Mirė se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

San Costantino Albanese (PZ) Shėn Kostandini

Da visitare

Servizio curato da Amedeo Carbone

bullet

CHIESA MADRE

La Chiesa Madre dove si svolgono tutte le funzioni religiose bizantine č intitolata a San Costantino il Grande, figlio di Costanzo Cloro e di Elena. Secondo una notizia riportata da Tommaso Pace sarebbe stata costruita nel 1602 dai coloni albanesi.

All'interno di notevole bellezza artistica e bizantina č l'iconostasi con le dodici iconi delle principali feste del calendario bizantino, l'icona dell'ultima cena, del Santo Patrono, della Madonna Odigitria, del Cristo e di San Giovanni Battista, del Crocefisso, le due iconi dell'Annunciazione ed i due Arcangeli.

Di altra importanza artistica sono gli stupendi affreschi dai colori bizantini, come il Patocrator; la Madonna del Segno, la  Nativitą' , la Deposizione dalla Croce, la Comunione degli Apostoli e, sul soffitto l'icona dell'Ascensione di ben 34 mq; inoltre si potranno ammirare alle pareti diverse iconi la pił bella č quella di San Costantino e Sant'Elena (la pił antica e storica).

bullet

SANTUARIO MADONNA DELLA STELLA

Il Santuario Madonna della Stella si trova a nord del paese: Fu fondato nel  XI secolo dai monaci  basiliani.

La parte pił bella del santuario č la cupola a base quadrata e la copertura a gradinate di chiaro stile bizantino.

L'abside č sicuramente la parte pił bella ed importate artisticamente perché č interamente dipinta, tali dipinti risalgono al periodo dei monaci basiliani.

Nel Santuario, anche il fastoso barocco emerge e soprattutto nel trono ligneo dove č racchiusa una splendida pala che rappresenta la Nativitą.

Ai lati dell'altare c'č un coro di legno composto da dieci posti, dove un tempo si sedevano i monaci basiliani durante le funzioni sacre.

Tra i Santi dipinti č raffigurata anche la pastorella "Vrasillja" che nella raffigurazione indossa l'abito tradizionale albanese ed avente l'acconciatura dei capelli secondo la nostra usanza.

Si racconta che la madonna č apparsa sopra un fico ad una pastorella di nome Vrasillja che stava pascolando i maiali.

La Madonna mandņ Vrasillja dal sindaco a dire che in quel luogo desiderava che fosse costruita una chiesa perché voleva stare insieme con la gente.

Il sindaco quando ascoltņ queste cose non diede credito alla pastorella e la scacciņ. Vrasillja, piangendo, tornņ dalla Madonna e disse che nessuno voleva crederle, allora la Madonna le posņ una mano sulla guancia, e poiché la sua mano era d'oro, sul viso di Vrasillja rimase l'impronta e poi la rimandņ indietro.

 Quando il sindaco e la gente del paese videro l'impronta d'oro delle dita credettero e fecero subito costruire la cappella.

In seguito, quando doveva essere dipinto il quadro sull'altare, fu chiamato un pittore forestiero: costui iniziņ a dipingere dal basso e lasciņ il lavoro a metą quando si fece buio. L'indomani trovņ l'opera terminata, ma disse che l'aveva fatta lui, al sindaco piacque il dipinto e lo pagņ con una coppia di buoi. Poiché l'artista aveva mentito, la Madonna gli fece crepare i buoi per la strada del ritorno. Allora il pittore tornņ dal sindaco e disse tutta la veritą.

 

bullet

L'ETNOMUSEO DELLA CULTURA ARBĖRESHE

L'Etnomuseo č frutto di una ricerca sul campo che ha visto il Gruppo Giovanile "Vatra Jonė" in diversi anni e con l'aiuto ed il gran volere dell' Amministrazione Comunale.

Risale infatti nel 1989 la prima esposizione "Vatra Jonė. Ricostruzione di un vecchio ambiente domestico";

per poi continuare nel 1991 con "Vatra Jonė. Oggetti della memoria arbėreshe";

nel 1992 "Vita e mestieri tradizionali degli arbėreshė in Val Sarmento"

nel 1993 con la mostra documentaria "Grur shum e ver shum"

ed infine nel 1994 con "…Aq snduqe me stuli".

Ma solamente nel 1997 l'Amministrazione Comunale decide di fare un museo permanente sulla cultura arbėreshe.

Oggi l'Etnomuseo vanta all'interno non solo di oggetti della cultura contadina ma di stupendi costumi arbėreshė e soprattutto gli oggetti per il ciclo della lavorazione della ginestra. Mentre nel piano inferiore c'č l'esposizione permanente della "Surdullina" dove si posso ammirare strumenti musicali tradizionali con annesso di un laboratorio con tutte le fasi della lavorazione di questi strumenti musicali.

Comunitą Albanesi d'Italia