ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëvet të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Letërsi / Letteratura
ISOLA DI CAPO RIZZUTO - 21 MARZO 2007
GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA
SECONDA EDIZIONE DEL RECITAL DI POESIE
SPIGOLATURE
PER LA POESIA ARBERESHE PARTECIPA PINO CACOZZA

 

RECITAL DI POESIE “SPIGOLATURE” – II EDIZIONE

Ieri sera,  21 marzo, in coincidenza con l’ arrivo della Primavera e in concomitanza con la Giornata mondiale della Poesia, indetta dall’ Unisco, nella sala dei Congressi del Centro “G. Rodio”, in Isola Capo Rizzato, si è svolta la II edizione  di “Spigolature”, una chicca di poesia e musica, voluta dall’ Associazione socio culturale Apeiron, sotto la presidenza della dott.ssa Rosa Conidi.

E’ stato un momento di alto profilo sia per il contenuto della manifestazione, appunto, sia per la presenza di eccellenti figure del nostro panorama culturale.

Ha introdotto al tema peculiare il prof. Ulderico Nisticò con poche incisive pennellate, che hanno fatto riflettere sul mondo moderno, il mondo della tecnologia e dell’ informatica, che è ancora pronto a fare poesia, perché, fino a quando l’ uomo è capace di stupirsi, la divina musa sa colpire al cuore per farlo vibrare ancora all’ emozione e ai sentimenti.

Il prof. Nisticò è salito sul palco, dopo che il pubblico era stato estasiato dalle musiche dei maestri Antonio Santoro, al flauto, e Giuseppe Donnici, alla chitarra, una cascata di note, ora languide, ora prorompenti come scrosci d’ acqua sorgiva.

Si è gustata la performance di Totonno Chiappetta, la sua ironia, le sue nostalgiche rimembranze, che sono le nostre, di un passato che è humus per ognuno di noi; quindi le poesie di Bufera, magistralmente recitate dal prof. Saverio Pagliuso, in lingua dialettale, che ha saputo far emergere quel pizzico di malinconico rimpianto e di stupore meravigliato propri dell’ autore.

Ancora un intervallo musicale, accattivante, coinvolgente, da parte dei sopraccitati maestri.

Poi il prof. D.G. Paonessa ha offerto alcune sue poesie, sempre in dialetto, in cui ha evidenziato il suo attaccamento a questa nostra terra e una punta di satira verso la società indifferente.

Bellissime le poesie di Rocco Taliano Grasso, corone di parole che scavano l’ anima, e fanno meditare.

La seconda parte della serata è stata dedicata alla poesia arbëreshe, con il sacerdote prof. Giovanni Giudice che ha recitato due poesie di Giuseppe Gangale, uomo di spicco della nostra Calabria sullo scenario umanistico europeo, e con Pino Cacozza che non ha bisogno di presentazione.

Ha introdotto il cantore Giuseppe Siciliani con la musica e il canto triste e accorato, nostalgico e speranzoso di due canzoni della tradizione arbëreshe, quindi Don Giovanni, dopo una brevissima presentazione di Gangale, di cui è studioso e profondo conoscitore, avendone pubblicato anche una raccolta di poesie inedite, ha estasiato con la sua verve recitativa.

Ha concluso Cacozza, un eccellente “caffè”, come ironicamente  si è presentato a conclusione della serata. Ha letteralmente coinvolto e, nel momento in cui, sulle note stupende del pianoforte (maestro Nicola Andreioli)  e del fagotto (maestro Gianluca Sabetta), dalla recitazione è passato al canto, il pubblico è andato in visibilio.

Bellissima serata, unica, alta e leggiadra nella sua solennità.

Meritava un pubblico più vasto, ma, si sa, la gente corre dove vince la mediocrità e la banalità che non costringono a riflettere e , forse, a modificare le proprie abitudini.

Brava anche la presentatrice, Monica Muratgia, alle prime armi, ma efficace e leggera.

A tutti i partecipanti sono state consegnate delle targhe ricordo, opera dell’ orafo Pasquale Mercurio. Un omaggio è stato attribuito dall’ associazione Apeiron anche a Saverio Danese, sempre sensibile e generoso nei confronti di iniziative a carattere socio-culturale.

Lina Vetere

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