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La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

CULTURA, STORIA ED ARTE BIZANTINA.

GINESTRA 30 MAGGIO 2006. PRESENTATO ALLA COMUNITA’ IL RESTAURO DELLA SCULTURA LIGNEA SEICENTESCA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI

Presso l’oratorio “San Domenico Savio” è stata consegnata alla Comunità, dopo alcuni mesi di restauro, la nuova scultura lignea della Madonna di Costantinopoli, protettrice del paese. L’opera di restauro, durata alcuni mesi, è stata eseguita dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per la Basilicata di Matera. L’idea di restauro è partita dal parroco di Ginestra, don Gilberto Cignarale, in quanto la statua di legno, risalente al XVII^ secolo, di giorno in giorno, veniva continuamente rovinato dai tarli.

La nuova scultura lignea, ritornata alla sua materia prima, alla sua immagine antica, della Madonna è giunta a Ginestra lo scorso 30 maggio ed è stata presentata alla popolazione ed alle autorità presenti, dal parroco don Gilberto, al Vescovo della Diocesi Mons. Gianfranco Todisco, al Sindaco Fabrizio Caputo.

Proprio il Sindaco, Caputo, alla sua prima uscita ufficiale, dopo le elezioni dello scorso 28 e 29 maggio, ha detto: “ il mio apprezzamento va a questo giovane parroco, da pochi mesi a Ginestra, dotato di tanta carica umana e devozionale. Il recupero di questo valore artistico è una testimonianza del suo fattivo impegno per questa comunità. L’Amministrazione Comunale sarà sempre vicina alla parrocchia per qualsiasi esigenza”.

Il Vescovo, Gianfranco Todisco, ha aggiunto: “ il ritorno a Ginestra dell’immagine della Madonna di Costantinopoli non può non suscitare gioia ed emozione grande, così come quando ritorna a casa, dopo un lungo periodo di assenza, una persona cara. Un’immagine, giunta in Italia dal vicino Oriente, con l’insediamento di comunità cristiane di rito bizantino, che hanno trovato accoglienza anche nel Vulture-Melfese, in particolare in questo luogo, a Barile e Maschito. Questa immagine, tanto cara ai fedeli di Ginestra, è soltanto un segno dell’importanza della devozione a Maria che, indicando con la mano Gesù, ci aiuta a comprendere che Lui è l’unica via di salvezza, e Lei la fedele discepola che tutti dobbiamo imitare”.

Il parroco don Gilberto Cignarale, nel tracciare le storia, l’arte bizantina e la devozione a Maria SS. di Costantinopoli, ha detto: “l’Italia entra in contatto con la cultura bizantina nel 431, quando una copia della maestà di Costantinopoli viene inviata a Ravenna. Alle semplici vesti e alla naturalezza dei gesti, tipici delle figure cristiane d’Occidente, si contrappongono la frontalità dell’immagine, la rigidezza dell’atteggiamento, la fissità dello sguardo, tipiche delle figure cristiane d’Oriente. L’immagine della Madonna di Costantinopoli fu da sempre considerata la protettrice di tutto l’impero d’Oriente. Furono gli stessi imperatori a portarla alla testa dei loro cortei trionfali, come indicatrice e guida della via. Le lotte iconoclaste del 700 e la presa di Costantinopoli da parte di Maometto II nel 1453 determinarono, in questo lasso di tempo molto ampio, l’importazione delle immagini care al popolo cristiano d’Oriente nei territori dell’Italia Meridionale, tra questi Ginestra, dove nel 1588, gli esuli albanesi, costruirono, prima delle loro case, una cappella che dedicarono alla Madonna di Costantinopoli”.

La Dott.ssa Maria Francione, Storico dell’arte, Direttore Coordinatore della Soprintendenza di Matera ha precisato: “ abbiamo lavorato con amore su questa statua rimuovendo le pitture successive per portare alla luce un restauro conservativo, qual è il compito della Soprintendenza. Nel corso dei secoli l’opera è stata sottoposta a pesanti ridipinture rinnovate fino a tempi molto recenti, ciò evidenzia la tradizione culturale e la devozione dei fedeli di Ginestra verso la Madonna di Costantinopoli. Durante la fase di restauro, bonificato il legno, si è deciso di alleggerire la scultura dalle pesanti ridipinture che alteravano il modellato della Madonna e del Bambino, l’intaglio delle pieghe dei vestiti e del mantello, evidenziando così la plasticità dei volumi. Da oggi Ginestra, ricco di questo valore artistico, può essere tappa  di un percorso turistico e culturale”. La dott.ssa Sofia Vacali, specializzata all’istituto centrale di restauro di Roma, autrice del recupero della statua, durante la sua relazione tecnica, ha ribadito: “ la scultura, prima di giungere a Matera, è stata ridipinta con tinte molto vivaci sulle quali ci sono state decorazioni eseguite in maniera grezza. Il manto della Madonna di colore blu scuro era decorato di stelle dorate. la veste era di colore rosso con bordi a decorazione dorate. Le pieghe, alcune consumate dal tarlo, erano molto ingarbugliate ed appiattite con l’aggiunta di stucchi che deformavano le stesse pieghe. La stessa scultura era stata realizzata da tantissimi pezzetti di legno assemblati. Come prima operazione è stata eseguita la disinfestazione del manufatto. Dopo la rimozione di stucchi e ridipinture, è stato evidenziato il bel lavoro di intaglio del manufatto, mettendo in risalto la preziosa lavorazione delle pieghe della veste del bambino e la plasticità dei volumi del manto della Madonna. La statua è stata riportata alla luce con il legno a vista e i frammenti di colore originali”.

In segno di riconoscenza verso la popolazione di Ginestra, che ha finanziato i lavori di restauro, come dovere morale, ad ogni famiglia è stato consegnato un opuscolo che ricostruisce la storia artistica e culturale di questa immagine della Madonna di Costantinopoli.

Lorenzo Zolfo

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