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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

SENZA CASE E SENZA PADRONE

Un forte dolore, un acuto ed intenso sentimento di emozione si sprigiona nell’animo di chi guarda con le lacrime la fine del proprio paese. La commozione non è dei soli anziani che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni e tutto i loro averi, ma anche i giovani che in questa terra ci sono nati e ci vogliono restare, scongiurando lo spopolamento che, purtroppo, è iniziato sin dai periodi più intensi dell’emigrazione.

Un dramma annunciato, un forte ed intenso grido di disperato aiuto, che nei giorni passati è stato lanciato dagli abitanti e c’è chi l’ha confuso, pensando ad una esagerazione. Oggi la situazione è quella che è, sotto gli occhi di tutti ci sono le macerie, c’è una frazione intera che diventa la “Craco” del 2005, cioè un paese lucano divenuto celebre perché non è più abitato da nessuno.

Disperazione e pianto, imprecazioni e sgomento, non c’è, comunque, rassegnazione pur consapevoli che il danno è così grande che è difficile quantificarlo. Ciò che più colpisce è vedere la gente così composta, ma così disperata, che sente nel suo cuore un immenso tormento, perché ha vissuto il momento più drammatico senza il conforto di nessuno, aiutandosi l’un l’altro come fa da secoli e che nemmeno i tempi moderni hanno cambiato questo tenore di vita agreste, la più pura e la più invidiata.

I giovani si abbracciano   

Sui volti della gente comune tanta dignità, non sono momenti di parlare di ricostruzione, questa è gente abituata a partire da molto lontano per trovare un po’ di pace e serenità, capace anche di superare questo momento così straziante, ma vedere conoscenti, amici, che in poche ore sono passati dalla tranquillità alla disperazione di non avere più un tetto, è qualcosa che lascia un vuoto dentro così intenso che è difficile spiegare.

Gli anziani piangono

E’ rimasto senza dimora il vicesindaco e presidente del Gal Valle Crati, Antonello Della Motta, che abitava nella vicina frazione, con lui i parenti che hanno investito soldi e tempo nella costruzione della propria casa; ha dovuto sfollare in fretta e furia il presidente di Legambiente s Solidarietà Carmine Bruno con la sua famiglia, ma anche Sabrina Caparelli, miss Valle Crati in carica e presidente dell’associazione sociale “Noi con Voi” che ha lanciato per primo il grido d’allarme, non sono che alcuni dei personaggi che di questi luoghi sono stati sempre paladini della difesa delle proprie tradizioni, della salvaguardia dell’ambiente e della natura che questa volta si ripercuote contro gli uomini.

Giovani in lacrime a stento riescono a contenere il proprio tormento, nonostante ciò si cerca di alleviare il dolore agli anziani. C’è chi racconta di aver perduto tutto, il proprio esercizio commerciale che gli assicurava il lavoro ed il guadagno per sopravvivere, chi non vuole distaccarsi da ciò che ha sempre amato più d’ogni cosa, preferendo la il proprio paese a quelli che possono offrire molto di più.

Tanta disperazione che si registra nelle strade, nelle case, nei locali pubblici di Cerzeto, mentre il tempo minaccia ancora pioggia e chissà se un futuro ci sarà per chi non ha più nulla, anche se ringrazia che in questa situazione così drammatica sono state risparmiate vite umane.

Ermanno Arcuri

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