ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Ndėrhyrje kulturore / Interventi culturali
 

GIOVANNI LAVIOLA , IL LETTERATO E LO STORICO

di Italo Costante Fortino

Giovanni Laviola  (Spezzano Albanese 1915 – Trebisacce 2008), scomparso di recente,  č uno studioso perspicace e produttivo, un esempio per la sua modestia e al contempo per la sua profonditą di ricercatore. Due sono gli aspetti che vanno ricordati della sua lunga e proficua attivitą: 1) la produzione letteraria, incentrata nella raccolta di racconti, dal titolo “Gli ulivi di Marzocco” (1972); 2) gli studi nel campo della ricerca storica.

Per la prima sezione va detto che i racconti nascono da un’ispirazione e da un’esigenza di ordine socio-antropologica che porta l’Autore a cogliere i tratti di una societą in profondo cambiamento: da una societą che conservava latenti i comportamenti di impronta feudale, a una societą che va alla ricerca dei diritti anche dei pił deboli, nel contesto culturale degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. I racconti presentano il dramma dell’emigrazione che investe persone impreparate ad affrontare eventi superiori alle proprie possibilitą, persone che nei viaggi intercontinentali, da poveri emigranti, ricadono nello stato dei “vinti” di verghiana memoria. Si tratta di microstorie che materializzano una cultura che lega le persone a una tradizione ormai incapace di dare risposte a un mondo in fermento che da agricolo-pastorale si avvia a diventare industrializzato, in contesti in cui si affermano le spinte contro l’analfabetismo. “Gli ulivi di Marzocco”, benché incentrate nell’area economica e culturale dell’Alto Ionio, si estendono tuttavia, nel loro significato e per le strette analogie, a tutto il mezzogiorno d’Italia.

Nel settore degli studi storici, il Laviola  ha lasciato notevoli contributi, che si sono distinti soprattutto per la precisione e per le ricerche approfondite basate su documentazione di prima mano.

Essi abbracciano tanto il versante degli italo-albanesi, che quello pił in generale calabrese.

La comunitą albanese d’Italia rappresenta l’oggetto primario di studio del Laviola. A datare dal 1969 quando si č interessato di un personaggio singolare, Pietro Camodeca dei Coronei, visto sotto il profilo biografico e particolarmente sotto il profilo della sua azione a favore dell’istituzione dell’Eparchia di Lungro, il Laviola passa a percorrere il tracciato della personalitą di un suo compaesano, Ferdinando Cassiani (1971), di cui mette in evidenza il profilo ideologico calato nella societą per il riscatto della gente del sud.

Il volumetto “Societą, Comitati e Congressi italo-albanesi dal 1895 al 1904” (1974) č una puntuale riflessione sulla vitalitą degli intellettuali italo-albanesi nella valorizzazione della cultura d’origine,  mettendo altresģ  in risalto lo spirito polemico e a volte rissoso della minoranza arbėreshe.

Gli studi sul periodo risorgimentale meridionale hanno interessato in modo particolare il Laviola. Basti citare “Gennaro Placco, fiore della prigionia di Settembrini” (1985), come pure “Legami di Luigi Settembrini con la Calabria e la Basilicata” (1981) e inoltre “Il processo ai liberali di Amendolara – La reazione borbonica dopo il 1848” (1976), che sottolinea l’affiorare dei modelli ideologici, i comportamenti passionali e le persistenti contraddizioni della societą del sud, quest’ultima opera particolarmente apprezzata col premio “Villa San Giovanni”. Da ricordare anche la pubblicazione “Trebisacce – Storia, cronaca, cultura” (1992) in cui l’Autore, attraverso una minuziosa ricerca d’archivio, riporta a unitą frammenti di cronaca, di storia e della cultura di un’antica comunitą della Magna Grecia.

La preoccupazione di fondo del Laviola č stata sempre la ricerca dell’inedito, consapevole che molti aspetti rimangono ancora oggi nell’ombra. Ne č una dimostrazione anche lo studio “Il dramma di una vita: Giuseppe Angelo Nociti” (1991) che č la ricostruzione bio-bibliografica di un letterato arbėresh di cui prima si sapeva appena l’esistenza.

A conclusione va citato il suo “Dizionario biobibliografico degli italo-albanesi” (2006), un’opera monumentale che presenta ricchi e documentati profili biobibliografici di ben 762 personalitą appartenenti alla minoranza storica arbėreshe.

Giovanni Laviola  rimane per il mondo arbėresh, e non solo arbėresh, uno studioso obiettivo, un osservatore attento che ha saputo cogliere con dovizia di documentazione gli aspetti salienti della storia e della cultura arbėreshe e meridionale italiana.

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