Un viaggio tra le Minoranze Etnico – Linguistiche in
Italia: dagli Italo – Albanesi ai Friulani, dai Catalani al Sudtirolo
LE ATTIVITÀ
DEL COMITATO – MIBAC
di Pierfranco Bruni
Un viaggio tra le Minoranze Etnico –
Linguistiche alla luce di un confronto tra culture che presentano segni di
diversità ma anche tracciati il cui approfondimento resta fondamentale. È
su questa idea portante che si è sviluppato il progetto del Comitato
Minoranze Etnico – Linguistiche in Italia del MiBAC ed è su questa visione
che conduce le sue ricerche e porta avanti le attività di promozione alla
luce di numerose iniziative.
Cultura e consapevolezza, conoscenza e
approfondimento, metodologia e proposte. Sono tre capisaldi intorno ai
quali il progetto del Comitato ha focalizzato quegli interessi di ricerca
che hanno permesso di aprire un vasto panorama di interventi sia in campo
editoriale che in quello della convegnistica.
Il valore di una lettura comparata delle
minoranze etnico e linguistiche oggi è fondamentale. Dall’idea di culture
sommerse a quella di cultura “altra”, dall’idea di cultura della nostalgia
a quella di offrire un futuro alla nostalgia stessa e da questa ad una
idea metaforica che incide un solco nel dettato del quotidiano, ovvero
“archeologia del sapere” come dice Michel Foucault.
La vera “archeologia del sapere” è nel dare un
orizzonte al valore di “etnia” all’interno di un contesto in cui le
minoranze hanno un senso profondamente culturale. Non si tratta di dare un
“sapere”, in una tale discussione e in una visione dialettica, ma di
capire, come sostiene Foucault, il “sapere” che è tradizione.
Le iniziative del Comitato hanno nella propria
anima il senso e l’orizzonte di addentrarsi dentro questo sapere. C’è da
dire con molta semplicità e onestà che è stata intensa ed è intensa
l’attività del Comitato
NAZIONALE MINORANZE ETNICO LINGUISTICHE IN ITALIA del MiBAC.
qui è necessario sottolineare
alcune delle sfaccettature aprendo delle finestre sulle attività stesse.
Ha sviluppato una serie di iniziative sia sul piano editoriale
che convegnistico. Ha, ormai, all’attivo circa 20 pubblicazioni
concernenti i vari aspetti relativi alla cultura delle minoranze etnico –
linguistiche in Italia, che hanno riscosso uno straordinario successo e
consenso sul piano internazionale. Si tratta di pubblicazioni che sono
nate dalla ricerca, dallo studio e dal coinvolgimento di varie
problematiche che sono state affrontate attraverso analisi comparate che
vanno dalla realtà antropologica a quella letteraria, da quella artistica
a quella archeologica. Il rapporto tra archeologia, antropologia,
letteratura è significativo tanto che ha dato vita, tra l’altro, a
significativi convegni e alla partecipazione di seminari internazionali.
Si è partiti dal mondo Italo – Albanese (con
una ampia articolazione sui vari aspetti di questa cultura: dalla mostra e
dal catalogo sugli Arbereshe alla Grammatica Arbereshe di Giordano, da uno
studio su De Rada e Koliqi a I Viaggiatori in terra Italo – Albanese, da
uno studio su Scanderbeg a Guglielmo Tocci) per sottolineare i lavori
sulle altre “etnie” come quella grecanica (con convegni, pubblicazioni e
Dvd che trattano aspetti che vanno dalla Calabria al Salento) per poi
promuovere studi comparati con ricerca come “Etnie. Popoli e civiltà tra
culture e tradizioni” (un lavoro nel quale si passano in rassegna tutte le
minoranze etnico – linguistiche in Italia, dai Ladini agli Occitani, dai
Catalani ai Friulani, dai Tedeschi al rapporto tra etnie e archeologia e
così via) attraverso una analisi storica (è stato considerato, dalla
pubblicistica antropologica, uno dei testi più aggiornati). E ancora: “Sui
passi della Magna Grecia” (si tratta di un lavoro riferito alle comunità
che hanno avuto territorialmente uno stretto rapporto con l’area
geografica della Magna Grecia, comunità che sono tuttora presenti in un
tale contesto; “I segni del tempo” (si tratta di un attento e meticoloso
studio di Maria Zanoni inerente i beni culturali delle realtà minoritarie
della Calabria con un vasto modello di immagini a colori che pongono
all’attenzione un patrimonio ricco di storia e di tradizione); “Maschere
sotto la luna” è un lavoro in lingua catalana (con un testo in catalano
di Grazia Deledda) ben articolato al quale hanno prestato la loro
scientificità Neria De Giovanni e Josefa Contijoch; sempre Neria De
Giovanni ha offerto la possibilità di rileggere l’opera di Maria Carta
(grande poetessa e cantautrice sarda) in un percorso con varie
testimonianze la cui presentazione è di Walter Veltroni ed è in via di
stampa; uno lavoro storico sui Valdesi e un altro sugli Occitani è in fase
di sviluppo; è in pubblicazione un affascinante lavoro sul rapporto –
dialogo tra l’opera di Pier Paolo Pasolini e la cultura friulana con il
contributo di giovani studiosi che si occupano di poesia e linguistica e
di letteratura popolare; è stato pubblicato in questi giorni “Un bene
culturale per comunità”: si tratta di uno straordinario viaggio tra i beni
culturali delle minoranze etnico – linguistiche in Italia grazie allo
studio di particolari simboli - patrimoni presenti sui vari territori. I
ricercatori hanno posto all’attenzione il significato di bene culturale e
di etnia, verrà presentato a Roma nei prossimi giorni; “Mediterraneo e
minoranze etnico – linguistiche” è stato un altro importante lavoro con il
quale si è avviato un processo di approfondimento su argomenti concernenti
proprio il ruolo della civiltà tra le due sponde; alla metafora delle due
sponde è stato dedicato il volume sulla poesia italiana tradotto in
Albanese presentato recentemente anche in Macedonia con grandi consensi e
altri appuntamenti sono stati già fissati in città europee, a dicembre
sarà presentato a Tirana; la ricerca “Dall’indifferenza alla nostalgia tra
etnie, letteratura e bene culturale” è un ampio lavoro (che vedrà la luce
proprio a gennaio 2007) che abbraccia realtà letterarie di scrittori che
vanno dall’Alto Adige alla Sardegna, da Pavese a Vittorini che si sono
occupati rispettivamente di grecità e cultura sarda e di Mistral e gli
Occitani oltre ad una impostazione che filtra il valore dei beni culturali
come il museo, l’archeologia, i centri storici, il territorio.
Oltre ai numerosi testi pubblicati dal
Comitato nazionale, tra i convegni di promozione culturale per la
conoscenza e la valorizzazione delle realtà etniche italiane, tra i tanti,
si annoverano : “Arbereshe . La memoria. I luoghi. I segni. Le voci”, "I
Calabro-greci: chi sono?","Minoranze
etnico-linguistiche e Mediterraneo" ,
"Processi didattici e Beni Culturali - Le minoranze etnico-linguistiche",
"Nella Storia di una Comunità di Minoranza Etnico-Linguistica,
"La cultura delle minoranze linguistiche e l'identità mediterranea: etnie
a confronto",
"Etnie Popoli e Cività tra Culture e Tradizioni. La
realtà Tedesca, Ladina e Italia",
“Percorsi nei paesi Ladini, Mocheni, Cimbri, Tedeschi e Sudtirol,
"Tra il Provenzale e il Grecanico - Itinerario
italiano di Corrado Alvaro - Tra le vie della cultura",
"Etnie, beni culturali e modelli antropologici",
"Giorgio Castriota Scanderbeg nella storia e nella
letteratura" , “Scanderbeg a Gravina di
Puglia”, “De Rada e Koliqi”, “La cultura Catalana e
Grazia Deledda”, “Riti della Settima Santa nella cultura Bizantina”,
“Percorsi etnici Mediterranei con mostra sulle dodici etnie”
“Sui passi della Magna Grecia:Le etnie, i luoghi, le culture. Frammenti di
percorsi”, “Editorie e minoranze linguistiche”, “Il Mediterraneo di
Scanderbeg”, “Beni culturali e realtà etniche”.
Sono in fase di organizzazione e si
svolgeranno antro l’anno Convegni nazionali su “Un Bene culturale e le
Comunità. Etnie e culture, un confronto da vivere”, “Percorso Grecanico”,
“Alghero, città Catalana della Sardegna”.
Con grande impegno sono stati sottolineati gli
aspetti culturali delle varie comunità con un approfondimento su elementi
che rimandano al confronto con le matrici mediterranee anche se il
rapporto con la tradizione e la storia di tutte le comunità non è stato
mai trascurato. È su questa linea che il Comitato porta avanti le sue
attività con lo scopo di valorizzare e promuovere il confronto e la
conoscenza per un dialogo sempre più stretto tra linguaggi e culture.
Qui è stata elencata solo una parte delle
attività ma la presenza del Comitato è stata molto più accurata e ampia
tanto che è stato chiamato a testimoniare la propria presenza in realtà
come i Balcani, la Tunisia, l’America del Sud portando un contributo sul
piano di una maggiore comprensione di quelle culture che costituiscono un
riferimento per una dialettica su identità, tradizione e memoria
all’interno del valore di etnie e minoranze.
Ed è su questo piano che ha avuto
apprezzamenti dalle sedi istituzionali più varie in un contesto in cui la
cultura è sempre incontro. Quell’archeologia del sapere, menzionata
all’inizio, è una esemplare espressione che resta parte integrante di un
processo culturale ed esistenziale che coinvolge culture e civiltà. Ma
queste resistono e vivono se si promuovono in quella complessità che è
vita tra storia, tradizione e futuro.