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ANCHE IL PRESIDENTE NAZIONALE DEI VERDI A CAVALLERIZZO

Non si arresta la visita sul luogo della frana delle autorità politiche, ma anche di tanti curiosi dei paesi vicino Cerzeto, che ogni giorno si portano al muretto da dove si può osservare meglio Cavallerizzo con i due fronti franosi.

Nelle prime ore di ieri,  sono giunti a Cerzeto assieme al presidente nazionale del partito dei Verdi Alfonso Pecoraio Scanio, il consigliere regionale Diego Tommasi, l’assessore all’ambiente della Provincia di Cosenza Luigi Marrello e il consigliere provinciale Mario Bria.

La visita istituzionale, è servita per rendersi conto direttamente della drammaticità della situazione che si è venuta a creare in questi luoghi spesso troppo dimenticati, intrattenendosi con gli uomini della Protezione civile e i tanti volontari che da giorni lavorano alacremente per lenire le sofferenze della gente che cerca di recuperare qualcosa di ciò che aveva e chi controlla minuto per minuto l’andamento della frana che silente fa il suo corso spostandosi verso valle. In questa circostanza, il parlamentare ex ministro all’ambiente, Pecoraio Scanio, munito di cannocchiale, ha scrutato in lungo ed in largo ciò che resta di Cavallerizzo sospeso a strapiombo sulla frana, ricevendo informazioni dagli uomini della Protezione civile su quello che si è verificato e sulle ipotesi di ciò che potrà avvenire in questi giorni.

Prima che il vertice della Federazione dei Verdi si spostasse nella confinante San Martino di Finita per verificare anche in quella zona i movimenti franosi e poi a Montalto Uffugo per impegni politici, sia il presidente nazionale del partito che l’assessore regionale uscente hanno rilasciato alcune dichiarazioni. “Va ricordato che ci sono 50 chilometri di autostrada interessata a movimenti franosi ed interrotta tra Napoli e Bari – interviene Pecoraio Scanio – ciò significa che prima di pensare di costruire ancora è necessario mettere in sicurezza le colline. E’ evidente che questa è una priorità nazionale ed una grande emergenza occupazionale perché la messa in sicurezza di un territorio, il grande cantiere Calabria creerebbe decine di posti di lavoro – conclude il presidente dei Verdi – L’allarme viene generato dopo l’emergenza. Sarebbe indispensabile una politica di prevenzione. Purtroppo siamo in un paese che vive di scatti emozionali e poco di programmazione, invece di riuscire ad intervenire prima che possano accadere situazioni come questa di Cavallerizzo, scatta la grande solidarietà dopo i disastri. Se si capisce che i cittadini esprimano successivamente la propria solidarietà, non vale per i Governi e le Regioni che hanno il compito anche della prevenzione e non investano prima alcuni milioni di euro che dopo rischiano di diventare miliardi di euro”.

In presenza di una calamità naturale così evidente in questa zona del cosentino e della valle del Crati, anche Diego Tommasi chiarisce: “Inutile parlare di risorse, di sviluppo – afferma il consigliere regionale – di infrastrutture in una regione come la nostra in cui non vengono investiti i soldi europei per la salvaguardia del territorio. Come Cerzeto ci sono tantissimi comuni a rischio, non mi spiego perché il governo regionale uscente non ha impiegato i fondi europei per mettere in sicurezza questi territori ed assicurare lavoro. Sarà un impegno del nuovo governo Loiero di mettere in pratica immediatamente la salvaguardia del territorio e la sicurezza dei cittadini”.

Ermanno Arcuri

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