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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

DIPINTI E DISEGNI DI NANDO ELMO

Rosina

Venne un giorno nel mio studio con la sua aria furba di calabrese emigrata: “Mi fai a me?” E si sedette sullo sgabello da cui si era appena alzata una ragazza che veniva a posare quando non faceva la commessa nel vicino supermercato. “Ma io non ti so fare a te. Tu poi vuoi che il quadro t’assomigli, non è vero?”.

“No, come viene viene. Tanto sempre io sono”.

In effetti, non so dipingere ritratti. La somiglianza mi “gela”. In un mondo di simulacri, e di simulacri di simulacri, pretendere la “somiglianza” è fare violenza alla differenza tra il simulacro, che passa attraverso lo stile dell’”autore”, e l’oggetto lì fuori che si sottrae. Ma Rosina mi viene in aiuto: “È solo per vedere come vengo”. “Se è solo per vedere come vieni, allora ci sto”.

Rosina “sa” la “differenza”… sa che la sua immagine non è quella che vede allo specchio, ma quella che si porta dentro – e quella che gli altri si portano dentro. L’immagine vera – Rosina lo sa – è quella che non si lascia vedere. Rosina sa che c’è un incrocio di dialogo, tra lei e ciò che a lei pare di se stessa; e tra me e ciò che a me pare di Rosina…l’immagine è questa menzogna o questa verità…indecidibile.

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