MOLTI LUCANI
NON POTRANNO VEDERE IL PAPA, E DARGLI L’ULTIMO SALUTO. DISDETTE MOLTE
PRENOTAZIONI
Molti lucani, dal Vulture alla
zona di Potenza, fino al lagonegrese, per non parlare della zona del
materano e del metapontino, hanno disdetto le numerose prenotazioni fatte
per giovedì 7 aprile, per raggiungere Roma e dare l’ultimo saluto a Papa
Woytjla, il Grande.
La colpa di tutto ciò non è d
attribuire agli organizzatori e nemmeno alle aziende delle autolinee, ma
alla mancanza di criterio adottato dagli organizzatori dell’evento a Roma.
Proprio Bertolaso, il capo della Protezione Civile, nominato dal Governo,
per coordinare la marea di gente che arriva in ogni momento a Roma, aveva
consigliato alle Regioni Italiane di muoversi secondo un programma
stabilito. Ed alla Regione Basilicata, l’arrivo a Roma, spettava per
giovedì 7 aprile. Invece nella giornata di mercoledì 6 aprile, c’è stato
il dietro-front di questa decisione, proprio in considerazione del fatto
che la Capitale è stata invasa da moltissima gente, e che il dirigente
della protezione Civile, Bertolaso, aveva raccomandato di non mettersi in
viaggio oltre le ore 22 di giovedì, altrimenti si rischia di non vedere il
Papa.
Delusione e commenti
“all’italiana” in molti centri del Vulture, ad iniziare da Melfi, dove
all’ultimo momento, 150 persone hanno rinunciato di partire per Roma. Da
Venosa, alcune classi del Liceo, che avevano prenotato un autobus, con
partenza mercoledì notte del 6 aprile, di propria iniziativa, ma quanta
delusione nei volti di questi giovanissimi, tanto osannati dal Papa,
durante il suo apostolato, nell’apprendere che nella giornata del 7
aprile, pur riservata alla Basilicata, non era più possibile entrare nella
Basilica di San Pietro.
Anche nella
piccola Comunità di Ginestra, alcune persone si dovevano accodare con
quelli di Melfi. E’ il caso di Antonio C., che pur non essendo un
cattolico praticante, abbastanza distante dai riti religiosi, ha detto: “
non capisco come abbiano a livello nazionale sbagliato data e giorno per
la Basilicata, Papa Woytjla per quello che ha fatto, non solo come uomo di
Chiesa, ma come sostenitori di tanti diritti e doveri negati, come quelli
della dignità nel lavoro, della solidarietà ed amore verso i deboli, ha
dato risalto a valori della moralità, della legalità e della giustizia
sociale, valori che ancora oggi, vengono trascurati. Ci tenevo ad andare a
Roma spinto dal carisma di questo Papa, rimastomi impresso. Evidentemente
a Roma, gli organizzatori, non hanno capito che questo Papa ha “colpito”
più gente “distaccata” dalla Chiesa, come il sottoscritto, e adesso si
ritrovano spiazzati dall’arrivo di tanta gente”.
Lorenzo Zolfo