ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëvet të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Ndërhyrje kulturore / Interventi culturali
 

MUSICA ARBËRESHE IN CALABRIA

LE REGISTRAZIONI DI DIEGO CARPITELLA ED ERNESTO DE MARTINO (A CURA DI A. RICCI E R. TUCCI)

Nell’aprile del 1954 l’etnomusicologo calabrese Diego Carpitella e l’antropologo Ernesto de Martino condussero una “spedizione” presso alcune delle comunità italo-albanesi della Calabria, una ricerca sul campo per raccogliere i canti popolari. Le registrazioni, effettuate in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Centro Nazionale  Studi di Musica Popolare e l’ausilio tecnico della RAI ebbero luogo a Pallagorio, Carfizzi, San Nicola dell’Alto, San Demetrio Corone, Macchia Albanese, Frascineto, Lungro e Castroregio. In ogni località l’équipe di studio si rivolse a interpreti non professionisti che eseguirono il repertorio tradizionale connesso al ciclo della vita (ninne nanne, serenate, canti di nozze, lamenti funebri), ma raccolsero anche i canti epici originari dell’Albania e un ricco corpus di liriche basate sulla improvvisazione, tipiche dei momenti conviviali.

La fornitissima documentazione è stata ora riproposta dalla casa editrice Squilibri di Domenico Ferraro nel volume completo di due cd “Musica arbëreshe in Calabria” curato dagli etnomusicologi Antonello Ricci e Roberta Tucci. Gli autori sono tornati più volti nei luoghi della spedizione del ’54 raccogliendo i testi e le traduzioni delle registrazioni originali, riproposte nella pubblicazione insieme con un’introduzione critica, saggi di Carpitella e de Martino e un significativo corredo fotografico che ricostruisce gli eventi, i luoghi e le persone legati a quella esperienza. L’intento degli autori è di offrire ad appassionati e studiosi la preziosa raccolta, ma soprattutto restituire alle comunità locali la memoria di quella esperienza.

“Abbiamo ripercorso il viaggio a distanza di 50 anni, constatando che il ricordo di quelle documentazioni era ancora vivo tra coloro che vi parteciparono”, ha detto Ricci, durante la presentazione dell’opera a Roma, inserita nel ciclo di incontri che l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia ha dedicato alle musiche e ai sapori del Sud per definirne le identità territoriali e la ricchezza culturale. E di identità si è parlato nel corso dell’incontro, grazie anche alla partecipazione dell’etnologo Luigi Lombardi Satriani, che ha illustrato il valore sociale e politico delle ricerche di Carpitella e de Martino, la loro capacità di entrare in contatto con il popolo con umanità e ironia riuscendo a ottenere una documentazione rigorosa e significativa.

Particolarmente interessante il contributo di Giovanna Marini, nota cantautrice e ricercatrice folk, che ha raccontato le caratteristiche della musicalità “alternativa” degli arbëreshe. Ed è stata proprio una voce arbëreshe a concludere la serata. Con un saggio per voce e organetto, Anna Stratigò, di Lungro, ha interpretato con passione alcuni vjershe, i tradizionali versi improvvisati che per Ernesto de Martino sintetizzavano al meglio l’anima musicale e l’identità delle comunità italo-albanesi della Calabria.

Maria Frega

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