Ciao
Antonio
di
Costantino Frate
Caro Antonio,
amico degli anni giovanili,
grande č il mio rimpianto per la sorte tragica che ti č stata riservata.
Non potrņ mai dimenticare il nostro incontro presso lIstituto dove
entrambi prestavamo la nostra opera di educatori, attivitą che ci ha
consentito di frequentare lUniversitą senza gravare sulle nostre
famiglie. Immediata fu lintesa esaltata dalla circostanza che nel cuore
di Roma potevamo - tu calabrese e io molisano - esprimerci in arbėresh.
Cosa che abbiamo sempre continuato a fare nel corso degli anni fino agli
ultimi frequenti contatti telefonici che hanno preceduto il tragico 16
ottobre.
Grazie Antonio, per
lamicizia che mi hai profuso, per gli insegnamenti di vita, per la tua
onestą intellettuale e morale. Grazie per la tua profonda umiltą con la
quale respingevi gli elogi che ti venivano espressi per le tue qualitą
intellettuali che producevano copiose opere letterarie e di ricerca,
grazie per la tua profonda cultura ma soprattutto per avere denunciato
ingiustizie, sopraffazioni e comportamenti ambigui incurante delle
sofferenze che ti hanno causato.
Non omnis moriar, ha
sentenziato uno dei sommi poeti latini.
Il tuo insegnamento sarą per
chi ti ha conosciuto ed apprezzato un faro luminoso che non conoscerą
tramonto.
Con laffetto di sempre
Costantino
Frate
Costantino Frate
č un arbėresh del Molise. Vive a Roma da 50 anni, da quando cioč venne
per frequentare la facoltą di giurisprudenza presso lUniversitą La
Sapienza. Č qui che ha conosciuto Antonio Sassone del quale diventa
subito amico. Con questa lettera, a lui idealmente indirizzata, ne
saluta il congedo da questa vita.