I PERSONAGGI
ITALO – ALBANESI ILLUSTRI
ATTANASIO DRAMIS E LA NASCITA DEL SOCIALISMO MERIDIONALE
Di Giovanni
Luca Baffa
Il nome di Attanasio Dramis è
legato alla stagione delle lotte risorgimentali in Calabria dal 1848 fino
all’impresa garibaldina e successivamente, dopo l’unità, ai tentativi di
formazione e di organizzazione di un grande movimento democratico di massa
meridionale. Era nato a San Giorgio Albanese il 1 maggio 1829, da Teresa De
Simone e Giuseppe Dramis, attivo cospiratore antiborbonico, più volte
incarcerato. Nel 1842 entrò come convittore nel Collegio di Sant’Adriano a
San Demetrio Corone, dove vi restò fino al 1848. Ebbe come compagno Agesilao
Milano, con il quale strinse una tenace amicizia ed insieme presero parte
alla rivoluzione calabrese e combatterono contro le truppe borboniche a
Campotenese. Nel maggio del 1856, Dramis e Milano, per portare avanti
l’attività rivoluzionaria nel Mezzogiorno, che aveva subito un
rallentamento, decisero di farsi arruolare nell’esercito borbonico onde
penetrare nell’organizzazione del regno e avere l’opportunità di giungere a
Napoli e stringere rapporti con i patrioti che li si trovavano e con loro
preparare un piano di lotta più incisivo ai Borboni. I due giunsero a Napoli
il 15 di maggio e Dramis venne destinato alla seconda divisione della
Gendarmeria Reale a Salerno, mentre il Milano entrò nel terzo battaglione
Cacciatori di stanza a Napoli. La vicenda ebbe un epilogo eroico e nello
stesso tempo drammatico. Agesilao Milano, all’insaputa dello stesso Dramis,
l’8 dicembre 1856, attentò alla vita di Ferdinando II, che rimase ferito da
un colpo di baionetta nel petto. Dopo l’attentato, si abbattè la
repressione. Venne spedito in Calabria il commissario De Spagnolis, che in
particolare indirizzò le sue indagini nel Collegio di Sant’Adriano
considerato un “scuola politica”, meritevole del più severo rigore perché
aveva deviato la gioventù calabro - albanese. Si procedette all’arresto di
tutti gli amici e conoscenti del Milano e di molti studenti compagni di
scuola del patriota di San Benedetto Ullano. Attanasio Dramis fu arrestato a
Salerno e tradotto nel carcere napoletano di Santa Maria Apparente dove
rimase fino al 1860.
Dopo la scarcerazione, partecipa
all’impresa garibaldina e combatte a fianco all’Eroe dei due mondi a
Palermo. Dopo la sconfitta dei Borboni e la formazione dello stato sabaudo e
dell’Unità d’Italia, Dramis si trasferì a Napoli dove si evidenzia il suo
distacco graduale dal Mazzini le cui formule politiche gli sembravano non
più rispondenti alla nuova situazione italiana. In Dramis sorge la
convinzione che il nuova stato aveva creato un sistema governativo fondato
sul privilegio ed essenzialmente oligarchico perché non sorretto dal
consenso popolare. Secondo Dramis vi era invece la necessità di un governo
che fosse espressione e volontà di tutto il popolo. Lo stato doveva fondarsi
sul decentramento e sulla completa armonia dei comuni e delle province.
L’unità nazionale, secondo Dramis, doveva essere completata con il concorso
popolare perché “ogni riorganizzazione che si compie fuori dal popolo
sarebbe illusoria anzi malefica”. E’ la nascita del socialismo meridionale.
Dramis aderì alla sezione napoletana dell’Internazionale Socialista dei
lavoratori alla quale rimase fedele fino alla morte avvenuta a Napoli nel
novembre del 1911.
La ricostruzione
della vita e dell’attività politica di Attanasio Dramis è stata fatta sulla
base della documentazione presente nel lavoro dello storico Domenico
Cassiano “Risorgimento in Calabria, figure e pensiero dei protagonisti Italo
Albanesi”. Marco Editore 2003.