ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

LE PRODUZIONI LETTERARIE
 
Storia e attualitą

La letteratura arbėreshė fa parte organicamente della letteratura albanese tout court. Gli scrittori e i poeti italo-albanesi hanno contribuito alla genesi e all'evoluzione di tutta la letteratura albanese. Sia per i contenuti sia per il valore poetico, gli autori arbėreshė, compaiono con grande rilievo in tutte le storie della letteratura della Repubblica Albanese. Tra l'altro le parlate arbėreshė hanno avuto anche un ruolo di fonte di arricchimento lessicale della lingua letteraria albanese. La letteratura arbėreshė e albanese nella variante tosca, nasce con Embusuame e Kreshtere di Luca Matranga (1567-1619). In questa opera si trova la prima poesia religiosa in lingua albanese. Vari letterati e poeti producono componimenti con motivi religiosi e, pił raramente, popolari, anche se i due elementi spesso si intrecciano, come accade, per esempio, nella raccolta di poesie religiose di Niccolņ Brancato (1675-1741). Il vero salto di qualitą viene compiuto da Giulio Variboba di San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza, il cui poema religioso Gjella e Shėn Merise Virgjer (la vita della Vergine Maria), del 1762, rappresenta l'opera pił originale della letteratura albanese antica.   Per tutto il XVIII secolo gli scrittori e i poeti arbėreshė mantengono come fonte di ispirazione il motivo religioso folkloristico. Nel secolo successivo la letteratura arbėreshė si arricchisce di contenuti civili e politici. Con Girolamo De Rada (1814-1903), poliedrico letterato di Macchia Albanese (CS), i motivi della rinascita del popolo albanese e della indipendenza della madre patria, l'Albania, si incrociano con l'interesse per lo studio della lingua albanese e della conservazione della tradizione folkloristica. Sulla stessa scia di De Rada, si costituisce un gruppo di intellettuali italo-albanesi che pongono al centro della loro opera la necessitą di rafforzare la identitą arbėreshė e il suo collegamento con le vicende dell'Albania. Vincenzo Dorsa, Giuseppe Serembe, Angelo Basile e Gabriele Dara jr. si collocano in tale corrente innovativa. Attraverso scritti di vario genere (saggi linguistici, poemi epico-lirici, raccolte di canti popolari e di pubblicazioni di carattere estetico e grammaticale), la questione albanese raggiunge cosģ ambiti nazionali ed europei. Altra personalitą, tra le pił rappresentative della letteratura arbėreshė, č il siciliano Giuseppe Schirņ (1865-1927), che partecipņ attivamente alla rinascita albanese e arricchģ significativamente la tradizione culturale e letteraria albanese di Sicilia. Con l'indipendenza dell'Albania (1912) si esauriscono i motivi patriottici propri del Risorgimento. In seguito molti intellettuali italo-albanesi si trovano a fiancheggiare le mire nazionalistiche ed espansionistiche del fascismo, anche a scapito della vicina e madre Albania. Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale la letteratura arbėreshė riacquista vigore e vitalitą. A partire dagli anni "50, e ancora pił chiaramente negli anni "60 e "70 e fino ai giorni nostri, si ha un'attenzione sempre crescente per un risveglio culturale e per la valorizzazione degli anni sessanta e della minoranza italo-albanese. Accanto alla consueta presenza del motivo della diaspora, si affiancano motivi legati all'attualitą e a temi esistenziali di valore universale, presenti nell'ambiente culturale esterno. Tra i pił rappresentativi ricordiamo i poeti Dushko Vetmo (pseudonimo di Francesco Solano), Giuseppe Shirņ di Maggio, Giuseppe Schirņ di Modica, Vincenzo Belmonte, Cosmo Rocco, Vorea Ujko, Carmelo Candreva, Giuseppe Del Gaudio, Enza Scutari, Kate Zuccaro, Luis De Rosa, Angelo Matrangolo, Pasquale Renda, Carmine Abate, Zef Kakoca (Pino Cacozza), ecc.

Trova: Antologia della letteratura arbėreshe contemporanea, a cura di Anton Berisha, 1999 Rubbettino Editore, Cosenza.

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