E' in distribuzione il libro su Giuseppe Battista,
pubblicato con una sobria copertina dal Centro Studi e Ricerche
"Francesco Grisi", dal titolo: "Giuseppe Battista e l'inquietudine
barocca". Un poeta che visse tra la Puglia e la Campania.
Laureatosi in teologia, prese gli ordini sacerdotali. Protetto da
G.B.Manso, il quale lo designò come editore dei suoi manoscritti.
Scrisse poesie meliche, epigrammi oltre a testi in prosa e saggi sulla
poetica.
In questo testo, agile,
didatticamente e scientificamente attrezzato, si attraversano alcune
coordinate che pongono all'attenzione una analisi critico - letteraria e
umana sottolineata da Pio Rasulo, Francesco Grisi e Pierfranco Bruni
oltre ad una antologica di brani del Battista. L'introduzione è curata
da Micol Bruni e la nota biografica su Battista è di Daria D'Aquisto.
Benedetto Croce ne parlò con
grande entusiasmo tanto che scrisse: "Non solo il Marino fu caposcuola
di poesia in quel secolo, ma altri che parvero già rispondenti al
crescente bisogno di 'novità', come, in quella sorta di 'secentismo del
secentismo' che fiorì nella seconda metà del secolo, Giuseppe Battista e
Giuseppe Artale, l'uno capo, l'altro sottocaposcuola".
Il Centro Studi e Ricerche
"Francesco Grisi" nel testimoniare l'importanza del poeta Giuseppe
Battista inserisce il lavoro su questo poeta nelle attività di
promozione culturale che svolge in tutta Italia. Il testo sul Battista
verrà presentato a Roma, in una sede della Camera dei Deputati, ad
Avellino, dove la presenza del Battista ha avuto un suo valore e a
Taranto.
"Si tratta di un grosso
risultato, ha affermato Micol Bruni, non solo in termini culturali ma
anche sul piano istituzionale. Il testo si arricchisce di pagine
significative oltre ad una critica ragionata di alcuni scritti su
Battista che sottolineano uno spaccato di una temperie storica
importante quale fu, appunto, il Barocco nel Regno di Napoli. La ricerca
porta il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero per i beni
e le attività culturali e della Regione Puglia".

Una sorprendente riproposta
culturale, attraverso alcune sensazionali pagine, è quella del poeta
grottagliese (pugliese - campano) Giuseppe Battista, vissuto dal 1610 al
1675, tra le città di Grottaglie e Napoli. Un poeta studiato e citato da
Benedetto Croce e da Mario Sansone, i cui versi rimandano alla lirica
leopardiana. Partecipò alla rivolta di Masaniello. Raccontò, tra
l'altro, la vita e i miracoli di San Francesco di Paola. In questo testo
si attraversano alcune coordinate che pongono all'attenzione tre
aspetti.
1) Il tema della menzogna è
il primo attraversamento. Il rapporto tra cultura ed estetica
costituisce un architrave fondamentale che ci proietta in una complessa
riflessione che si apre a ventaglio su comparazioni anche di tipo
fenomenologico. Battista, in fondo, è stato un autore eclettico che non
ha smesso di confrontarsi con le varie problematiche non solo
ontologiche ed escatologiche ma anche con quei processi che, comunque,
avevano alla base una visione chiaramente morale ed etica, quindi
filosofica. Un saggio comparato scritto da Pio Rasulo.
2) L'idea del Mediterraneo
come fatto portante non solo di una ricerca ma soprattutto di una
interiorità che proviene da elementi ereditari. Infatti il Battista che
era nato a Grottaglie (in provincia di Taranto) aveva assorbito una
tensione esistenziale territoriale, ovvero, in un intreccio tra Magna
Grecia e latinità la sua formazione era stata alla base di tutti i suoi
studi. Muore a Napoli, una città che era un cenacolo di cultura, la cui
profondità degli studi classici lo aveva ben forgiato. Sulla meditazione
del Mediterraneo, appunto, si sottolinea il secondo saggio di Pierfranco
Bruni. Già queste due parti rappresentano una proposta di ulteriore
incentivazione per una conoscenza più mirata sul poeta e sullo scrittore
Giuseppe Battista. Il libro pubblica anche uno scritto di Francesco
Grisi. Uno scritto, postumo, piuttosto narrativo nel quale, però, si
colgono alcune intuizioni non solo letterarie ma anche filosofiche. Si
tratta del terzo aspetto che mette in luce questa ricerca.
3) La puntualizzazione sulla
versione dell'utopia, infondo, caratterizza anche Giuseppe Battista. Una
ragnatela sorprendente che cesella in alcune metafore (che hanno una
rilevanza poetica) un gioco ad incastri dal quale emergono dimensioni
oniriche. In queste pagine di Francesco Grisi c'è, certamente, un
Giuseppe Battista spinto in un attraversamento dialogico tra l'io e
l'altro. Qui, in questo caso, l'io è piuttosto quello di Grisi e l'altro
è chiaramente il Battista. Ne viene fuori uno spaccato marcatamente
letterario ma non descrittivo. Una delle ultime pagine significative di
Francesco Grisi che racconta grazie ad una forma quasi evocativa. Ma, in
realtà, alla fine, il Giuseppe Battista c'è tutto.
La ricerca, inoltre, si
arricchisce, oltre alle testimonianze di altre due parti. Si pubblica
un'antologia poetica di Battista, con alcune poesie scelte riferite, in
modo particolare, al tema del Mediterraneo e il testo analizzato da Pio
Rasulo, appunto L'apologia della menzogna, recuperata da Le giornate
accademiche risalente al 1673, ovvero due anni prima della scomparsa di
Giuseppe Battista. La nota biografica è curata scientificamente da Daria
D'Aquisto.
Su questo autore, dunque, il
Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi" pubblica un volume che ha una
duplice valenza: una scientifica e l'altra pedagogica. Scientifica
perché con rigore si analizzano alcuni testi e la meditazione è
abbastanza profonda. Pedagogica perché è un testo snello che permette un
approfondimento anche in sedi scolastiche su un autore che ancora oggi
educa e offre strumenti di comprensione di quel secolo che è stato il
Seicento.
Un poeta, appunto, che ha
scritto pagine sull' Apologia della menzogna e che oggi continua a far
discutere su temi che non sono solo poetici ma soprattutto etici. La
ricerca riferita a Giuseppe Battista (che rientra nelle attività di
studio del Centro Grisi) pone lo stesso poeta in una comparazione con
altri pensatori del Seicento italiano in relazione al tema della
"bugia", ovvero al burlesco significato della menzogna non solo in
termini letterari ma anche esistenziali.
Sulla linea di questa
osservazione cesellata dallo stesso Battista: "Se la verità…è madre
dell'odio…genitrice dell'affetto sarà la menzogna" lo studio, in
questione, affronta problematiche che hanno una valenza intrecciata tra
cultura e politica. Quindi un Battista non solo poeta ma giocondo e
ironico grazie ad alcuni particolari incisioni che faranno discutere. Ma
anche un Battista profondo conoscitore, come già si diceva, del mondo
classico. In tutti e tre i saggi il tema della Mediterraneità, in fondo,
si fa sentire.
Micol Bruni