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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Un'etimologia di Strighąr (San Cosmo Albanese)

ALLA RICERCA DELLE RADICI

di Vincenzo Belmonte

     Nulla č per molti oggi pił appagante che approfondire la consapevolezza della propria identitą attraverso l’individuazione sempre pił esatta degli ascendenti e dei luoghi da essi abitati, anche a costo di sorprese non propriamente piacevoli.

   Per il toponimo albanese Strighąr (S. Cosmo Albanese, in provincia di Cosenza) Cosmo Serembe (nell’edizione da lui curata dei Vjershe di Giuseppe Serembe, Milano, 1926, p. 35) considera probabile la derivazione dal nome della cittadina di Struga (oggi in Macedonia). Inoltre in Albania si intende per struga una specie di mantello o una conca paludosa. In tutti questi casi tuttavia ritengo ingiustificato per un toponimo l’uso di un derivato con un suffisso - ąr.

   Nel suo Lessico italiano e macedone (1779) il Chetta traduce con strighąr termini italiani come muratore o artigiano. Dovrebbe dedursi che il toponimo derivi da un cognome indicante il mestiere. Ma il suo strighąr č quanto mai oscuro riguardo all’etimologia e quindi non fa che spostare il problema senza risolverlo.

   Ritengo pił produttivo optare per una derivazione dal latino. In questo caso -ąr corrisponderebbe al comunissimo suffisso latino -arium indicante luogo, perfettamente adeguato a un toponimo. Come termine originario congetturo uno stercorarium*, sostantivo neutro popolare ascrivibile alla bassa latinitą, in cui va individuato l’ antecedente dello spagnolo estercolar (= dung heap, manure pile).

   Questi i passaggi dal latino all’albanese: stercorarium ą (1) sterkorąr ą (2) stėrkėrąr ą (3) stėrkrąr ą (4) stėrkąr ą (5) strėkąr ą (6) strukąr ą (7) strugąr ą (8) strigąr ą (9) strighąr.

   Spiego brevemente:

(1) Eliminazione della finale latina -ium. – Assenza dell’evoluzione di s  in sh: prestito tardo.

(2) Trasformazione in ė delle vocali atone.

(3) Caduta della seconda ė.

(4) Caduta della seconda r del nesso -rkr-. La caduta di una r  vicina  ad un’altra r  (o anche a una n, come nell’albanese Bunė da Barbanna) č un fenomeno non raro, presente, ad esempio, nel calabrese che riduce proprius in propiu e cribrum in crivu. L’esempio pił calzante č perņ il seguente, che č mediatamente presente anche nella arbėrishte: dal latino sepulcrum si č passati a (a) sepulcru ą (b) sipulcru ą (c) simpulcru ą (d) simbulcru ą (e) simburcru ą (f) simburcu [in arbėrishte sėmburk]. L’ultimo passaggio dimostra la riduzione del nesso -rcr- a -rc-. Nel sostantivo spagnolo estercolar la r  non cade, ma si dissimila in l. Tuttavia il verbo latino stercorare  dą in spagnolo tanto estercolar che estercar!

(5) Nessuna legge fonetica vietava la stabilizzazione di stėrkąr, in cui si deve ravvisare l’originaria forma albanese del toponimo. La sua successiva trasformazione č motivata da una remora di carattere morale ad ereditare un termine che, divenuta ormai ignota la sua origine straniera, per una inopinata coincidenza si prestava ad essere interpretato come il composto albanese stėr-kąr  (in tutto corrispondente al greco hypér-phallos), che, pur non dispiacendo segretamente ai nostri antenati, non andava perņ sbandierato in una futile esibizione di machismo. La metatesi di (5) dą inizio all’alterazione.

(6) Il processo continua con la ritrasformazione della ė  in un’altra vocale. Lo stesso fenomeno si nota nel passaggio dal deradiano gjėrtonj  allo shqip standard qortoj (dal latino certare).

(7) Il processo non puņ fermarsi qui, perché la seconda parte del composto, proprio quella percepita come trivialmente evocativa, č ancora intatta. -kąr  viene allora trasformato in -gąr (il latino castanea dą sia l’arbėresh kėshtėnjė che lo shqip gėshtėnjė). Abbiamo cosģ la forma finale Strugąr, toponimo attestato nell’Albania meridionale.

(8) Gli ultimi due passaggi indicano piuttosto una diversa diramazione. Localmente a S. Cosmo Albanese la ė atona si trasforma in i.

(9) Ancora localmente a -g- si sostituisce -gh-, cosģ come allo shqip largoj corrisponde l’arbėresh llarghoj. La forma finale alternativa č pertanto Strighąr.

   Pił di uno strighariota resterą deluso e amareggiato a tal punto da ammettere che in fondo sarebbe stato pił gratificante nascere, che so io, a Diamante (CS). Un po’ di sollievo puņ offrirlo Fabrizio De Andrč:

 Dai diamanti non nasce niente,

dal letame nascono i fior.

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