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“Questa ambasciata è la
casa degli shqipëtare e degli arbëreshe”, così il rappresentante
dell’Albania in Italia Llesh Kola ha dato il benvenuto agli albanesi delle
comunità calabresi e di oltre Adriatico che il 6 luglio scorso hanno
seguito la presentazione del cd di Pino Cacozza. La sede diplomatica di
via Asmara, a Roma, è stata la prima tappa del tour del cantautore e poeta
di San Demetrio Corone che con la pubblicazione del cd “Historia”, ha
presentato una sintesi della sua trentennale carriera artistica.
Nel corso della serata,
in cui tutti gli interventi si sono svolti in lingua albanese, sono
intervenuti Italo Fortino, docente di Lingua e Letteratura Albanese
all’Orientale di Napoli e la studiosa e traduttrice Caterina Zuccaro, per
illustrare l’impegno civile e la poetica del cantautore.
La particolarità
dell’espressione artistica di Cacozza, secondo il professor Fortino, si
arricchisce soprattutto grazie alla musica, che rende universali anche le
problematiche e le speranze di una cultura minoritaria come quella
italo-albanese.
Caterina Zuccaro ha
invece raccontato al pubblico la ricca carriera artistica di Cacozza.
“Zef” –così è conosciuto in tutta l’Arberia - è infatti uno degli
animatori culturali più popolari fra le comunità albanesi del Mezzogiorno.
Vent’anni fa ha ideato il “Pisepiselle”, rassegna canora dedicata ai
piccoli cantori italo-albanesi; è stato direttore artistico del Festival
della canzone arbëreshe e i suoi testi in musica – spesso affidati a
diversi interpreti – sono stati più volte premiati. Fra le 17 canzoni
dell’ultima raccolta, infatti, è presente anche "Shqiponjat e Arbërisë"
(Le aquile dell'Arberia), il brano vincitore dell’edizione 2006 del
Festival. Il suo interesse verso la cultura del Paese delle Aquile è nata
già durante il liceo, lo storico Collegio Sant’ Adriano di San Demetrio,
dove studiò anche Girolamo De Rada, dalla cui opera Cacozza ha tratto un
recital.
I risultati e la
popolarità in campo musicale, tuttavia, si completano con un’altrettanto
vasta e originale produzione poetica. “Sono sempre più attratto dalla
poesia – racconta infatti l’autore – e soprattutto dal recital, perché mi
interessa interpretare con la recitazione la mia Arberia”. Con
l’interpretazione di alcuni versi tratti dalla raccolta “Jemi
një kulturë çë ngë mënd vdes"
(Siamo una cultura che non può morire), si è concluso l’incontro, a cui ha
partecipato anche il poeta kosovaro Ali Podrimja, uno degli intellettuali
albanesi più apprezzati. “Mi auguro – ha detto Cacozza – che la
collaborazione con l’Albania, che oggi si è consolidata grazie
all’ospitalità dell’ambasciatore Kola, possa realizzarsi anche nelle
nostre comunità calabresi”.
Maria
Frega
07.07.07
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