L’APPORTO
DEGLI ITALO – ALBANESI AL RISORGIMENTO ITALIANO IN UN LIBRO DI DOMENICO
CASSIANO
Di Giovanni
Luca Baffa
“Nella memoria ritroviamo chi
siamo, anche per sapere dove andiamo…”. Le vicende complesse e ancora in
parte mitizzate degli Albanesi giunti in Italia a seguito dell’invasione
turca dei Balcani tra i sec XV e XVI e il loro progressivo inserimento nella
realtà calabrese e nazionale, fino a diventare i protagonisti del
Risorgimento italiano, sono ricostruiti in un libro di Domenico Cassiano di
recente pubblicazione a cura della Amministrazione comunale di S. Cosmo
Albanese.
Il libro dal titolo “Strigàri,
Genesi e sviluppo di una comunità calabro – arbereshe”, vuole essere la
ricostruzione dello sviluppo faticoso ma progressivo della minoranza
albanese in Calabria, dal loro insediamento fino all’attiva partecipazione
alla rivoluzione calabrese e ai moti risorgimentali del 1848. Particolare
importanza riveste la parte dedicata al Collegio di S. Adriano, a S.
Demetrio Corone, dove venivano educati agli ideali illuministi e della
rivoluzione napoletana del 1799, tra il 1840 e il 1860, tanti giovani
patrioti che poi costituirono le elites rivoluzionarie e patriottiche, che
tanta parte avranno nei moti risorgimentali del Mezzogiorno. Da quel
collegio uscirono i Mauro, i Tocci, gli Strigàri, i Baffa, gli Scura e i
Dramis, tutti educati agli ideali riformatori e progressisti del 1799. Il
collegio di S. Adriano di fatto diventa il centro “di vivacità culturale” al
quale fa riferimento Francesco De Santis per rivelare la presenza di una
scuola romantica calabrese che a ridosso dei moti risorgimentali, fu un
importante centro di iniziativa e culturale politica nel Mezzogiorno. Sempre
in quel collegio studiavano anche Attanasio Dramis, di S. Giorgio Albanese e
Agesilao Milano di S. Benedetto Ullano. I due giovani patrioti che proprio
nel Collegio prepararono il progetto che doveva portare all’attentato contro
Ferdinando II di Borbone l’8 dicembre del 1856 a Napoli. Cassiano
ricostruisce fedelmente con ampi documenti storici tutte le varie fasi della
preparazione dell’attentato, riportando le parole del giovane Agesilao
Milano durante il processo a giustificazione del tentato regicidio: “L’ho
fatto per liberare la patria da cotanto dispotico tiranno e a tanto mi
spinsero i continui gemiti e i voti di tutta Italia”. Nella prefazione del
libro, Cassiano riporta una lettera inedita di Antonio Gramsci scritta dal
carcere, nella quale fra l’altro è scritto: “ mio padre è di origine
albanese recente … l’essere io oriundo albanese non fu messo in giuoco
perché anche Crispi era albanese, educato in un Collegio albanese e parlava
albanese”. Illustrata anche la figura di Pasquale Baffi, di Santa Sofia
D’Epiro, ellenista di fama europea, Ministro della Repubblica Partenopea,
condannato a morte nel tragico epilogo della stessa.
Domenico Cassiano,
(1935), di Vaccarizzo Albanese, è tra i maggiori studiosi arbereshe
contemporanei ed è senza dubbio colui che più di tutti si è dedicato alla
storia civile e sociale degli Italo - Albanesi in età moderna. Avvocato e
docente di Storia e Filosofia al Liceo Classico di S. Demetrio Corone, già
sede del famoso Collegio di studi, di cui Cassiano è il maggiore storico.
Redattore di “Coscienza storica”, dirige una collana di studi edita dalla
casa editrice “Marco” sugli Italo – Albanesi. I sui principali lavori sono:
“Risorgimento in Calabria, figure e pensiero dei protagonisti Italo –
Albanesi”; “L’umana avventura di un Greco d’Occidente”; “S. Adriano Vol I:
La Badia e il Collegio”; “S. Adriano Vol II: Educazione e politica”;
“Attanasio Dramis. Democrazia e socialismo nella comunità albanese”.