Mirė se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

Acquaformosa (CS) Formoza

La storia

Le origini storiche del nome Acquaformosa all'anno risalgono al 1195, allorché, per generositą dei signori di Altomonte, venne fondata l'Abbazia di Santa Maria di Acquaformosa dell'ordine Cistercense. Una leggenda narra invece che la principessa di Bisignano, Irene Castriota, figlia dell'eroe Skanderberg, soggiornasse  presso l'Abbazia e una volta bevendo l'acqua della Badia, abbia esclamato: "Che acqua formosa!" e che da allora abbia cambiato il nome da Ariosa in Acquaformosa.  Le origini della comunitą quindi come gią accennato si possono far risalire in un primo momento al 1200 per volere di Rinaldo Brahalle di Altomonte, da Luca Campano abate cistercense della Sambucina e poi arcivescovo di Cosenza, intorno ad una chiesa anche convento cistercense, intitolata a Santa Maria di San Leuceo ed a un piccolo nucleo di abitazioni sorte intorno ad esso. In un secondo momento l'incremento del nuovo casale venne favorito dalle continue donazioni dei vari signori, da Agerio e Basilio, feudatari di Brahalla a Merchionne Veterano e Rainaldo del Guasto, ed in seguito ad opera di profughi albanesi tra il 1476 e il 1478 che si stabilirono nel territorio che il principe di Altomonte aveva donato ai monaci Cistercensi di Santa Maria. Acquaformosa fece parte del vastissimo stato dei principi di Bisignano che alienarono alcune loro prerogative sul casale in favore di Ottavio Papaleo di San Pietro in Galatina nel 1564. Dopo dodici anni passņ ai Campolongo un cui discendente otteneva, oltre alla giurisdizione criminale su Altomonte, anche il feudo Serra della Giumenta. Tra i personaggi illustri ci sono da ricordare Simeone Orazio Capparelli (1852-1940), poeta, e Annunziato Capparelli, medico che combatté valorosamente presso il Volturno con i garibaldini. Quivi č nato anche Mons. Giovanni Mele primo vescovo della diocesi di Lungro. Gli abitanti si chiamano Acquaformositani.

Comunitą Albanesi d'Italia