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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

BESA

Circolo Italo-Albanese di Cultura

Via dei Greci 46 – 00187 Roma

Invito

 

La Comunità arbëreshe di Roma celebrerà la festa nazionale di Albania con due manifestazioni:

Ø    Sabato 26 novembre 2005 alla ore 17,30 nella sala di via dei Greci 46 avrà luogo una conferenza su

 

L’Albania sulla via della democrazia

 

Con due interventi

Nuova situazione sociale in Albania : Dr .Rando Devole, operatore CISL

Istituzioni democratiche: Dr. Roland Seiko, direttore di “Bota Shqiptare”.

 

Ø    Domenica 27 novembre 2005, ore 10,30, celebrazione della Divina Liturgia in lingua arbëreshe nella Chiesa di S. Atanasio (Via del Babuino 149)

 

(Besa/Roma)

 

CELEBRATA LA FESTA NAZIONALE DI ALBANIA 2005

 

La comunità arbëreshe di Roma ha celebrato la festa nazionale di Albania, nel suo modo tradizionale, con una manifestazione culturale e la celebrazione della Divina Liturgia in lingua albanese in cui si è pregato per tutti gli albanesi residenti in patria o viventi al di fuori dei suoi confini, nella Kossova, in Macedonia, nel Montenegro, e nella diaspora.

 

  1. L’Albania sulla via della democrazia

 

Sabato 26 novembre nella sede del Circolo Besa ha avuto luogo una conferenza-dibattito sul tema “L’Albania sulla via della Democrazia” con due esperti: il Dr. Rando Devole, sociologo albanese-operatore CISL e il Dr. Roland Seiko, direttore del quindicinale “Bota Shqiptare- Il mondo albanese – Il giornale degli Albanesi in Italia”. Due giovani albanesi, viventi in Italia,  impegnati professionalmente nel campo culturale e sociale. I due principali argomenti sono stati:  La nuova situazione sociale e le istituzioni democratica nell’Albania di oggi.

L’incontro è stato articolato come uno scambio di vedute tra i due invitati su ciascun argomento a cui erano invitati ad intervenivano anche i presenti, nel corso della conversazione stessa, con interrogazioni o con osservazioni critiche, emergendo così una riflessione più completa, vivace e partecipata.

La situazione politica è strutturata sul pluralismo democratico, con una moltiplicazione di partiti (nelle ultime elezioni se ne sono presentati 72), ma raggruppati in due poli. Nel governo si è cercato di applicare il criterio rappresentativo delle forze in campo. Il criterio del clan risulta ormai sbiadito e in regressione pratica. Le istituzioni sono state costituite secondo principi moderni sperimentati negli altri paesi europei, per sé in ottime prospettive. Esse però sono in rodaggio e spesso lo scarto fra l’impostazione teorica e l’applicazione pratica è notevole. La situazione sociale è certamente migliorata, ma si constata ancora una forte disuguaglianza dei beni e dei servizi sociali. La coscienza civile si è risvegliata e diventa lentamente più attiva. La letteratura esiste e si esprime in una grande massa di pubblicazioni con due problemi: non tutta è di qualità e vi è assenza di esercizio adeguato della critica per orientare i lettori i quali di fatti leggono poco. Ci sono però gruppi di nuovi poeti e scrittori emergenti che danno speranza per l’avvenire.

L’impressione che si traeva dall’insieme era abbastanza positiva e fiduciosa per il futuro dell’Albania.

La manifestazione è stata coordinata dal prof. Domenico Morelli del Circolo Besa. Mons. Eleuterio F. Fortino, ringraziando i due specialisti, ha sottolineato proprio la prospettiva positiva del dibattito e la fiducia espressa verso l’avvenire, auspicio degno della celebrazione della festa nazionale.

 

  1. La preghiera per tutti gli albanesi

Domenica 27 novembre nella Chiesa di S. Atanasio (Via del Babuino 149) è stata celebrata la Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo in lingua albanese in cui si è pregato per tutti gli albanesi viventi in patria o dispersi nel mondo. Per tutti si è chiesto a Dio la sua assistenza e la “pace che viene dall’alto”.

Nell’omelia Mons. Eleuterio F. Fortino, commentando la pericope evangelica del giorno, ha sottolineato la risposta che Gesù ha dato alla domanda postagli da un uomo socialmente distinto: “Cosa devo fare per ereditare la vita”?. La risposta era stata: “Osserva i comandamenti”. E i comandamenti ricordati s sono tra quelli dati a Mosé sul Sinai, ma si riferiscono anche a quelli della legge naturale: non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, non fare falsa testimonianza, onorare il padre e la madre. I principi etici sono alla base del comportamento personale, ma anche di ogni società che vuole essere sorretta dalla giustizia per tutti, dal rispetto reciproco, dalla equità per una convivenza armoniosa e dinamica.

La celebrazione liturgica quest’anno è stata presieduta dal Rev. Papàs Ignazio Ceffalia dell’Eparchia di Piana degli Albanesi coadiuvato dal Rev. Paolo Gionfriddo, diacono della Martorana di Palerno, concattedrale dell’ Eparchia di Piana degli Albanesi.

Ha cantato la liturgia il coro della Comunità arbëreshe di Roma, diretto dal Prof. Nicolino Corduano, dell’Eparchia di Lungro per gli Albanesi di Calabria e dell’Italia Continentale (Besa/Roma)

Roma 28 11 2005

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