ARBITALIA 
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ARBITALIA PRESENTA
Historia
L' Arbėria del poeta cantautore Pino Cacozza in un CD da non perdere

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PINO CACOZZA E IL LAMENTO DI UN POPOLO

di Silvana Licursi

Conosco Pino Cacozza da molti anni, forse venti, forse di pił, e gli sono grata per la stima e l’amicizia che mi ha sempre dimostrato con i suoi modi schietti e cordiali. Ma la ragione per cui considero preziose la sua amicizia e la sua considerazione nei confronti del mio lavoro musicale č che Pino non č una persona comune, non č il “professore di provincia” simpatico e affabile che potrebbe sembrare ad un osservatore superficiale.

Occorre conoscerlo un po’ da vicino per scoprire la profonditą e la malinconia del suo sguardo, l’espressivitą dolorosa della sua voce di “non cantante”, per intuire che lui si porta dentro una ferita antica di solitudine e di non ostentata sofferenza.

E’ questo che gli ha permesso di interpretare con passione e originalitą il senso di appartenenza alla cultura Arbėreshe riversando nella vita reale di tutti i giorni e nei sentimenti profondi di ognuno  l’accorato lamento di un popolo disperso e perseguitato, ma duro a morire.

Senza rinnegare né storia, né mito, nella sua poesia ha reso viva, palpitante e vicina, e quindi semplicemente umana, una tradizione antica, un senso dell’esilio non pił reale ma rimasto nell’inconscio collettivo, e al tempo stesso una forza interiore indomabile che sa rivelarsi anche nella gioia della festa, nella danza nuziale, nell’amore per la vita.

Nel suo ultimo lavoro, il cd “Historia”, si ritrovano i due temi fondanti del suo mondo poetico: le radici dell’Arbėria e l’amore. Nel primo caso esprime la coralitą della sua gente, ne interpreta l’orgoglio e la esorta a resistere a questo tempo che tutto travolge, a difendere la propria identitą e la memoria dei Padri (splendido il suo lavoro su De Rada). Ricordo qui alcuni suoi versi tratti da quella che, a mio giudizio, č una delle sue migliori poesie, poi diventata canzone: “Canto antico”:

Che voglio io da voi, che voglio?

Voglio che di parole e note si riempia questa piazza

E lo spirito voli come vento arbėresh

Voglio che questo canto antico diventi nuovo

E questa notte cantiate con me!

E cosģ “l’uomo senza lavoro”, il “giovane senza fortuna”, il “ragazzo senza domani”, la “casa senza porta”, “l’aquila sperduta” ha riscattato la sua solitudine e il suo dolore offrendo la sua voce e il suo cuore a tutto il mondo Arbėresh.

Nel caso dell’amore, poi, che dire? Un’acuta sensibilitą, una passionalitą potente ma pudģca gli hanno permesso di cantare un amore mai banale, mai “sentimentale”, un amore in cui delusione, sconfitta e paure sono presenti al pari della speranza e della felicitą.

Con il suo appassionato lavoro Pino dice a tutti noi Arbėreshė che chi non ricorda pił da dove viene, difficilmente capirą dove sta andando.

Silvana Licursi

Mario Brunetti, Pino Cacozza, Ismail Kadare', Silvana Licursi, Pllumb Xhufi
 

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