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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

CONCLUSE LA DISCUSSIONE E LA VOTAZIONESIONE

DEGLI SCHEMI DEL II SINODO INTEREPARCHIALE

 

Nella Basilica di Santa Maria di Grottaferrata si è celebrato il II Sinodo Intereparchiale delle tre Circoscrizioni ecclesiastiche bizantine in Italia: cioè della eparchia di Lungro per gli albanesi di Calabria e dell’Italia Continentale, dell’eparchia di Piana degli Albanesi in Sicilia e del monastero esarchico di s. Maria di Grottaferrata sul tema: “Comunione e Annuncio dell’Evangelo”.

Questo tema è articolato in undici schemi:

1.    Prologo: Contesto teologico e pastorale del Sinodo;

2.  La Sacra Scrittura nella Chiesa locale;

3.     Catechesi e mistagogia;

4.  Liturgia

5.     Formazione del clero e dei membri degli Istituti di vita consacrata;

6.  Diritto canonico;

7.     Ecumenismo, Dialogo interreligioso, Sette e Nuovi Movimenti Religiosi;

8.     Rapporti interrituali;

9.     Rievangelizzazione;

10. Missione

11.Epilogo: Chiamati alla santità (Rom 1,7).

Dopo l’autorizzazione della Santa Sede (1994) a tenere un II Sinodo Intereparchiale, ha avuto luogo la fase antepreparatoria (1996-2000) e quella preparatoria (2001-2003), seguita dalle fase celebrativa in tre sessioni: la prima nei giorni 17-22 ottobre 2004, la seconda nei giorni 15-18 novembre 2004, e la terza nei giorni 10-14 gennaio 2005. Nelle prime due sessioni sono stati discussi e votati tutti gli schemi. Gli emendamenti proposti sono stati votati definitivamente nella terza sessione.

La III sessione si è aperta con l’udienza speciale di Sua Santità Giovanni Paolo II nella mattinata dell’11 gennaio 2005 in Vaticano nella Sala Clementina.

Il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali S.B. Ignace Moussa I Card. Daoud ha presentato gli Ordinari e i Sinodali al Santo Padre e il Sinodo stesso: “Il Sinodo Intereparchiale – egli ha detto – è una forma particolare di Sinodo, per la quale si richiede il consenso della Santa Sede sia per la convocazione sia per l’approvazione definitiva degli Atti perché essi abbiano valore normativo”.

Nel suo discorso il Santo Padre ha elogiato il tema scelto per il Sinodo e i suoi intenti: “per evitare una trasformazione indebita dell’identità spirituale che vi distingue, è vostro intendimento curare una solida formazione radicata nella tradizione orientale e atta a rispondere in maniera efficace alle sfide crescenti della secolarizzazione”. Dopo aver richiamato che la tradizione bizantina contiene celebrazioni che “costituiscono un potente veicolo di catechesi per il popolo cristiano”, come i sacramenti, l’anno liturgico, l’Ufficio divino e le Liturgie di S. Giovanni Crisostono e di S. Basilio, egli ha concluso: “Giustamente pertanto voi le fate risuonare in modo comprensibile nelle lingue del nostro tempo”.

Durante i lavori sinodali della III Sessione sono stati votati 187 emendamenti per i dieci schemi che erano stati “approvati con riserva” cioè con proposte di emendamenti su questioni determinate. Gli emendamenti si riferivano: 14 al Contesto teologico e pastorale, 16 alla Sacra Scrittura nella Chiesa locale, 24 alla Catechesi e alla mistagogia, 29 alla Liturgia, 39 alla Formazione del clero e dei membri di Istituti di vita consacrata, 17 al Diritto canonico, 13 ai Rapporti interrituali, 14 all’Ecumenismo, 14 alla Rievangelizzazione e 9 alla Missione. Gli emendamenti sono stati approvati tutti, meno uno. L’11° schema (“Chiamati alla santità” Rom. 1,7) era stato approvoto integralmente già nella prima tornata di votazioni.

La votazione degli emendamenti è stata presentata e curata dalla segretaria generale del Sinodo (segretario p. Antonio Costanza di Grottaferrata e co-segretari: archim. Donato Oliverio e archim. Antonino Paratore).

Al termine delle votazioni il vescovo di Lungro S.E. Mons. Lupinacci, nella qualità di Ordinario anziano, ha salutato e ringraziato l’assemblea valutando positivamente il suo operato e ha ringraziato il monastero di Grottaferrata per l’ospitalità offerta al Sinodo.

La III Sessione si è conclusa il 14 gennaio 2005 con la Divina Liturgia, presieduta dal Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, S.B. Ignace Moussa I Daoud, concelebrata dagli Ordinari (S.E. Mons. Ercole Lupinacci, vescovo di Lungro; S.E. Mons. Sotir Ferrara, vescovo di Piana degli Albanesi; Rev.mo p. Emiliano Fabbricatore, esarca di Grottaferrata) e dai Sinodali (sacerdoti e diaconi) di rito greco e di rito latino. Il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali ha valutato con favore il lavoro sinodale e ha dichiarato: “Delineato il quadro teologico e studiato il contesto pastorale, i vari schemi possono ora affrontare le concrete esigenze ecclesiali in modo canonicamente fondato e coordinato”.

L’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico è stata rappresentata in tutte e tre le sessioni sinodali attraverso un suo delegato fraterno. Nella prima sessione ha preso parte l’archimandrita Grigorios Stergiou, in seguito nominato metropolita del Camerun. Nella seconda e terza sessione è stato presente l’archimandrita Giorgios Antonopoulos. Questi a conclusione dell’ultima sessione è intervenuto, a nome dell’arcivescovo Gennadios, Metropolita d’Italia, per ringraziare dell’invito e per l’accoglienza fraterna ricevuta. Egli ha espresso un positivo apprezzamento per le tematiche sinodali e per il dibattito svolto, partecipato e puntuale. “Tutto ciò - egli ha detto - interessa anche noi ortodossi in Italia”.

Infine l’archimandrita papàs Donato Oliverio, co-segretario, ha letto il decreto di chiusura del II Sinodo Intereparchiale.

Ora, dopo che, da parte della Comissione Centrale di Coordinamento, gli emendamenti saranno integrati nei vari schemi, il risultato sarà presentato agli Ordinari che cureranno la presentazione alla Santa Sede per la necessaria Recognitio-approvazione.

Il Presidente della Commissione Centrale di Coordinamento, l’archimandrita Eleuterio F. Fortino, ha dichiarato alla TV SAT 2000: “Le decisioni sinodali costituiscono per gli Italo-Albanesi la guida e il viatico verso il futuro (Inter-Sinodo).

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