Civita.
Grande successo della importante manifestazione arbëreshe
Suoni e colori dell’Arberia etnica

Davvero positivi i
risultati raggiunti dalla manifestazione “Canti, danze e suoni dell’Arberia
etnica”, svoltasi mercoledì 5 e giovedì 6 gennaio nella comunità
arbëreshe di Civita. Organizzata dal Centro Studi e Ricerche delle
tradizioni popolari italo-albanesi, nell’ambito del 3° Festival
Euromediterraneo che si terrà nel mese di marzo, è stata patrocinata
dall’amministrazione comunale di Civita, dell’assessorato
provinciale al turismo, in collaborazione con la Pro-Loco Civitas,
l’Associazione culturale “G. Placco” e lo Sportello Linguistico. Una
due giorni ricca di appuntamenti e seminari di studio dedicati alla
letteratura popolare albanese, ai canti, alle danze della tradizione
arbëreshe; ma anche momenti per esaltare e valorizzare
l’enogastronomia locale affiancati alle mostre di artigianato.
Rilevante la partecipazione di studiosi, istituzioni ed amanti di
quel folklore vivente, presente in quasi tutte le comunità
italo-albanesi, che costituisce una risorsa, ma, soprattutto, la
memoria di un popolo che vuole continuare ad esistere.
A sottolineare il valore di tale
iniziativa è stato Italo Elmo, presidente del Centro Studi, che, in
un intervista al nostro giornale, ha ribadito come sia importante
«un rilancio ed una riappropriazione della propria identità e della
propria lingua, non più soltanto come necessità oggettiva, ma come
impellente volontà soggettiva di esprimere valori sociali e
culturali mai sopiti nel corso di un processo storico che abbraccia
l’arco di più di settecento anni». Commenti positivi provengono
dall’assessore provinciale allo sport, turismo, spettacolo e tempo
libero, Rosetta Console, che ha sottolineato come sia assolutamente
importante favorire iniziative di questa portata che esprimono il
rispetto profondo verso un’etnia che merita tutto il bene di questo
mondo ed il riconoscimento da parte delle istituzioni. «Oltre ad
essere uno spettacolo bellissimo la manifestazione è stata - ha
asserito l’assessore Console - un intervento interculturale di
grande portata poiché la cultura arbëreshe è un valore aggiunto a
quella italiana». Al centro della prima sessione del convegno
internazionale di etnomusicologia, tenutosi presso l’associazione
culturale “G. Placco”, è stata la letteratura popolare albanese con
analisi circa l’origine e il valore. Le varie forme che
costituiscono questa letteratura con esempi di testi tratti dalla
tradizione orale sono state esaminate accuratamente da Italo
Costante Fortino, docente di letteratura albanese presso
l’università Orientale di Napoli. «E’ un miracolo – ha asserito
Fortino – che ancora oggi custodiamo un tale patrimonio letterario
ricco di valori. Oggi grazie alla legge nazionale di tutela possiamo
finalmente avviare uno studio più attento che possa esaminare meglio
i testi letterari».
Sono intervenuti, successivamente, coordinati
da Demetrio Emmanuele, direttore della rivista “Katundi Ynë”,
Francesco Marchianò, presidente Bashkim Kulturor Arbëresh, e Luigi
Fioriti il quale ha parlato della religiosità popolare con
riferimenti alla liturgia bizantina.
Durante la seconda sessione, tenutasi di
pomeriggio, sul tema “I canti e le danze della tradizione arbëreshe”
sono intervenuti Antonio Bellusci, direttore della rivista “Lidhja”;
Pino Cacozza, poeta, cantautore e direttore di “Arbitalia”; Alfio
Moccia, cantautore; Kate Zuccaro, redattrice Rai, la quale ha
espresso la volontà di continuare le sue ricerche sul patrimonio dei
canti popolari per realizzare una pubblicazione dei testi corredati
da uno studio.
Nel corso della seconda giornata sono stati
resi noti i programmi e le prospettive del nascente Istituto
internazionale del folklore “Beniamin Kruta”, con sedi a San
Demetrio Corone e Tirana; è seguita, coordinata da Sara Baffa,
direttore organizzativo Festival Euromediterraneo, la cerimonia di
premiazione dei gruppi vincitori al festival di Argirocastro 2004,
“Avulli” di Santa Sofia d’Epiro e “Shkendia” di San Benedetto Ullano.
Entrambe le serate, svoltesi presso la “Rocca
di Kruja” e magistralmente condotte da Angelica Bellusci, Filippo
Pisarra e Ciro Bruno, hanno proposto esempi sonori della tradizione
orale con l’esibizione di gruppi provenienti da diverse comunità
dell’Arberia.
Giuseppe Falduto
Giovanvincenzo
Santagada