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“LA CHIESA DI
SANT’ADRIANO A S. DEMETRIO CORONE. TRA STORIA, ARTE E… MISTERO” DI ADRIANO
MAZZIOTTI
In Calabria, tra passaggi e presenze
diverse fin dal primo medioevo, permangono tracce e testimonianze
indelebili che evocano Longobardi, Bizantini, Sassoni insieme con il
monachesimo benedettino e basiliano. La millenaria Abbazia di Sant’Adriano,
risalente al XI secolo, ne è un pregevole esempio, di grande valore
architettonico e spirituale.
E’ il monumento artistico simbolo di San
Demetrio Corone e tra i più prestigiosi in Calabria. Ma c’è di più.“Alcuni
suoi tesori introducono nel mondo ambiguo e magico dei simboli e
dell’allegoria, sollevando nel visitatore tanti interrogativi che
accendono la fantasia di suggestive e affascinanti ipotesi. Qual è il
significato delle maschere di uomini-gatto dalla cui bocca fuoriescono
rigogliosi fogliami? Chi non ha riflettuto di fronte alla figura del
mostruoso pesce nell’atto di ingoiare una mano? E la presenza insistente
del serpente nei mosaici del pavimento della chiesa?” Sono le
curiosità su cui si è soffermato Adriano Mazziotti, giornalista e già
autore di numerose opere divulgative, che ora illustra i segreti
dell’Abbazia nella pubblicazione “La chiesa di Sant’Adriano tra storia,
arte e… mistero” edita da “Il Coscile” e patrocinata dall’ Amministrazione
Comunale di San Demetrio Corone.
Il sacro edificio, rivolto a oriente
secondo le norme della Chiesa Orientale, sorge ai margini dell’abitato di
San Demetrio, lungo la strada che porta ad Acri. Nella sua millenaria
storia si distinse anche per la presenza del monaco Nilo di Rossano,
figura fondamentale per la spiritualità bizantina in Italia. Oltre che
luogo di preghiera e lavoro, il complesso monastico si distinse come
attivo centro culturale e in seguito, durante la dominazione normanna,
venne arricchito nella sua architettura e con le pitture bizantine,
minuziosamente descritte da Mazziotti nella guida, completa di numerose
foto, tra cui spiccano quelle che illustrano i mosaici del pavimento:
serpenti riavvolti in spirali e felini dal forte significato simbolico.
Le attività del
monastero furono soppresse alla fine del ‘700, per far posto al Collegio
Corsini, che formò il clero greco delle parrocchie italo-albanesi e gli
intellettuali risorgimentali. L’impressione che si ricava adesso, varcando
le vetuste mura del monastero è la commistione di elementi
cronologicamente e stilisticamente contrastanti, che gli donano un fascino
estremamente enigmatico. “Il visitatore percepisce lo spirito del tempo
passato e soggiace all’abbandono, immobile percorre i secoli che hanno
attraversato la storia”, si legge nella presentazione alla guida di
Mazziotti, firmata da Cesare Marini, più volte parlamentare e già sindaco
di San Demetrio. “Oggi - continua Marini - Sant’Adriano è un
monumento importante che racchiude le trasformazioni e gli eventi del
mezzogiorno d’Italia e della Calabria, da difendere dall’incuria, dai
ladri e dall’ignoranza”.
Maria Frega |