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COMMEMORAZIONE DEL X ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI MADRE TERESA
Roma. Madre
Teresa č uno dei personaggi pił amati del ‘900, simbolo di spiritualitą
e operositą premiato con il Nobel per la Pace nel 1979 e acclamato da
350 mila devoti durante la cerimonia di beatificazione celebrata da Papa
Giovanni Paolo II nel 2003. A dieci anni dalla scomparsa, per
approfondire la storia della missionaria pił amata nel mondo e
ricordarne le origini, il circolo culturale italo-albanese “Besa” di
Roma ha organizzato due incontri, che si sono tenuti nella Chiesa di
Sant’Atanasio, dove si riunisce la comunitą arbėreshe della capitale.
Durante il primo
appuntamento, il regista Gjon Kolndrekaj - kosovaro da pił di trent’anni
in Italia, dove collabora con la Rai - ha presentato il documentario
“Una bambina di nome Gonxhe”, un lavoro in dvd, accompagnato da un
libro, edito da Rai Eri, che ricostruisce le origini della famiglia di
Madre Teresa, ripercorrendo i luoghi dell’infanzia, in Macedonia e in
Albania, attraverso le testimonianze dirette di politici albanesi e
kosovari, alti prelati e uomini di cultura. Il racconto della nascita
della vocazione della missionaria č arricchito da fotografie e ricordi
della famiglia, albanese e cattolica originaria del Kosovo. Caterina
Zuccaro, che ha tradotto varie opere su Madre Teresa, ha introdotto la
visione della biografia, ricordando il contesto storico e sociale dei
Balcani di inizio 900, “un ambiente multietnico e multireligioso, in cui
il popolo albanese rappresentava la possibilitą concreta di una
convivenza pacifica ed esemplare”.
Madre Teresa
ricordņ anche durante la celebrazione per la consegna del Nobel le sue
origini e nei momenti pił difficili della storia dei territori balcanici,
negli anni ’90, avrebbe voluto ritornare in Kosovo per favorire il
dialogo di pace ma fu sconsigliata dal Vaticano per motivi di sicurezza.
Dalle testimonianze di chi la conobbe, tuttavia, si apprende il forte
legame con il popolo albanese, l’orgoglio per la resistenza non violenta
durante la recrudescenza del conflitto civile e, dopo aver assistito al
racconto girato da Kolndrekaj, nato dai colloqui diretti con la
missionaria e concepito dal regista come una “meditazione”, diventa
naturale associare la sua biografia con la biografia del popolo a cui
apparteneva, specialmente in riferimento alla straordinaria capacitą di
dialogo e di solidarietą, nonostante le avversitą della Storia.
Le celebrazioni
organizzate dal circolo “Besa” in memoria di Madre Teresa sono coincise
con la festa nazionale d’Albania, nel 95° anniversario
dell’indipendenza, e sono terminate domenica scorsa con una liturgia
cantata in lingua albanese nella Chiesa di Sant’Atanasio dedicata “a
tutti gli albanesi viventi in Patria o dispersi nel mondo”.
Maria Frega
25.11.07
Pubblicato in
“Quotidiano della Calabria” il 28 novembre 2007
Maria Frega |