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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

BARILE. SEMPRE ATTUALE IL RICORDO DI GIORGIO K. SKANDERBEG A 600 ANNI DALLA SUA MORTE.

DUE GIORNI DEDICATI ALLA CULTURA ARBERESHE

Sabato 21 e domenica 22 dicembre nel centro arbereshe del Vulture, a 600 anni dalla nascita di Skanderbeg, l’eroe albanese che si oppose all’invasione turca nel suo Paese, nel piccolo centro arbereshe messa in risalto la cultura arbereshe. A promuovere questa iniziativa è stato il Comitato Giorgio Kastriota Skanderbeg, l’Associazione Basilicata Arbereshe, il Centro Culturale Artisti di Tirana, lo Sportello Linguistico Regionale e la Confraternita “SS. Rocco e Attanasio” di Barile.

Nella giornata di sabato scorso  Rai 3 Basilicata, durante i servizi, ha proiettato in diretta alcune delle manifestazioni arbereshe piu’ significative di Barile ed intervistato alcune delle autorità. Il gruppo folkloristico Kroi ( Fontana), diretto dal maestro Robert Lani, un albanese trapiantato a Barile da 10 anni, ha eseguito dei canti e balli della tradizione arbereshe del Vulture. Il Sindaco Franco Botte, l’assessore alla Cultura Giovanni Di Palma, il direttore della rivista Basilicata Arbereshe Donato Mazzeo e la prof.ssa Patrizia Del Puente, docente di Glottologia e Linguistica hanno ribadito che la diversità in Basilicata è arricchimento umano e culturale. La lingua arbereshe è tutelata e valorizzata anche con leggi nazionali, come la 482 del 1999, e con la creazione, ultimamente, di sportelli linguistici regionali.

In serata presso il centro sociale “don Domenico Telesca” è stata inaugurata la mostra di sculture, poesie e dipinti sull’epopea dell’eroe Skanderbeg, ad opera del gruppo culturale Shqiptare “Artisti” di Tirana, diretto da Mimmo Gianfreda che si è avvalso della collaborazione di Bujar Arapi e Llesh Biba. Altri artisti Antonia Pompa di Ginestra, Antonio Volonnino, Concetta Botte, Maria Fuccilllo di Barile, Sandra Renes di Maschito e Pasquale Lagatta hanno esposto dipinti inneggianti le gesta di Skanderbeg.Mentre Leonardo Pianoforte di Maschito ha curato una rassegna fotografica, in bianco e nero, del suo paese dal titolo “Ishi nie here Mashqite” (come era Maschito).

Nella giornata di domenica, presso l’Hotel Garden di barile si è tenuto un Meeting medico col dott. Alessandro Castriota Scanderbeg, un discendente dell’eroe albanese, studioso di medicina, conosciuto anche in America, residente in Puglia, a Lecce.

Alle ore 17 nel centro sociale c’è stato l’incontro dibattito “Mire se erdhet” (Benvenuti), coordinato dal prof. Donato Mazzeo, con Francesco Botte, sindaco di Barile, Giovanni Di Palma assessore alla Cultura, Antonio Vitucci assessore provinciale alle attività produttive, Costantino Pugliese della Regione Basilicata Ufficio Legislativo, Antonio Pinto dirigente scolastico Istituto Comprensivo di Barile, Piero Aresta collaboratore sportello linguistico regionale, Angelo Zambella presidente dei sapori lucani Ospiti d’onore Alessandro Castriota Scanderbeg e Francesco Maioli Scanderbeg, due autorità, discendenti dell’eroe albanese.

Degli interventi, di rilievo è stato quello di Costantino Pugliese, componente tra l’altro della rivista basilicata arbereshe, che in data 20 gennaio ha inoltrato al Comune di Barile la proposta di riconoscimento del titolo di “Citta’”, essendo Barile un Comune insigne per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza, che deriva dall’essere il Comune albanofono piu’ noto dei 5 della Basilicata.Il prof. Scanderbeg, nel suo breve intervento, ha detto: “sono onorato di portare nel tempo un cognome così prestigioso e che ha fatto onore nei secoli all’Europa ed al mondo intero”.

Il dott. Maioli Scanderbeg, che riveste la carica di commissario prefettizio presso il Comune di Rionero in Vulture, ha aggiunto: “Come orgoglioso discendente dell’eroe leggendario devo pure ammettere di non conoscere la lingua arbereshe che voi nei paesi albanofoni della Basilicata tenete conservato gelosamente nello scrigno del vostro cuore”.

Il dott. Piero Aresta, dello sportello linguistico regionale che a breve si apriranno nei centri arbereshe della Basilicata, ha detto: “ un popolo non può conservare la propira lingua, le proprie origini, le proprie tradizioni se non produce atti scritti”.

Presenti anche amministratori dei Comuni arbereshe di Greci (Av), Maschito e Ginestra.

Lorenzo Zolfo

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