GINESTRA.
RIVALUTATO UN ANTICO CANTO ARBERESH DEL FOLKLORE LOCALE.
BONA SERA
ZONJA, CANTO PASQUALE.

La sera del Sabato Santo a
Ginestra rivive una tradizione pasquale dal sapore squisitamente arbereshe.
Al suono delle “tarozzole”, una specie di trocoli dal rumore cupo e
martellante, alcuni anziani del paese, accompagnati da giovani, divisi in
gruppi, a breve distanza l’uno dall’altro, percorrendo le strade ed i
vicoli del paese, si fermano ad ogni porta, per cantare in arbereshe, “
Bona Sera Zonja = Buona sera signora”.
Questo canto, recuperato nel
tempo, dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Pro-Loco
“Zhurian” rientra tra le tradizioni popolari e culturali del vivere e del
sentire di Ginestra e rappresentano la ricchezza di un popolo inteso nella
sua espressione più multiforme e più lata.
“ Codesti valori sono filtrati
attraverso innumerevoli avvenimenti - precisa Fiorella Pompa, presidente
della Pro-Loco “Zhurian - ed hanno superato e vinto l’usura del tempo e
sono giunti fino a noi quale testimonianza tangibile di antichi fatti di
cui furono protagonisti gli avi. Questa canzone la riteniamo ancora valida
nella tradizione e cultura di Ginestra ed innestarla nel rinnovamento in
atto. Anticamente nel periodo pasquale giravano il paese i poveri
chiedendo in cambio ciò che di buono una famiglia poteva dare per la loro
sopravvivenza. Adesso a chiedere uova e soldi è gente di qualsiasi tenore
di vita. L’obiettivo di questa manifestazione è sì chiedere alla gente una
prestazione, ma nello stesso tempo auguriamo stima, rispetto, benedizione
del Signore e pace ad ogni famiglia ( questo è il contenuto del canto),
valori morali, religiosi, ed affettivi ancora validi al giorno d’oggi”.

Presente al giro di tutto il
paese, durato almeno due ore, c’era anche il prof. Bernardo Bruno,
architetto ed artista di Palazzo San Gervasio, appassionato di folklore e
di tradizioni popolari, è venuto a conoscenza di questa manifestazione
attraverso il sito nazionale degli arbereshe d’Italia, Arbitalia,
avvicinato ha detto: “ è mia intenzione realizzare un cortometraggio sulle
tradizioni popolari nei paesi arbereshe del Vulture. Con dei progetti
mirati ed i fondi europei ed il patrocinio delle Amministrazioni Comunali
è possibile realizzare ciò. La tradizione di un popolo non può rinunziare
a ciò che di autentico ha preso dal passato, anche se la nostra società ha
subito, in questi ultimi tempi, un rapido e profondo mutamento”. Per tutta
la durata della manifestazione il prof. Bruno con la sua cinepresa ha
filmato tutto il canto arberesh e realizzato delle interviste.
Anche una
famiglia di emigranti non si è lasciata sfuggire la serata di Bona sera
Zonja, la famiglia di Donato Carbone, residente nelle Marche, era presente
con Rosa ed Ivano. La prima ha detto: “ sono andata via da Ginestra,
quando avevo 11 anni e mi ricordo vagamente di questo canto. Adesso che la
sento dopo tanti anni vissuti fuori da Ginestra, mi viene da ridere.
Comunque ritengo che sia una cosa importante per il paese, recuperare e
valorizzare ciò che facevano i nostri avi per meglio crescere”. Il marito
Ivano, ha aggiunto: “ anche dalle mie parti, nelle Marche, si valorizzano
alcun tradizioni popolari affinché non si perda la memoria della nostra
cultura. I marchigiani, come sicuramente anche voi lucani, sono fieri
delle proprie radici, conservano con orgoglio la propria identità,
resistendo alla cultura esterna dominante”.
Lorenzo Zolfo
Le due foto ritraggono, nella
prima alcuni componenti dei gruppi che hanno cantato, nell'altra foto
l'aspirante regista prof. Bruno con Donato Petagine