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A RISCHIO LA LEGGE 482!!!

A due anni di distanza ecco spuntare una grave minaccia che rischia di frantumare la legge 482, recante norme di tutela della minoraze etniche storiche presenti in Italia.

Riceviamo e pubblichiamo l'interpellanza presentata dal già senatore prof. Felice Besostri, relatore della legge 482, sul pericolo che corre la nostra minoranza con l'approvazione della riforma costituzionale.

Alcune informazioni biografiche sul sen. prof. Felice Besostri
Docente presso il Dipartimento di Studi Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche della Università Statale di Milano.
Ha maturato una quinquennale esperienza, oltre che nella Commissione Affari Costituzionali del Senato, nella Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, compresa la Commissione Giuridica e dei Diritti dell’Uomo.
Gli argomenti delle sue ricerche e dei suoi corsi sono quelli relativi alla legislazione italiana (nazionale e regionale) ed alle convenzioni europee in tema di difesa delle minoranze.
Si riporta di seguito una nota sulla riforma costituzionale dell’art. 12 che il Sen.Besostri ha inviato ad alcuni componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato.

A.S. 1286 – Ddl – Costituzionale modifica art. 12 Costituzione

La Camera approvando il 26.03.2001 il testo del nuovo secondo comma dell’art. 12 Cost. ha fatto un bel pasticcio:

“La lingua italiana è la lingua ufficiale della Repubblica. La Repubblica valorizza gli idiomi locali”.

Innanzi a tutto esiste già nel nostro ordinamento (art. 1, c. 1 L 482/1999) la norma “la lingua ufficiale della Repubblica è l’italiano”.

La necessità di una sua costituzionalizzazione a poco più di due anni dall’entrata in vigore della L 482/1999 sarebbe giustificata soltanto se la lingua italiana fosse minacciata, invece è in continua espansione sia in Italia che all’estero.

Nella UE, da un primo sommario esame, in 9 paesi (Italia compresa) non vi è una norma costituzionale sulla lingua ufficiale.

Soltanto in due una sola lingua è definita come ufficiale o di Stato, in Austria (art. 8 Cost.) ed in Francia (art. 2 Cost.). In Spagna, Finlandia e Irlanda le lingue ufficiali sono più di una. In Belgio sono tre le comunità linguistiche.

Dove una lingua è ufficiale vi è un articolo ad hoc.

Nella formulazione approvata dalla Camera resta un problema di coordinamento con l’articolo 6. In tale articolo va semmai inserito il riferimento all’italiano ed agli altri idiomi.

La formulazione del comma aggiuntivo può comportare un sabotaggio della L 482/1999 poiché mi immagino che qualcuno solleverà il problema della compatibilità di alcune norme della Legge 482/99 e della successiva n. 38 del 23 febbraio 2001 con il nuovo rango costituzionale della lingua italiana.

Il riconoscimento degli idiomi locali spetta alle Regioni dopo la riforma del Titolo V.

Ritengo, inoltre, inammissibile una equiparazione tra lingue minoritarie ed idiomi locali, le prime sono tutelate anche tramite le convenzioni internazionali quali la Convenzione quadro sulla protezione delle lingue regionali o minoritarie del Consiglio d’Europa.

Se si deve trovare un accordo bisogna modificare il testo espungendo dall’art. 12 il riferimento agli idiomi locali, collocandolo semmai nell’articolo sulla legislazione concorrente all’art. 17 dopo “promozione e organizzazione di attività culturali” come “valorizzazione degli idiomi locali”, mantenendo l’espressione da “valorizzazione dei beni culturali ed ambientali”.

La legge 482/1999 è già boicottata e non dispone di finanziamenti sufficienti se si introducono gli idiomi locali, ciò significherà la scomparsa delle lingue minoritarie in Piemonte ed in Calabria.

Soltanto il francese ed il tedesco potrebbero salvarsi poiché la loro tutela è costituzionale in Val d’Aosta e nella Provincia di Bolzano.

Con i migliori saluti.
Felice Besostri
già relatore delle leggi 482/99
e 38/01 nella XIII Legislatura

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