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ANCHE BOSELLI SULLA FRANA DI CAVALLERIZZO

Fare un passo indietro significa anche ritrovare mentalmente ogni cosa al suo posto, Cavallerizzo con le sue piazzette, le sue case, una normale vita quotidiani fatta di piccole cose e di piccoli occasioni. Chi mai avrebbe potuto immaginare questa frazione di appena 300 anime, assurgere al potere di stravolgere la storia del comprensorio di valle Crati in questo mese di marzo, che sembra più clemente con le belle giornate che finalmente sono iniziate. Cavallerizzo, quindi, frana e diventa caso nazionale, crocevia di politici anch’essi nazionali, che sul posto si rendono conto della gravità di ciò che è accaduto. Non resta che fare la cronaca della triste vicenda, non “con qualche trafiletto sui quotidiani locali lanciando l’allarme”, come qualcuno asserisce, ma documentando ed informando con mezze pagine ed oltre la tragedia annunciata giorni prima che accadesse. L’attenzione massima spinge a registrare tutto, anche chi vuole strumentalizzare l’accaduto. Non è il caso del presidente nazionale dello Sdi  Enrico Borselli, visita fortemente voluta dal deputato del Collegio Mimmo Pappaterra, che ha subito precisato che di fronte a queste sciagure ancora di più è necessario intervenire istituzionalmente senza tener conto del colore politico. La visita che si è svolta ieri, vuole rappresentare una prova di attenzione nazionale su un evento drammatico che ha ormai travalicato i confini locali ed ha assunto la connotazione di problema nazionale. A giudizio dell’On. Pappaterra, che ha guidato la delegazione delle rappresentanze istituzionali regionali, provinciali e locali dello Sdi (erano presenti: Mancini Junior, Cesare Marini, Luigi Incarnato e Magarò), il problema del dissesto idrogeologico della Calabria, dovrà essere uno dei punti di forza dell’azione del nuovo governo regionale e in questa direzione forte dovrà essere l’impegno della Regione Calabria. Ma la visita di Boselli – secondo l’on. Pappaterra – vuole significare una forte sensibilizzazione a risolvere con immediatezza la grave situazione in cui si trovano le famiglie sfollate e vuole essere altresì uno stimolo al governo nazionale a ricercare le soluzioni migliori per dare una risposta definitiva per Cerzeto e per gli altri comuni della Media Valle del Crati che, pur non registrando allo stato danni significativi, si trovano nelle medesime condizioni della frazione di Cavallerizzo di Cerzeto. Infatti, erano presenti anche il sindaco di Mongrassano Antonietta Formoso con alcuni assessori, di Rota Greca Dino D’Elia, di San Martino di Finita il vicesindaco Pasquale Filippo, che hanno evidenziato i gravi rischi denunciati nel proprio comune da possibili frane. Il Presidente Boselli oltre a visitare il luogo della frana, ha incontrato le istituzioni locali e gli uomini della Protezione Civile nazionale e regionale che, è giusto rimarcare, si stanno adoperando con ogni mezzo e con ogni sforzo per fronteggiare la pesante situazione. Era presente anche il presidente degli agronomi regionale Giovanni Perri, direttamente coinvolto nel prossimo futuro per migliorare la forestazione di questi luoghi a rischio. Pappaterra ha evidenziato come il caso Cerzeto ha messo in luce il dissesto idrogeologico del territorio, che in questi giorni si scopre ancora più vasto con i comuni viciniori interessati, con ordinanze di sgombero abitativo. Dopo la grande civiltà e solidarietà dimostrata da Cerzeto, è ormai ora di prendere delle decisioni e per questo è annunciata la presenza di Bertolaso, capo della Protezione  civile nazionale a Cerzeto per domani. “Non c’è solo il problema abitativo – afferma Pappaterra - ma c’è gente che deve ritrovare un reimpiego e quindi servono degli ammortizzatori sociali. C’è il problema delle infrastrutture come la strada che collegava la zona con San Marco. Ci sono interventi notevoli da effettuare, c’è anche da porre all’attenzione il problema di come Cavallerizzo venga ricostruito, poi sta ai tecnici come, dove, in che forma. Dare un alloggio provvisorio significa che noi dobbiamo batterci per la ricostruzione”. Durante le dichiarazioni applausi scoscianti dal pubblico per Domenico Golemme che, eroicamente, ha vigilato sulla frana, avvisando in tempo i propri concittadini. Ciò che emerge è tenere alta la tensione anche dopo il 5 aprile data fissata per le elezioni regionali e comunali. “In queste occasioni è bene evitare di mescolare politica e solidarietà - ha affermato Borselli – E’ una di quelle occasioni in cui bisogna davvero tenere uniti maggioranza ed opposizione, non ci sono differenze. Per ciò che mi riguarda, prima di andarmene da Cosenza parlerò sicuramente con i responsabili del governo, dirò ciò che ho visto. La necessità di procedere non soltanto al primo intervento, comunque indispensabile, ma di provvedere al futuro che è molto difficile. In questo caso ciò che potremo fare lo faremo con molto impegno”. Anche il senatore arbereshe Cesare Marini, ha esternato la personale vicinanza alla popolazione: “La situazione è impressionante – afferma il senatore -  Credo che in questi casi è necessario procedere attraverso quelle che è la legislazione. Non è pensabile di avere provvedimenti tampone. Dopo il primo intervento della sistemazione delle famiglie colpite, poi c’è l’altro momento della ricostruzione delle case. Terzo, risanare il territorio attraverso i forestali, dove sono intervenuti lo hanno fatto egregiamente”.  Il punto della situazione a 10 giorni dalla frana l’ha fatto il vice di Bertolaso, Marcello Fiori, ininterrottamente presente sul territorio: “Stiamo continuando a seguire l’evoluzione della frana, soprattutto, ci preoccupa che venga compromesso l’acquedotto, perché serve 7 comuni ed è una infrastruttura importante per la popolazione, ma anche una rottura accidentale potrebbe causare degli smottamenti. E’ pronto un piano di emergenza, la società che gestisce l’acquedotto, se si riterrà opportuno, eseguirà un bay pass. Il monitoraggio secondo alcuni parametri di calcolo valuta di far scattare l’eventuale chiusura dell’acquedotto stesso per evitare i danni citati – conclude Fiori – Sul fronte della ricostruzione cominciamo più serenamente ad analizzarla, visto che tutte le famiglia ora hanno un tetto, pasti caldi e la possibilità di essere accolti in modo adeguato. A valutare il futuro dal punto di vista della ricostruzione lo faremo con gli abitanti di Cavallerizzo”.

Ermanno Arcuri

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