ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

19 febbraio 2008 - ore 17.40

Programma "Tornando a casa" condotto da Enrica Bonaccorti su RAI RADIO 1

OSPITE PINO CACOZZA

http://www.radio.rai.it/radio1/tornandoacasa/

Clicca qui sotto per ascoltare il momento della trasmissione con Pino Cacozza

In questo sito troverete la registrazione della puntata ed altre informazioni come la presentazione che riportiamo di seguito.

L'occasione ce la offre la cronaca. Qualche giorno fa, infatti, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge sulla lingua friulana approvata il novembre scorso dalla Regione Friuli. Secondo il Governo la legge regionale esorbita dalla tutela della lingua locale e prefigura un regime di bilinguismo o in determinati casi di esclusivitą del friulano. A svantaggio della lingua nazionale. I punti incriminati sono in particolare l'insegnamento del marilenghe nelle scuole e l'uso del friulano negli uffici e nella segnaletica senza la traduzione italiana. Da qui, una serie di polemiche che hanno coinvolto politici locali e nazionali, studiosi, rappresentanti delle numerose penisole o isole linguistiche diffuse capillarmente sul tutto il territorio nazionale. Gią perché il nostro paese non č ricco soltanto di monumenti o di ambienti storici e naturali di inestimabile valore; č anche terra di minoranze umane che parlano una lingua diversa dall'Italiano. E' il caso dei comuni walser germanici, localizzati nelle alpi occidentali; dei gruppi tedeschi e ladino dolomitici del Trentino Alto Adige; delle comunitą cimbre del Triveneto; di quelle francesi in Val d'Aosta e Piemonte; di quelle albanesi in Calabria e Sicilia; delle croate in Molise; di quelle franco provenzali in Puglia, occitaniche in Calabria, grecaniche in Calabria e Puglia, lombardo sicule in Sicilia. Senza contare le diverse articolazioni della lingua sarda e appunto del friulano. Lingue che la nostra Costituzione tutela: gli articoli 2, 3 e 4 prevedono di fatto la loro difesa e valorizzazione, anche attraverso l'uso parallelo della lingua locale e di quella italiana. Nelle scuole, negli uffici pubblici, nella segnaletica. Purchč non si travalichi la lingua nazionale. Ma č proprio cosģ? Le lingue minori sono davvero tutelate? E ci sono sperequazioni nel trattamento dei diversi idiomi? Chi in Italia vive in una comunitą linguistica minore, sente davvero protetta la propria cultura? E cosa pensa che bisogna fare per sostenerla ulteriormente? Ne parleremo con un glottologo e naturalmente con voi...
 

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