La minoranze linguistiche
storiche calabresi rischiano di non avere una sede per la programmazione
radiotelevisiva. Questo e stato largomento centrale del dibattito
promosso dalla Provincia e dal Dipartimento di Linguistica
dellUniversitą tenutosi presso la sala stampa dellateneo di Rende, al
quale hanno partecipato il senatore Besostri parlamentare friulano,
lonorevole Mario Brunetti, il prof. Francesco Altimari, il direttore
della Rai calabrese Bianchini, Luigi Ladaga assessore agli Affari
Istituzionali della Provincia di Cosenza ed i sindaci dei paesi arbėreshė
della provincia.
A fare da cappello alla
centralitą dellargomento sulle telecomunicazione, č stata la discussione
sulla bozza di legge regionale licenziata da qualche mese dalla terza
commissione, che da alcune settimane sta animando il dibattito tra
rappresentanti istituzionali, universitą e parlamentari.
Anche in questa occasione sono
state rimarcate sia dalle personalitą politiche che dai rappresentati
universitari, le grosse lacune della bozza regionale e lopportunitą di
prendere in considerazione delle proposte da tradursi in emendamenti per
far rispettare le regole sancite dalla legge nazionale e dal relativo
regolamento di attuazione.
Il provvedimento licenziato
dalla commissione regionale, secondo le autorevoli opinioni dei
rappresentanti politici presenti alla riunione č in metto contrasto con i
principi della legge quadro approvata nel dicembre del 1999 e nella
quale sostiene il senatore Besostri, esperto giurista,- sono venuti
meno i capisaldi indicati dalla legge nazionale come la Provincia, in
qualitą di ente di coordinamento dei comuni e lUniversitą, come
istituzione scientifica di formazione e promozione delle minoranze
presenti nel territorio.
Tra le scadenze della legge
482, la definizione delle sedi di programmazione radiotelevisiva
rappresenta uno dei punti cardine per la tutela delle minoranze peraltro
previsto nel contratto di servizio siglato tra il Ministero delle
comunicazioni e la RAI.
In tale contratto in cui viene
dedicata una specifica programmazione alle isole alloglotte, č demandata
ad una apposita commissione la decisione di individuare, entro il mese di
aprile, le sedi Rai titolari della programmazione riguardanti le 12
minoranze linguistiche storiche italiane. La Calabria nel cui territorio
sono presenti ben tre gruppi minoritari (arbėresh, grecanico, occitano)
che costituiscono il 5 per cento dellintera popolazione, rischia quindi
di non avere la sua sede Rai per la programmazione radiotelevisiva.
In conclusione, il dibattito si
č attestato sulla necessitą di derogare la Provincia, in qualitą di ente
di coordinamento dei comuni minoritari, a farsi promotrice, nel pił breve
tempo possibile, di una iniziativa tesa a riappropriarsi di un diritto
riconosciuto e suffragato territorialmente dalla pił importante presenza
di etnia albanese a livello nazionale.
Nei prossimi giorni, quindi,
cosi come stabilito nellassemblea, la Provincia chiederą alla Regione
Calabria di farsi parte dirigente e fissare un incontro con la
Commissione di Vigilanza della Rai per rivendicare la sede delle
trasmissioni riservate alle minoranze calabresi.
NICOLA BAVASSO