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LE MINORANZE CALABRESI RESTERANNO SENZA RAI
 
(Articolo di Nicola Bavasso pubblicato sul quotidiano La Provincia Cosentina il 29 marzo 2003)

“La minoranze linguistiche storiche calabresi rischiano di non avere una sede per la programmazione radiotelevisiva”. Questo e’ stato l’argomento centrale del dibattito promosso dalla Provincia e dal Dipartimento di Linguistica dell’Universitą  tenutosi presso la sala stampa dell’ateneo di Rende, al quale hanno partecipato il senatore Besostri parlamentare friulano, l’onorevole Mario Brunetti, il prof. Francesco Altimari, il direttore della Rai calabrese Bianchini, Luigi  Ladaga assessore agli Affari Istituzionali della Provincia di Cosenza ed i sindaci dei paesi arbėreshė della provincia.

A fare da cappello alla centralitą dell’argomento sulle telecomunicazione, č stata la discussione sulla bozza di legge regionale licenziata da qualche mese dalla terza commissione, che da alcune settimane sta animando il dibattito tra rappresentanti istituzionali, universitą e parlamentari.

Anche in questa occasione sono state rimarcate sia dalle personalitą politiche che dai rappresentati universitari, le grosse lacune della bozza regionale e l’opportunitą di prendere in considerazione delle proposte da tradursi in emendamenti per far “rispettare le regole” sancite dalla legge nazionale e dal relativo regolamento di attuazione.

Il provvedimento licenziato dalla commissione regionale, secondo le autorevoli opinioni dei rappresentanti politici presenti alla riunione “č in metto contrasto con i principi  della legge quadro  approvata nel dicembre del 1999” e nella quale – sostiene il senatore Besostri, esperto giurista,-  “sono venuti meno i capisaldi indicati dalla legge nazionale come la  Provincia, in qualitą di ente di coordinamento dei comuni e l’Universitą, come istituzione scientifica di formazione e promozione delle minoranze presenti nel territorio”.   

Tra le scadenze della legge 482, la definizione delle sedi di programmazione radiotelevisiva rappresenta uno dei punti cardine per la tutela delle minoranze peraltro previsto nel contratto di  servizio siglato tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI.

In tale contratto in cui viene dedicata una specifica programmazione alle isole alloglotte, č demandata ad una apposita commissione la decisione di individuare, entro il mese di aprile, le sedi Rai  titolari della programmazione riguardanti le 12 minoranze linguistiche storiche italiane. La Calabria nel cui territorio sono presenti  ben tre gruppi minoritari (arbėresh, grecanico, occitano) che costituiscono il 5 per cento dell’intera popolazione, rischia quindi di non avere la sua sede Rai per la programmazione radiotelevisiva. 

In conclusione, il dibattito si č attestato sulla necessitą di derogare la Provincia, in qualitą di ente di coordinamento dei comuni minoritari, a farsi promotrice, nel pił breve tempo possibile, di una  iniziativa tesa a riappropriarsi di un diritto riconosciuto e suffragato territorialmente dalla pił importante presenza di etnia albanese a livello nazionale.

Nei prossimi giorni, quindi, cosi come stabilito nell’assemblea, la Provincia chiederą alla Regione Calabria di farsi parte dirigente e fissare un incontro  con la Commissione di Vigilanza della Rai per rivendicare la sede delle trasmissioni riservate alle minoranze calabresi.

NICOLA   BAVASSO

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