Kosova

Dipinto in occasione
della pubblicazione della raccolta di poesie
“Kosova Lule” del mio
amico Zef Skirò di Maxho di Piana degli Albanesi. L’opera è eseguita su
compensato con colori acrilici. La tavola ha sopportato la neve di tutta
un’invernata. L’avevo buttata via sul terrazzo di casa. Avevo deciso che
“non si dipinge più così”. Poi un amico pittore mi ha detto: “Questo è
dipingere”. Mi sono lasciato convincere a sottrarla alle intemperie. Oggi
l’opera fa da “capezzale” nella mia camera da letto. Nelle ore di compieta
“il mio peccato mi sta sempre davanti”.
Prego gli eventuali giovani
estimatori: “Non imitatemi”.
I giuochi visionari dell’arte
sono teofanie. Assolutizzarne uno, nell’arte, nel così-si-fa,
catacresizzarlo nell’Accademia, sarebbe pura idolatria, pura super/stizione.
E io, in questa tavola, sono superstizioso.
Anche questa volta faccio il
verso e il versaccio - di chi non dico. Alla sagacia del visitatore di
questa “Galleria” scoprire le ascendenze multiple…
È difficile rinascere in acqua
e spirito e andare, semplicemente andare. Andando ci carichiamo di tutto
il sapere che ci ha preceduto, come la lumaca del proprio guscio: è questo
che non ci fa valere granché.
Per iniziare un qualunque
percorso, bisogna mettere tra parentesi tutto quello che si sa.
Qui, mi accorgo, si aprono
dubbi (nel senso di doppia strada) e paradossi, che non ho voglia di
discutere: in questi casi ci si muove sempre su scrimoli su cui è
difficile mantenersi in equilibrio - senza cadere o di qua o di là – o
senza la tentazione di scegliere il pendio più dolce. Piangiamo, per
esempio, per Orazit scomparse, ma detestiamo – magari solo per dire
- i musei, le accademie, i saperi costituiti… Il fatto è che si ricerca
sempre quello che si è già trovato, altrimenti ricerca non ci sarebbe… Ma
la ricerca, balbettante confusa e febbrile, conduce ad approssimazioni
all’infinito, perché ciò che abbiamo trovato è, nei suoi mille volti,
elusivo, delusivo, evasivo, straniero perfino a se stesso… Per questo lo
Spirito c’invita ad uscir di casa – senza abbatterla, però – ne siamo
responsabili – tuttavia ricordare, come dice un rabbino, che “ogni casa è
casa di gentile”.
Dice Lui, lo Spirito: “Parti
dal tuo paese, dal tuo parentado, dalla tua casa e va nella terra che ti
mostrerò”.
Per trovare pace?