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ARBITALIA 
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La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

EMERGE IL LAVORO PROFESSIONALE DEI VOLONTARI

Nono giorno dalla frana che ha distrutto una frazione intera in cui vi abitavano più di trecento persone. Cavallerizzo è il fantasma di se stesso e ci piace ricordare la dolce espressione, ricca di significato e di tanta amarezza, del sindaco di Mongrassano Antonietta Formoso, che di sera dal suo comune non vedendo più la solita illuminazione della contrada, avverte una fitta al cuore, un senso di abbattimento.

A ridare fiducia all’ambiente è l’opera intensa e professionale dei volontari. Sono loro ad assicurare sin dal primo momento quel lavoro oscuro, ma così redditizio per la comunità colpita da una tragedia di grande proporzioni.

Uomini e donne in tuta che a turno li trovi dappertutto, direttamente sulla frana, per le vie del paese, su mezzi della protezione civile, per aiutare chi è stato colpito da questa catastrofe naturale che, forse, l’uomo ha contribuito a creare tenendo sempre meno in considerazione l’ambiente circostante. 

Registriamo anche gli umori e i pensieri della gente, se ne fa portavoce il presidente di Legambiente Carmine Bruno, direttamente coinvolto in questa vicenda perchè ha dovuto abbandonare la propria abitazione: “Che fine ha fatto l’informazione di Stato? A pochi giorni del drammatico evento che ha colpito Cavallerizzo – dichiara Bruno – come avevo annunciato ai vari inviati è calato il sipario. Niente più dirette, niente racconti strappalacrime, neanche quello che doveva essere il dovere di una professione di privilegiati: la notizia che non c’è più.  Che dire di questi luogotenenti del regime che anzicchè fare informazione hanno abbandonato il dramma per correre dietro ai politici di turno in cerca di qualche promozione. Raccontare il dramma di una popolazione che ha perso le proprie case, gli affetti, il lavoro e i sacrifici di tante generazioni, l’identità, sembra proprio che non fa più scoop. La generosità di tanti cittadini dei paesi limitrofi, delle associazioni di volontariato e di enti, è stata straordinaria – conclude Bruno – Ma ora inizia il vero dramma, per cui c’è da tenere alta l’informazione per non finire dimenticati, come i terremotati del Belice o dell’Irpinia. Chiedo alla Rai di non dimenticare Cavallerizzo, di svolgere il proprio ruolo di tv di stato, di fare il lavoro che sta svolgendo la carta stampata, specie il Quotidiano della Calabria con una capillare, autorevole ed esatta informazione, altrimenti, nonostante i nostri disagi scendere a Cosenza ed occupare gli studi televisivi non è poi così difficile”. 

Carmine Bruno, ha alle spalle una vita dedicata alla salvaguardia dell’ambiente, è contro la globalizzazione, è esponente di spicco sul territorio che vuole preservare, è custode delle tradizioni locali. C’è poi da considerare l’aspetto umano dei giovani volontari che riescono a profondere, conquistandosi la fiducia della gente sul campo, con il loro modo di porsi, gentile e disponibile, per tutti un sorriso, una pacca sulla spalla, un invito a reagire nonostante le tante avversità da superare. Gente sempre in prima linea con l’esperienza di saper gestire l’emergenza.

Per questa disponibilità estrema, è d’obbligo elencare tutte le associazioni di volontariato allertate in questa operazione “Cavallerizzo”, che rappresentano l’asse portante della Protezione civile italiana. Nel “Nucleo emergenza di Cervicati” troviamo l’assessore alla cultura di questo comune, così come la “Provic Arci Serre Cosentine di Carolei e di Santa Sofia”, impegnati nella segreteria di attivazione volontari e radiocomunicazioni, presenti dal primo giorno della tragedia con apparati propri.

Presidente è Luigi Gobassi, una simpatica persona che va fiera dell’organizzazione e dei volontari che, dopo ogni intervento acquisiscono maggiore esperienza e capacità. Perché parlare di oscuri personaggi in una vicenda in cui i riflettori sono stati puntati per più giorni esclusivamente sul luogo del disastro e le autorità che in pellegrinaggio si sono recati a Cerzeto per portare la propria solidarietà ed anche l’impegno di contribuire a risolvere in qualche modo il problema, perché dopo dieci giorni e per i prossimi ci saranno sempre loro, i volontari, a fianco di queste persone che si ritrovano senza nulla.

A Cerzeto si incontrano tute dell’Avas, della Misericordia di San Marco Argentano, della Croce Rossa Italiana, che si occupano della sanità; c’è  anche Malgrado tutto di Lamezia Terme, che provvede alla mensa, cucinare 350 pasti a pranzo e altrettanto la sera non è uno scherzo. Infatti, Michelangelo Gallo, cuoco di professione, alle prese con la sua cucina ci racconta che non si contano più gli interventi a cui ha partecipato (Albania, Afghanistan, Sarno) per aiutare persone colpite da calamità così gravi che lasciano il segno anche a chi si prodiga a contribuire per tamponare i disagi.

Apprendiamo che il menù giornaliero varia per assicurare un buon pasto ricco di calorie e proteine, pasta al forno, carne, insalata, ciò che non si cucina sono le fritture. Se la cucina da campo è sempre pronta ad essere utilizzata, a Cerzeto è ubicata negli spogliatoi dello stadio, a sostenere vari compiti d’intervento ci sono anche Tutela Civium di Luzzi, Arcipesca provinciale, l’associazione cinofila “I Lupi”, l’Oikios associazione speleologica, l’Agesci degli scout, l’associazione Carabinieri volontari.

Quale spirito anima questa gente? La volontà di aiutare chi è in difficoltà, è quanto ci afferma Umile Boscarelli di Bisignano, di professione veterinario e addetto alle operazioni di soccorso e logistica. Fare il volontario è un dovere e poi un piacere aiutare tanta gente anche mettendo da parte per un periodo il proprio lavoro. Questi volontari sono tutti amici fra di loro, perché si ritrovano a condividere le esperienze più difficili e tristi.

A loro si rivolge il sottosegretario alle infrastrutture Tassone, che in visita a Cerzeto, ha preso visione dell’accaduto, promettendo l’impegno necessario ed adeguato del Governo per far fronte a questa emergenza. L’On. Tassone si è poi trasferito anche a San Martino di Finita per rendersi conto dei chiari segni si smottamento che si sono verificati in questi giorni nel paesino arbereshe. La Regione Calabria per questa  emergenza ha stanziato 350 mila euro.

Ermanno Arcuri

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