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La voce degli Arbėresh
Recentemente č stato pubblicato
Historia, il nuovo CD di Pino Cacozza (Zef Kakoca), il pił importante
cantante arbėresh (italo-albanese).
Il disco contiene 17 canzoni in albanese,
che Cacozza ha composto da solo o insieme ad altri autori. L'autore non č
soltanto un musicista, ma č attivo in numerosi campi. Autore di varie
raccolte poetiche, č anche uno studioso della letteratura italo-albanese,
alla quale ha dedicato vari saggi. Attualmente lavora come insegnante di
francese. Lo abbiamo intervistato per Corsica.
Il tuo impegno culturale non č limitato alla musica, ma comprende anche
poesia, letteratura e saggistica. Esiste una forma espressiva nella quale
ti senti pił a tuo agio ?
Ho sempre concepito l'arte a tutto tondo. Chiaramente la mia formazione
classica mi ha legato principalmente alla poesia, ma la canzone č stato lo
strumento per avvicinarmi alla gente.
Il ritorno della democrazia in Albania ha determinato un diverso
atteggiamento nei confronti della minoranza arbėreshe ?
I rapporti con l'Albania sono sempre stati buoni e proficui gią dai tempi
di Enver Hoxha. Negli anni sessanta, nel corso della Prima Settimana di
Cultura Albanese organizzata dall'indimenticabile don Giuseppe Faraco,
vennero per la prima volta anche loro, i fratelli schipetari, con i loro
autobus pieni di paure, sogni e forti emozioni. Oggi i rapporti
continuano. La democrazia non puņ che favorire lo sviluppo di entrambi.
Quali sono le prioritą sociali e culturali della vostra minoranza ?
Socialmente non esistono differenze tra gli Arbėreshė e gli altri abitanti
dell'Italia meridionale. Gli stessi problemi : la disoccupazione
giovanile, l'emigrazione, lo spopolamento dei piccoli centri, la
globalizzazione imperante, la perdita dei valori e dei legami storici...
La cultura degli arbėreshė ha radici particolari e rappresenta un valore
aggiunto al bene comune. Gli Arbėreshė parlano una lingua antica, che č
unica tra le lingue indoeuropee, praticano il rito religioso bizantino con
un calendario liturgico diverso da quello latino e una ricchezza
espressiva particolare e ricca di simbologia, esprimono nelle varie
comunitą sparse nell'Italia centro-meridionale un patrimonio popolare a
tratti comune e a tratti diversificato, che va dalle varietą dei preziosi
costumi femminili agli ori decorativi, dalla poesia alla prosa, dai
suggestivi canti corali polifonici alle nuove espressioni canore promosse
dal Festival della Canzone Arbėreshe. E tant'altro ancora.
Quali sono i tuoi progetti per l'immediato futuro ?
In primis promuovere il mio recente lavoro "Historia" (in questi giorni
sto preparando un nuovo tour estivo con un insieme orchestrale di alto
livello). In autunno dovrebbe uscire una nuova pubblicazione poetica, una
specie di antologia dei miei versi. Ed infine sono sempre affascinato dal
teatro : č in uscita il CD sulla rivisitazione della antica rapsodia di
Kostandini e Jurendina (miei sono i testi, le musiche di Angelo Pagliaro
ed il lavoro č realizzato in collaborazione con il gruppo artistico Zjarri
I Ri). Ti ringrazio per l'intervista, per lo spazio e per la stima
augurando buona vita a tutti.
Alessandro Michelucci |