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MASCHITO. PROFONDO CORDOGLIO HA LASCIATO LA MORTE DI DON FRANCESCO ZUZZI. PARROCO PER OLTRE MEZZO SECOLO.

Maschito.

La comunità di Maschito ha pianto la scomparsa del suo parroco, don Francesco Zuzzi, per oltre 50 anni parroco emerito del paese. Nonostante la veneranda età continuava ad esercitare il sacerdozio, soprattutto, sostituendo i parroci di alcuni centri della diocesi, fino a quando è stato colpito da una paresi, alcuni mesi fa, da costringerlo a stare immobile su un letto dell’ospedale di Melfi. Ed il giorno 30 settembre scorso, moriva lasciando un profondo cordoglio a Maschito, dove per mezzo secolo si è fatto voler bene. Lo scorso 1 ottobre si sono svolti i funerali presieduti del Vescovo della Diocesi, Mons. Gianfranco Todisco, ed alla presenza della sorella Giuseppina, giunta dall’Argentina, della signorina Bettina, la donna di servizio della casa di don Francesco, del vescovo a riposo Mons. Vincenzo Cozzi e di numerosi parroci della Diocesi, tra i quali don Giuseppe Cacossa, don Angelo Greco e don Severino, parroci originari di Maschito e che sicuramente avranno avuto l’ispirazione, grazie anche all’interessamento ed all’intervento di don Francesco. Il coro della parrocchia, magistralmente diretto da Pasquale Martino, ha accompagnato con alcuni canti la Santa Messa. In mattinata tutta Maschito era tappezzata di manifesti dell’Amministrazione Comunale, degli operatori pastorali, dei volontari della Croce Rossa italiana, della protezione civile “Misericordia”, dei D.S. e dei Gruppi di preghiera di Padre Pio che esprimevano il proprio cordoglio per la scomparsa del proprio parroco. Durante la celebrazione del funerale i negozi del paese avevano le serrande abbassate e molta gente, nonostante la Chiesa Madre fosse grande, è rimasta fuori.

Il Vescovo Gianfranco Todisco, durante l’omelìa, ha detto: “ lo scorso 11 luglio abbiamo festeggiato il 60° anniversario di sacerdozio di don Francesco, oggi la sua festa continua in questa Chiesa dove per 50 anni ha esercitato il suo mandato sacerdotale ed a vegliare questa comunità dal Cielo con la preghiera. Qui ci sono generazioni di maschitani che hanno conosciuto questo parroco, ricevendo tutti i Sacramenti. Non è questo una gioia ? Un dono del Signore ? Da questo paese sono nati 8 presbiteri e, sicuramente, tutti hanno ricevuto qualcosa da don Francesco. Don Francesco è entrato in ogni casa di Maschito come semplice ed umile servo di Dio. Era parte delle famiglie vostre. Solo ultimamente la sua forte tempra ha vacillato, quante volte con la sua auto raggiungeva le parrocchie della diocesi a sostituire i parroci, pur di non far mancare la Santa Messa! Siate orgogliosi di aver avuto un sacerdote come don Francesco, ha sempre amato la Chiesa e verso il Vescovo è stato sempre ubbidiente”.

Il Sindaco, Elio Gilio, nel suo intervento, preso da forte emozione, ha aggiunto: “ perdiamo un pezzo della storia di Maschito. Per una vita ci ha parlato, ha pregato per noi, ci ha benedetti. Continua don Francesco da lassù a voler bene questa comunità che è stata tua per mezzo secolo”.

Alcuni bambini della Scuola Elementare hanno letto alcuni pensieri di ringraziamento e di lode per il loro parroco che non c’è più. E, Marianna, una parrocchiana, ha ribadito: “ condivisione e trasmissione di fede hanno contraddistinto la tua vita, don Francesco. Il lavoro della terra con i suoi tempi lunghi, ti ha insegnato ad avere quella pazienza che un prete deve avere con i suoi fedeli. Don Francesco hai combattuto la tua buona battaglia, hai terminato la tua corsa”.

Don Vincenzo Mossucca, il suo successore nella parrocchia di Maschito, ha chiuso gli interventi, dicendo: “quanti sacrifici hai fatto in questi lunghi anni, sei stato centro di radiazione per molte generazioni, l’uomo di Dio nella semplicità e generosità”. Ed ha letto i numerosi messaggi di cordoglio giunti da numerosi prelati della Chiesa, tra i quali quello del Cardinale di Napoli, Giordano e di Mons.  Talucci, Vescovo di Brindisi ed Oria.

Subito dopo don Francesco è stato portato fuori dalla sua Chiesa in spalla dai suoi confratelli e per le strade del paese dai volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile, ed accompagnato fino al cimitero dalle note musicali della banda di Maschito, diretto dal maestro Biagio Ambrosio.

Lorenzo Zolfo

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