Moltissime persone si sono susseguite in questa  magica avventura, lasciando dietro di loro una miriade di ricordi.  Molte foto hanno immortalato l’avvicendarsi di tante generazioni che hanno fatto parte di quei  gruppi folkloristici del passato.
 

Oggi, a distanza di quasi sessant’anni parliamo ancora di gruppo Folcloristico, come sempre composto, maggiormente, da giovani non professionisti, ma animati da una forte caparbietà di mantenere viva una tradizione che la società dei consumi vuole far morire.

Quest’ultimo gruppo, ha adottato il nome, “ Dielli “ che significa “Sole”. 

 Il Gruppo “Dielli“, cerca di portare avanti soprattutto le tradizioni Arbëreshe che riguardano Mongrassano, e cioè la famosa Vallja; una delle poche tradizioni arbëreshe rimaste, che consiste in una danza, dove tutti tenendosi per mano e attraverso la direzione  di un “ capovallja” si muovono, ed  eseguono a mo di serpente delle coreografie.
I canti in lingua arbëreshe, tutt’ora eseguiti a Mongrassano nel periodo di carnevale, sono due: “
mole mole” e “Jet' e bardha

Il primo rappresenta l’amore per la propria sposa e descrive il modo in cui l’uomo la vede, paragonando il suo volto ad una mela ed esaltandone il suo corpo ed il suo sguardo. Naturalmente l’espressione del sentimento piu’ profondo della nostra esistenza  non poteva che essere manifestato nelle fasi piu’ gioiose della vita quotidiana, una di queste era ed e’ il carnevale. Nel canto vengono inserite numerose frasi che si legano al contesto del carnevale stesso e delle sue usanze.)

Il secondo canto eseguito dal gruppo “Dielli” rappresenta la  conclusione dei  festeggiamenti del carnevale che terminano a  mezzanotte del martedì grasso.In questo contesto viene eseguita una variante del canto “Mole mole”, avente un motivo diverso ed una interpretazione tutt’altro che gioiosa. 
Il Carnevale viene rappresentato da un pupazzo di pezza con le sembianze umane, accompagnato per le vie del paese fino allo scoccare della mezzanotte, dopodichè viene bruciato;   questo nuovo canto viene chiamato: "jet e bardha", che significa mondo bianco, o felice.
 Il gruppo “Dielli” oltre ad eseguire tutto ciò descritto;  interpreta numerosi canti  prove-nienti da tutta l’area albanofona della provincia ed è alla continua ricerca di tradizioni antiche che potrebbero arricchire ulteriormente il patrimonio culturale della nostra comunità.
Durante l’anno, il gruppo "Dielli" partecipa a numerosi raduni di gruppi folcloristici, organizzati da diverse località arbëreshe della provincia, cogliendo l’occasione per un interscambio culturale, che va oltre l’esibizione dei  gruppi, e per una visione cognitiva di altre realtà simili alla nostra.

Per saperne di più visitate il sito: www.lavocedimongrassano.it

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