SAN PAOLO ALBANESE: QUALE DIDATTICA
PER LARBĖRESH
Il 10 giugno 2006 si
č tenuto a San Paolo Albanese (Potenza) un Convegno regionale sulla
didattica dellarbėresh.
Promosso dal Comitato Nazionale per le
Minoranze Etnico-linguistiche in Italia, č stato organizzato dallo
Sportello linguistico regionale dellUniversitą della Basilicata.
Loccasione del Convegno regionale č
stata data dalla presentazione della Gramatikė arbėreshe di Emanuele
Giordano (2006).
Il Presidente del Comitato Nazionale
delle Minoranze Etnico-linguistiche in Italia, Dr. Pierfranco Bruni, ha
ribadito limportanza del concetto di appartenenza quale punto forte per le
minoranze linguistiche storiche. LAutore della Gramatikė arbėreshe,
papąs Emanuele Giordano, ha ricordato che il suo lavoro di sistemazione
della struttura linguistica dellarbėresh si inserisce nella tradizione di
studi che dal XIX secolo č giunta fino a noi, specificando che la sua
Gramatikė arbėreshe rappresenta un supporto per quanti vogliano scrivere
in un arbėresh corretto e purificato da infiltrazioni spurie. Tutti gli
altri interventi (P. Abitante, A. Giordano, A. Formica, P. Del Puente) hanno
suggerito criteri e metodi utili a rivitalizzare la lingua e la cultura
arbėreshe, sulla base degli strumenti che offre la legge di tutela delle
minoranze linguistiche storiche in Italia (Legge 482 /1999).
Proponiamo la sintesi dellintervento del
Prof. Italo Costante Fortino dellOrientale di Napoli.
Ēilja didatėkė pėr aljbėrishtin?
1. Precedenti storici
Molti si pongono la domanda se esista
una lingua arbėreshe comune che possa essere compresa da tutti gli
Arbėreshė, o almeno che contenga un buon 80% di elementi comuni.
Sguardo alle grammatiche arbėreshe.
a)
Girolamo De Rada nel 1894 ha pubblicato
Caratteri e grammatica della lingua albanese (Corigliano C.) che č
sostanzialmente la grammatica della parlata del suo paese Macchia Albanese,
con pochi elementi di altre parlate.
b)
Nel 1871 suo figlio Giuseppe De Rada aveva
pubblicato a Firenze la Grammatica della lingua albanese. I critici
sono propensi a credere che la gran parte del lavoro sia stato del padre
Girolamo. Equesto il suo primo tentativo di sistemazione delle regole della
lingua arbėreshe, prevalentemente della parlata di Macchia Albanese.
c)
In tempi pił recenti Vincenzo Baffa Golletti col
suo sillabario del 1970, Libri im i parė, ha voluto insegnare a
scrivere larbėresh. Il metodo adottato si basa su una equilibrata
integrazione del lessico arbėresh con quello della lingua letteraria
dAlbania, con lesito di una lingua sostanzialmente comprensibile e di buon
livello. La riuscita del progetto č dovuta al metodo dellimpostazione: dal
pił semplice al pił complesso.
d)
Nel 2000 per iniziativa dellA.I.A.D.I
(Associazione Insegnanti Albanesi dItalia) hanno visto la luce i due volumi
di Alfabetizzazione arbėreshe (Torino, Il Capitello), a cura di vari
studiosi.
I due volumi sono scritti interamente in
albanese, con traduzione italiana solo nella prima metą. Poiché il testo si
rivolge a tutti gli arbėreshė, č stata tentata una discreta
standardizzazione linguistica dellarbėresh, coordinata anche col principio
della scelta di forme coincidenti con la lingua standard dAlbania.
e)
Sulle singole parlate esistono tanto ricerche e
studi (M. Camaj, La parlata di Greci, 1971; P. Scutari, Uno
studio fonologico e morfologico sulla parlata arbėreshe di San Costantino,
1997), quanto manuali didattici. Di questi ultimi vanno menzionati
labbecedario Udhėtimi (2000) e il manuale di grammatica Udha e
mbarė (2001) pubblicati a Piana degli Albanesi. I due testi, senza
traduzione italiana, presentano la parlata di Piana con terminologia
grammaticale e lessico vario tratto dalla lingua letteraria dAlbania.
Inoltre, sempre alla parlata di Piana č dedicata la grammatica
Arbėrishtja pėr tė gjithė di Giuseppe Schirņ di Modica del 2005, con
tutte le spiegazioni in italiano.
f)
Di Luis De Rosa va menzionato, per i paesi del
Molise, Gjuha arbėreshe - Abetari im i parė, spiegazione
dellalfabeto (2004), e la grammatica Elementi di grammatica albanese
Variante arbėreshe del Molise, con spiegazione in italiano. Colmano i
vuoti lessicali termini tratti dalla lingua letteraria dAlbania.
2. La Grammatica di E. Giordano
NellIntroduzione alla Gramatikė
arbėreshe si legge che la valorizzazione e diffusione di una cultura
parte proprio dai codici linguistici
Il metodo seguito č stato quello di
scegliere con intelligenza il meglio dalle parlate meno corrotte e dai
migliori scrittori arbėreshė.
Sono presenti le particolaritą dellarbėresh
nei tratti arcaici e in quelli pił innovativi. Nei casi di molteplicitą di
forme lAutore ha privilegiato, come indicazione, quella in comune con la
lingua dAlbania. Chiara e sintetica č lesposizione delle categorie
grammaticali.
Questa grammatica risponde a due
esigenze: a quella di chi vuole apprendere la lingua arbėreshe e a quella di
chi č impegnato a insegnarla.
3. Ragioni di una didattica dellarbėresh
Tre le ragioni per cui vale la pena
conoscere e trasmettere la lingua parlata nelle comunitą arbėreshe.
a)
Ragione culturale.
In quanto la lingua č la chiave di lettura della cultura, il veicolo che la
trasmette, il segreto che interpreta aspetti della cultura altrimenti
incomprensibili o male interpretabili.
b)
Ragione psicologica.
In quanto larbėresh č la lingua del cuore, quella che viene trasmessa con
gli affetti pił intimi, e che lega lindividuo alla famiglia, alla comunitą
e quindi alletnia. Sono le ragioni del cuore che permettono allindividuo
di svilupparsi in armonia con le proprie radici, in continuitą con
lambiente affettivo della famiglia e del paese.
c)
Ragione etnica e umanitaria.
LUNESCO e lEuropa, contro la crescente omologazione, favoriscono la tutela
delle lingue minoritarie e meno diffuse, perché con la morte di una lingua
muore una parte dellumanitą.
Didattica della lingua
La lingua tutelata dalla Legge 482 č
quella rappresentata dal modo di esprimersi dei componenti della
minoranza linguistica, cioč, la lingua parlata in ogni comunitą
arbėreshe, quella viva, parlata in famiglia e nel paese.
E. Giordano scrive: per vivere bene,
una lingua deve essere parlata, letta e scritta.
Oggi possiamo imparare a scrivere la
nostra lingua parlata e a prenderne coscienza del suo funzionamento e della
sua struttura, in maniera graduale e sistematica.
I livello
E quello pił delicato, perché
finalizzato a porre le basi linguistiche, e a consolidarle, con una
didattica e una competenza adeguate.
Lambito č quello della scuola materna.
La Legge in proposito dice (Art.4): Nelle scuole materne dei comuni
(interessati alla tutela) leducazione linguistica prevede, accanto
alluso della lingua italiana, anche luso della lingua della minoranza per
lo svolgimento delle attivitą educative.
In altri termini linsegnante parla nella
lingua della minoranza, la lingua parlata sul posto per svolgere le varie
attivitą educative dellasilo.
II livello
Corrisponde, in linea di massima, alla
scuola elementare.
Anche in questa fase, la lingua č
prevista come strumento di insegnamento. In altri termini si puņ usare,
nelle ore stabilite, la lingua ammessa a tutela come mezzo per insegnare
la lingua e le tradizioni culturali della comunitą locale.
In questa fase da un punto di vista
didattico rientra una forma di alfabetizzazione che prevede la lettura e la
scrittura della lingua arbėreshe.
III livello
Corrisponde alla scuola secondaria di
primo grado.
Anche in questa fase la Legge dice:
nelle scuole secondarie di primo grado č previsto luso anche della lingua
della minoranza come strumento di insegnamento (art. 4).
In questo terzo livello si consolida la
lettura e la scrittura, con la comprensione di testi popolari e di livello
superiore tratti dalla letteratura, oltre che orale, anche dalla letteratura
colta.
Quindi possiamo dedurre
che uno sguardo alle varianti linguistiche delle varie parlate arbereshe, a
questo livello, si rende necessaria. Cosģ come si rende utile ampliare la
conoscenza alla lingua letteraria dAlbania, in quanto alcuni autori
arbėreshė hanno usato tale forma linguistica, o parzialmente o totalmente,
nel comporre le loro opere.
Prof. Italo Costante
Fortino