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Shtëpia e Arbëreshëvet të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Ndërhyrje kulturore / Interventi culturali
 

IL CULTO DI SAN FRANCESCO DI PAOLA IN SPEZZANO ALBANESE

(di Francesco Marchianò)

La comunità dei fedeli di Spezzano Albanese, due settimane dopo la Pasqua, festeggia, con solenni liturgie e con processione per le vie del paese, San Francesco di Paola (Paola,1413-Tours,1507), patrono della Calabria e dei marinai, il cui culto è diffuso in tutto il mondo cristiano, santo noto per la sua scelta di povertà e per la vita ascetica ed eremitica nonché prodigo di aspre critiche ai regnanti dell’epoca rifiutando i loro doni e benefici.

Sulla vita e sui miracoli del Santo Taumaturgo calabrese esistono centinaia di pubblicazioni, mentre, tantissimi sono gli edifici sacri, cappelle, edicole ed imbarcazioni a Lui dedicati, essendo il patrono dei naviganti.

Molto legato alla natia terra calabra, San Francesco, nel 1483  fu costretto ad abbandonarla su ordine del Papa che lo invitava a recarsi presso la corte del re di Francia Luigi XI che sperava di guarire così da un male al fegato.

Dato un ultimo sguardo ed una benedizione alla propria terra, nel suo itinerario percorso a piedi verso la sua nuova destinazione, San Francesco viene ospitato da tutti i potenti dell’epoca e nella corte di Napoli non mancò di criticare Re Ferrante per lo sfarzo e per la forte pressione fiscale esercitata sui contadini e, a dimostrazione di ciò, spezzò un moneta dalla quale colarono gocce di sangue suscitando lo stupore dei nobili presenti.

Dopo qualche mese, attraversata la Liguria, il santo Taumaturgo entra nella città di Fréjus decimata dalla peste e, dopo aver invitato la popolazione alla preghiera, debella il morbo. Egli, infatti, esercita il patronato sulle epidemie.

Dopo la morte del sovrano, il buon Francesco non restò con le mani in mano poiché fondò i conventi di Amboise  e di Montilz-lez-Tours lasciando un segno della sua presenza in questa terra straniera da cui non fece più rientro in patria, ritornando a Dio il 4 aprile 1507.

In Calabria il Santo è venerato soprattutto nei centri in cui ha operato miracoli e le cui popolazioni, riconoscenti, gli hanno eretto chiese e cappelle. Nel nostro territorio bisogna segnalare i solenni festeggiamenti tributatigli dai paesi di Tarsia, S. Lorenzo del Vallo, Terranova da Sibari, Bisignano e Corigliano Calabro, grosso centro dove San Francesco si fermò qualche anno lasciando segni tangibili della sua presenza.

Anche il nostro paese festeggia S. Francesco di Paola il cui culto risale molto probabilmente al primo trentennio del XIX sec., quando la nostra cittadina fu funestata più volte da epidemie influenzali e di colera che mieterono molte vittime fra la popolazione.

Negli archivi parrocchiali non sono stati finora reperiti documenti a proposito del culto del Santo ma la seguente iscrizione “A divozione degli Spezzanesi emigrati in America in tempi lontani – 1848”, tolta da mano ignota ma trascritta dal prof. A. Serra, ed una nota coeva di Giuseppe Angelo Nociti (1832-’99), affermante che la statua lignea fu realizzata da artisti rossanesi, fanno ritenere che l’anno della venerazione di San Francesco sia proprio il 1848.

Un decennio dopo, l’arciprete d. Paolo Nociti (1799-1871) ed il capitolo sacerdotale, assieme al decurionato, commissionarono una tela (di anonimo) raffigurante il Santo in estasi circondato da angioletti, e fecero iniziare la costruzione dell’altare marmoreo, che ancora oggi si ammira nella cappella omonima, alla cui base si legge “Canonico Pasquale Guaglianone procuratore -1859”.

Altri lavori di abbellimento e restauro furono effettuati da d. Ferdinando Guaglianone che provvide ad affrescare la volta della cappella con scene raffiguranti alcuni dei numerosi miracoli operati dal Santo e la sua apoteosi, opera del pittore cosentino Umberto De Maria, il 14 gennaio 1915, come si può leggere in un’iscrizione autografa dell’artista che realizzò lavori anche in S. Maria delle Grazie e di Costantinopoli.

Intanto la devozione francescana dà i suoi frutti: nella metà del XIX sec. il clero spezzanese annoverava il paolotto p. Gaetano Francesco Salimena (1836-1895) che fece ricavare una piccola nicchia, dove è esposta alla venerazione una statuetta di San Francesco di Paola, nella chiesa di S. M. di Costantinopoli.

Inoltre, sempre a metà secolo, un evento particolarmente interessante è la presenza in Spezzano Albanese, concomitante al culto del Santo, della mistica Maria La Pietra (o La Petra) di Altomonte, una devota dedita alla preghiera ed alla questua a favore dei conventi francescani di Altomonte e Paola.

Secondo una testimonianza di d. Ciccio Gullo, la “beata Maria” introdusse nella nostra comunità la pratica devozionale della distribuzione dei pani benedetti (kraviqet) durante il periodo precedente la festa del Santo.

La pia donna dopo avere avuto una visione del Santo paolano, che la esortava a ricostruire il convento di Altomonte, si dedicò alla raccolta di offerte che devolveva al convento del proprio paese e di Paola.

Punti di riferimento della beata Maria erano la famiglia del citato paolotto Salimena e quella dei Rinaldi che metteva gratuitamente a sua disposizione un carro per il trasporto delle offerte ai conventi citati.

Nel 1852 l’agricoltura spezzanese viene colpita dal flagello della filossera recando notevoli danni all’economia del posto. Gli spezzanesi, per far cessare la malattia della vite, organizzano allora una solenne processione con le statue della Santa Patrona e di San Francesco.

Il popolo, con l’arciprete d. Paolo Nociti in testa, partendo dalla chiesa parrocchiale, portò i due simulacri nelle falde di Serralta, poi in contrada Fosso del Lupo ed infine in contrada Prato, luoghi dove erano piantate le vigne spezzanesi. L’anno seguente il malanno cessò con gran gioia di tutti.

Chi si reca da Spezzano Albanese a Terranova da Sibari può osservare lungo la strada una nicchia bianca con dentro una statua del Paolano (l’originale, molto antico, è stato trafugato): è la porta d’ingresso della contrada Poverello, forse in tempi antichi, durante il suo peregrinare per queste zone S. Francesco avrà sostato lì per riposare oppure quelle terre forse dovevano appartenere alla chiesa di San Francesco di Terranova da Sibari e poi cedute al nostro comune nel 1811.

Se la Madonna delle Grazie da secoli è la Patrona misericordiosa della nostra comunità, San Francesco di Paola può essere considerato il co-patrono poiché la sua festività ricade due settimane dopo Pasqua ed apre il ciclo di solennità delle comunità dei paesi vicini.

                                                               Francesco Marchianò

 

Nota: si ringraziano di cuore l’ins. Marta Maltinti-Rinaldi e la prof.ssa Irene Mazzagatti, entrambi eredi dei benefattori della Beata Maria, per le informazioni fornitemi su di lei.

 

Bibliografia:

1)         P. Iannuzzi, S. Francesco di Paola in Altomonte, Stabilimento tipografico De Rose, Cosenza, 1986;

2)         G. Acquafredda, L’eccezionale figura di Maria di S. Francesco, in “Uri-Il tizzone”, A. III, n° 6, nov.- dic.1999, Spezzano Albanese;

3)         G. Acquafredda, Ancora su Maria di S. Francesco, in “Uri-Il tizzone”, A. IV, n° 6, nov.- dic. 2000, Spezzano Albanese;

4)         G. Acquafredda, I Salimena di Spezzano Albanese, in “Uri-Il tizzone”, A. V, n° 1, nov.- dic. 2001, Spezzano Albanese;

5)         M. Donnini, Testo a cura di, Francesco di Paola il Santo della Carità, Calabria Economica, C.B.C., Catanzaro Lido, 1996;

6)         P. F. Russo, Il Santuario-Basilica di Paola, Edizioni Santuario Basilica di S. Francesco di Paola, Paola, 1966.

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