"THIKĖ E BARK:
EDHE NJĖ HERĖ RRETH ARBĖRISHTĖS!"
Dopo essere stato in
libera uscita a Bari per gli esami di lingua albanese alla facoltą di
economia e di lingua e letteratura alla facoltą di lingue straniere, dopo
gli esami di dialetti albanesi dellItalia meridionale e quelli di lingua
e traduzione qui nella tristemente nota Arcavacata. Dopo essere stato di
nuovo in libera uscita oggi a San Benedetto Ullano per la selezione di tre
laureati (ahimč due usciti sempre dalla famigerata Arcavacata) e di tre
diplomati per lo sportello linguistico di quel comune e ieri per la
selezione di due diplomati (studenti di lingue ad Arcavacata) e di due
laureati (peccato! Ancora di Arcavacata), e dopo aver dato thikė e bark a
Nando Elmo per la sua extravagance erudito-culturale nella risposta
alla mia lettera gią apparsa su Arbitalia, e dopo aver letto Pinocchio, sģ
proprio quello che comincia Cera una volta
Un re! Diranno subito i miei
piccoli lettori., e dopo aver riassaporato in lingua originale di
Acquaformosa Pondi me tre (o tri?) arke (o erqe) di Ismail Kadare
(Edizioni Via Spela 2004), quello che in originale comincia Unė, murgu
Gjon, biri i Gjorg Ukcamės, tue u kujtuom se nė gluhėn tonė
ed essermi
rilassato con lultimo numero di Topolino che ho comprato a mio figlio
Giorgio, 3 quello del 3 luglio 2004 e che comincia con la storia
Lispettore Manetta in
2 piedipiatti in fuga, purtroppo in procinto,
oggi 27 luglio, di partire per Guardia Piemontese al mare, e quindi troppo
di fretta per esprimere un giudizio spassionato sui fumi nevrastenici e
sullo stile del factotum Nando, chiedendo venia e pazienza per tempi
migliori e meno impegnati in onanismo linguistico arbėresh, scrivo per
comunicare con grande gioja, me shum hare (o ghare) che lo sportello
provinciale per la provincia di Cosenza ha ora il suo personale (i
nominativi e la graduatoria si possono consultare in
www.unical.it),
e, conscio del fatto che kusia e dy njerėzve nėng zien mai, o in termini
pił moderni che: unauto con due volanti non porta da nessuna parte, mi
chiedo e chiedo ancora, che sintesi si potrą avere fra una vincitrice di
Frascineto sfegatata sostenitrice dellarbėrisht frasno-purēljot, una
vincitrice arbėreshe di San Benedetto Ullano che invece, saggiamente,
crede in una giusta coesistenza di shqip ed arbėrisht con la tendenza perņ
pił verso il primo che verso il secondo, con una vincitrice diplomata, gią
esempio di sincretismo etnico e linguistico essendo shqiptare ma vivendo a
Frasnitė (pardon per la preposizione) da pił di dieci anni, ed infine con
un vincitore pllatanjot ancora indeciso se propendere verso la sua parlata
o lo shqip
Per magia od alchimia si
dovrą attuare e adottare una regola comune (credo), ora ai vari papabili
linguisti chiusi nelle loro torri eburnee di redazioni e laboratori
filosofici orientaleggianti la parola. Inventeremo unaltra varietą anche
questa volta? Alloccorrenza ed ogni volta in eterno un:
frasno-ejano-pllatano-shėnbenedhito-shqiparbėrisht?
Le vostre risposte a
Donatella Donadio, nuovo assessore per le minoranze (ed altro) della
provincia di Cosenza.
Buone vacanze a me ed a voi tutti.
Cordialmente
Giovanni Belluscio