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“SKANDERBEG, IL SOLE DI KRUJĖ”
DRAMMA STORICO DI FRANCESCO COSCO, STUDIOSO DI STORIA E DIALETTOLOGIA DI
PETILIA POLICASTRO
La letteratura
trae origine dal popolo, secondo Girolamo De Rada, il pił grande poeta e
scrittore arbėresh, che fu anche il primo a cantare le gesta di Giorgio
Kastriota Skanderbeg, l’eroe albanese che guidņ il suo popolo nel
meridione d’Italia, evitandone la sottomissione musulmana.
L’ultimo, in
ordine di tempo, a tradurre in poema la storia č Francesco Cosco, storico
di Petilia Policastro, con il dramma storico “Skanderbeg. Il sole di
Kruje” (154 pagg, Edizioni Digitali, Salerno). L’opera ripercorre
attraverso 25 capitoli l’epopea del condottiero albanese considerato,
dagli arbėresh ma non solo, simbolo carismatico di libertą e coraggio.
Nato nel 1405 a
Kruje, nell’antica Illiria, e discendente di una nobile dinasta,
Skanderbeg fu sempre convinto assertore dell’indipendenza del popolo
albanese; trovņ oltre l’Adriatico l’accoglienza del re di Napoli,
Ferdinando d’Aragona e venne riconosciuto come difensore della cristianitą
contro l’islamismo.
I personaggi del
dramma sono sia reali che di fantasia e coralmente contribuiscono alla
costruzione della personalitą del protagonista, temprata dalla fede
cristiana, dall’amor patrio ma anche da passioni amorose, tradimenti,
meditazioni fino alle necessarie rivolte e alle feroci battaglie e dunque
al culmine della vicenda, con l’esodo in Italia. Il libro si conclude con
la morte di Skanderberg vissuta con “serena soddisfazione” e con il
conforto della nutrice, presente fin dalla sua nascita insieme con una
tela con l’immagine di Cristo.
Le vicende
biografiche, le note strategiche e le considerazioni morali di Skanderbeg
sono raccontate da Francesco Cosco in chiave teatrale per “rinnovare
l’esperienza dell’identitą e cogliere gli aspetti pił dolorosi e tragici
della storia albanese, ma anche i sentimenti della riconoscenza, della
solidarietą, dell’amore, scoprendo cosģ le doti pił umane del
protagonista”, cosģ come spiega nella prefazione Salvatore Bugliaro,
vice presidente del Comitato Scientifico Tutela Cultura Arbėreshe dell’Urs
Calabria.
Cosco infatti, da
ricercatore di linguistica e dialettologia, accompagna il romanzo-dramma
con una corposa introduzione in cui, oltre a spiegare le ragioni che lo
hanno indotto a scrivere su Scanderbeg, illustra in breve la storia della
presenza degli albanesi in Italia, la lingua, il rito religioso, i valori
e le tradizioni. Il linguaggio della composizione, che unisce narrazione e
dialoghi, č quello originale del tempo, realistico. L’elemento dominante
del dramma č senza dubbio il patos: amore e odio, religione e
guerra convivono nella personalitą passionale del protagonista pił volte
narrata, a partire dal ‘500 con l’opera del Barlezio, ma mai con questa
inedita struttura teatrale.
Maria Frega |