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“IL VENTO FA IL SUO
GIRO”, IL PRIMO FILM IN LINGUA OCCITANA
Una
storia che ruota intorno ai temi della diversità, come occasione di
crescita e scambio, senza ignorare il rischio di isolamento e sconfitta.
Su questa ricerca esistenziale, il regista bolognese Giorgio Diritti ha
girato il lungometraggio “Il vento fa il suo giro”, ambientato in un
villaggio della Valle Maira, nel cuneese. Chersogno - questo il nome del
minuscolo centro - a tutti gli effetti potrebbe essere sostituito con
Guardia Piemontese: entrambi i paesi, infatti, sono abitati dalla
minoranza etnica occitana. Realtà lontanissime geograficamente, ma assai
affini per cultura, lingua e tradizioni.
“Il
vento fa il suo giro” ha un primato: è il primo film realizzato
interamente in lingua occitana, un progetto sperimentale raccontato
nell’idioma che nelle valli cuneesi, così come nell’enclave calabrese di
Guardia Piemontese, è rimasto inalterato.
Nel
microcosmo di Chersogno si svolge la vicenda di una famiglia francese che
lì si trasferisce alla ricerca di uno stile di vita semplice, essenziale.
Il protagonista, Philippe, insieme con la moglie, i due figli e un gregge
di capre, da’ vita ad una piccola attività di casaro. Il suo arrivo
diventa presto, e irragionevolmente, una minaccia per gli anziani
abitudinari della comunità, cristallizzata come le rocce che la circondano
e la isolano. La presenza della famiglia, che avrebbe potuto rilanciare la
rinascita del paese, scatena invece episodi intensissimi di intolleranza,
ostilità. Per la prima volta, dopo secoli, gli equilibri della comunità
sono messi in discussione, dando vita a diversi tragici eventi. L’immagine
dei valligiani, che rifiutano i cambiamenti e non nascondono ostilità
verso l’altro, non cede certamente al buonismo. Il regista ha voluto
raccontare uno scontro tra mondi differenti in modo realistico, senza
tuttavia dare lezioni no global o new age.
"E l'aura fai son vir"
– questo il titolo in lingua originale - è stato apprezzato per la
“diversità”, la sperimentazione e l’inconsueta modalità produttiva.
E’stato infatti realizzato con il contributo economico di tutta la troupe
e senza benefici statali, se non il sostegno della Film Commission della
Regione Piemonte e dell’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira. Gli abitanti dei
luoghi delle riprese, inoltre, hanno messo a disposizione mezzi, ambienti
e animali e partecipato come comparse e per piccole parti, sostenendo, con
i loro volti e la loro lingua misteriosa e affascinante, la credibilità
del progetto.
La
pellicola, che è recentemente stata presentata a Roma presso la Casa del
Cinema, è reduce da un tour dei festival cinematografici europei, dove ha
riscosso importanti premi. All’anteprima romana erano presenti il regista
Diritti - già collaboratore di Fellini, Olmi e Avati - , i produttori di
Aranciafilm e Imago Orbis e i protagonisti Thierry Toscan, Alessandra
Agosti e Dario Anghilante, scelto perché occitano e noto per essere
difensore dei valori e della causa della minoranza a cui appartiene. “Per
valorizzare la realtà occitana e scongiurare l’estinzione della cultura
minoritaria bisogna far sopravvivere la comunità”, ha sostenuto Anghilante,
ricordando che il borgo in cui è stato girato il film è attualmente
abitato da soltanto sette persone ultraottantenni.
L’occitano, una delle lingue tutelate dalla Costituzione, è ancora oggi
parlato da più di duecento mila persone, in comunità incontaminate
prevalentemente nel cuneese e poi a Guardia Piemontese che da anni ha
rinsaldato i rapporti istituzionali con le terre di origine. Ogni estate,
infatti, nel centro storico della località tirrenica si svolge la
“Settimana Occitana”, con un intenso programma di scambio culturale e
promozione delle tradizioni etniche. Lo staff del neo sindaco guardiolo
Gaetano Cistaro in collaborazione con la Chambra d’Oc – l’associazione che
raggruppa gli operatori culturali ed economici occitani - prevede di
ospitare la prima calabrese de “Il vento fa il suo giro” nel mese di
agosto.
Maria Frega |