GINESTRA. IN
VISITA NEI PAESI DEL VULTURE PER CONOSCERE IL DIALETTO E LA LINGUA
ARBERESHE
Ginestra.
Stefania Suozzo di Cantu’
(Como), nei giorni scorsi ha visitato alcune comunità del Vulture, da
Rionero, a Venosa, Forenza, Rapolla ed i tre centri di origine arbereshe,
vale a dire, Barile, Maschito e Ginestra per una ricerca sul dialetto, ed
in particolare, della parlata arbereshe. Ricerca che si basa sulla
percezione della parlata di ogni paese visitato e dell’influenza subìta
nel corso dei secoli. Stefania Suozzo, è figlia di emigranti di Barile, il
papà si chiama Adriano e la mamma Lina Botte, trapiantati al Nord Italia,
circa 30 anni fa per motivi di lavoro e che lavorano come personale
amministrativo presso scuole di Cantù. Stefania Suozzo è iscritta alla
facoltà di Scienze della Comunicazione ad indirizzo interculturale presso
l’Università “Bicocca” di Milano. E, prossimamente deve discutere una tesi
sul “dialetto e la lingua arbereshe”. Tesi che molto probabilmente verrà
menzionata al prossimo Congresso di Linguistica Italiana che il
Dipartimento di Ermeneutica di Milano organizzerà il prossimo settembre,
sempre presso l’Università di Milano.

A Ginestra, nei giorni scorsi,
l’aspirante dottoressa in Scienze della Comunicazione, è stata
accompagnata dal padre Adriano e da Samuele Franciosa, ex amministratore
di Barile, profondo conoscitore della lingua arbereshe. Ha intervistato
alcuni giovani ed anziani del paese, ed ha notato la mancanza di lingua
arbereshe parlata dai giovani per la forte influenza del dialetto subìto
dai paesi limitrofi. A Barile ha notato che la lingua madre viene parlata
di più, anche da fasce di età giovanili. A Maschito ha dedotto che la
generazione dei 50enni non parla la lingua arbereshe, la capisce soltanto.
Avvicinata
Stefania Suozzo ha detto: “ in ogni paese visitato c’è un forte richiamo
alle proprie origini. Ognuno pensa che il dialetto del proprio paese sia
il migliore. Pur riconoscendo le stesse origini i tre centri arbereshe non
hanno legami tra loro, sembra che ognuno vive per sé. Tutti sono concordi
nell’affermare che Barile è il paese dove si parla di più l’arbereshe. Il
lavoro che sto raccogliendo è utile e mi servirà a preparare una tesi di
laurea sul dialetto e l’influenza che esso ha avuto nei paesi arbereshe. A
lavoro finito regalerò una copia della tesi ai tre centri arbereshe”.
Lorenzo Zolfo