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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

GINESTRA.15-4-2006. CULTURA E SPETTACOLO. TRADIZIONE POPOLARE. IL CANTO ARBERESHE PASQUALE HA ATTIRATO GENTE DA FUORI

Il  canto arbereshe “Bona Sera Zonja”= Buona Sera Signora, promosso dall’Amministrazione Comunale e la Pro-Loco “Zhurian”, svoltosi la sera del Sabato Santo, ha fatto rivivere nel paese una tradizione pasquale squisitamente arbereshe. Al suono delle tarozzole, una specie di trocoli dal rumore cupo e martellante, alcuni anziani del paese, accompagnati dai piu’ giovani, percorrono le vie del paese, per cantare , tutto in arbereshe, questo canto popolare del vivere e del sentire di un popolo, quale quello di Ginestra. Il contenuto di questa canto chiede alla gente una prestazione ( veja=uova e cujacc= dolce pasquale), ma, nello stesso tempo, si augura a ogni famiglia stima, rispetto, benedizione del Signore e pace, valori morali, affettivi e religiosi ancora validi oggigiorno.

Quest’anno, per la prima volta, tra i cantori c’era anche una donna che indossava il costume femminile arbereshe di Ginestra, realizzato dalla Pro-Loco dopo anni di ricerca. Ed è intenzione della Pro-Loco realizzare anche il costume maschile, da poter, nel più breve tempo possibile, far indossare a tutti componenti di questo canto popolare i costumi di una volta del paese.

Questa manifestazione di Ginestra, unica in tutti i paesi arbereshe d’Italia, ha fatto giungere nel piccolo centro del Vulture anche alcuni turisti e curiosi. Due genovesi, Aline Cirla e Mauro Balma, esperti di Etnomusicologia, in giro per i paesi arbereshe della Basilicata, hanno saputo di questo canto arbereshe di Ginestra attraverso la stampa e sono arrivati a Ginestra mentre si provava questo canto nella sala consiliare del Comune. Dopo aver più volte ascoltato il brano, hanno detto: “ l’interesse e la curiosità per le minoranze linguistiche sparse in tutta Italia ci appassiona. La nostra impressione è che questo motivo viene da lontano, dal passato, figlio di un popolo antico.

Dal punto di vista musicale ha qualcosa di arcaico. Quindi ci sorprende come questo canto ha resistito nel tempo, nonostante la nostra società, in questi ultimi tempi, ha subìto un rapido e profondo mutamento”. Si è notata la presenza anche di alcune studentesse universitarie di Sociologia di Venosa . Valeria  e Mariella Perrotta hanno saputo di questa manifestazione attraverso il sito internet degli appuntamenti della Regione Basilicata. Avvicinate hanno riferito: “è una cosa bella recuperare una tradizione popolare tramandata dagli avi. Ci colpisce la presenza in questo gruppo di diverse generazioni, dai bambini agli anziani”.

Tra i bambini a cantare c’era anche la presenza di un bambino di 8 anni Corrado Campisi, figlio di emigranti, la mamma di Ginestra ed il padre siciliano, residenti a Torino. Si trovano a Ginestra per trascorrere le festività pasquali. Spinto dalla curiosità e dalla voglia di fare qualcosa di nuovo, dopo aver ascoltato più volte questo brano, ha imparato a cantarlo. A fine manifestazione, felice ha riferito: “ L’arbereshe pensavo fosse difficile da leggere e cantare. Invece l’ho imparato subito. Penso di portare questo canto a Torino ed insegnarlo ai miei compagni e farlo sentire ai miei insegnanti”.

Tuttal la manifestazione è stata ripresa con una telecamera da Antonietta Perrotta, operatrice dello Sportello Linguistico Arbereshe del Comune, da poco istituito, con l’obiettivo di immortalare tutte le proposte arbereshe del paese.

Durante tutto il percorso sono stati riempiti due cesti di uova.

Lorenzo Zolfo

Ecco il testo di

BONA SERA ZONJA / BUONA SERA SIGNORA

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