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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

DËRRUDHET...

 

A Caraffa di Catanzaro ed a Vena di Maida da anni nelle scuole materne elementari e medie è attivato l’insegnamento della lingua e della cultura albanese. Fino ad oggi sono stati tenuti corsi di formazione per tutti gli insegnanti (interessati e non, direttamente impegnati e non), e gli insegnanti a loro volta hanno tenuto lezioni agli alunni.

Da ieri è iniziato il nuovo corso di formazione (che quest’anno prevede incontri mirati alla preparazione di materiali didattici e ludici per l’apprendimento dell’albanese) e quindi mi sono recato a Caraffa, sede dell’Istituto comprensivo, nel primo pomeriggio per la prima lezione.

Rispetto agli anni scorsi il numero degli insegnanti è diminuito di più del 50%; dei corsisti di un tempo ne sono rimasti solo otto, e con il numero dei corsisti è diminuito anche il numero di ore di insegnamento della lingua e della cultura albanese nei tre cicli.

Quest’anno si potranno tenere soltanto

12 ore di corso!!!

                Sembra oramai chiaro che l’unica preoccupazione di Ministero ed Assessorati sia solo quella di poter dire per convincere ed autoconvincersi che comunque qualcosa si sta facendo e che la legge 482/99 si sta applicando mentre, di fatto, in questi ultimi anni abbiamo assistito ad una continua erosione dei fondi destinati all’insegnamento in particolare ed in generale alla tutela ed alla salvaguardia dell’albanese e degli albanesi d’Italia.

Bisogna accettare questo ridimensionamento sistematico ed il taglio delle risorse per continuare ciò che, con molte difficoltà, dopo il 1999 si è cercato e si sta cercando di creare e mantenere?

Prima non si aveva diritto a quasi niente, oggi invece restiamo ancora sotto il tavolo ad aspettare dërrudhet le briciole. Accettare questo stato di cose o reagire?

A queste assurde condizioni bisogna rispondere in modo altrettanto ‘assurdo’ e rifiutare briciole ed elemosine... 12 ore in un anno scolastico sono una proposta indecente, una barzelletta, un raggiro... A chi pensa di fare solo un restauro di facciata per sentirsi tranquillo, bisogna dare un segnale di rivolta rispedendo al mittente i pochi spiccioli elemosinati e rifiutando da ora in poi qualsiasi coinvolgimento in operazioni che non potranno dare e non daranno mai i frutti sperati.

Giovanni Belluscio

Università della Calabria

21 01 2004

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