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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Ati i shënjt Gjon Pali II vdiq! - Papa Giovanni Paolo II è morto!

 
In questo triste evento, lasciandoci consolare dalla preghiera e cullare dai ricordi... pubblichiamo l'immediata mail inviataci dal circolo Besa di Roma.

 

TESTAMENTO DI GIOVANNI PAOLO II AGLI ITALO-ALBANESI

 

Il 2 aprile 2005 alle ore 21,37 è serenamente deceduto all’età di 84 anni il Santo Padre Giovanni Paolo II, accompagnato dalla preghiera di un’immensa moltitudine di credenti nel mondo intero. Alle ore 22 le campane della Chiesa di S. Atanasio hanno suonato a lungo.

“Eterna la memoria! Fratello nostro indimenticabile e degno della beatitudine”.

Discorso di S. S. Giovanni Paolo II

 

La mattina dell’11 gennaio 2005 S.S. Giovanni Paolo II ha ricevuto nella Sala Clementina i membri del II Sinodo Intereparchiale con a capo i tre Ordinari. I sinodali sono stati presentati al Santo Padre da S.B. Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Patriarca emerito di Antiochia dei Siri. A nome dei sinodali è stata stata offerta al Santo Padre un’ icona dipinta da Josif Droboniku, ispirata alla Madonna del Buon Consiglio di Genazzano,che secondo la tradizione proviene dall’Albania. Il suo culto tra gli Arbëreshë è stato diffuso  da Stefano Rodotà  nella prima parte del secolo XVIII.

E’ stata questa una delle ultime udienze pubbliche del Santo Padre, in seguito ricoverato due volte in ospedale e quindi assistito in Vaticano.

Dopo il saluto del cardinale Daoud,il Santo Padre aveva salutato i sinodali incoraggiandoli nella fedeltà all’Evangelo, alla tradizione bizantina e all’impegno ecumenico. Qui di seguito il discorso del Santo Padre:

 

Beatitudine, venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Vi accolgo con gioia e vi saluto cordialmente. Saluto in primo luogo il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e lo ringrazio per le cortesi parole che mi ha rivolto a nome di tutti i presenti. Estendo il mio saluto alle Comunità che voi qui rappresentate, ed a coloro che prendono parte al vostro Sinodo, che ha come tema: “Comunione e annuncio dell'Evangelo”.

Si tratta di un tema quanto mai attuale per le vostre due eparchie e per il monastero esarchico di Grottaferrata. Eredi di un comune patrimonio spirituale, queste vostre realtà ecclesiali sono chiamate a testimoniare l'unità della stessa fede in diversi contesti sociali. Esse collaborano dal punto di vista pastorale con le comunità di tradizione latina e rafforzano sempre più la loro identità, facendo tesoro della loro millenaria tradizione bizantina.

2. Per favorire tutto ciò, il vostro Sinodo ha posto l’accento su temi essenziali come la catechesi e la mistagogia in vista di un’adeguata crescita spirituale dell'intero Popolo di Dio. Ha inoltre individuato percorsi teologici e ascetici per la preparazione del clero e dei membri degli Istituti di vita consacrata. Inoltre, per evitare una trasformazione indebita dell’identità spirituale che vi distingue, è vostro intendimento curare una solida formazione radicata nella tradizione orientale ed atta a rispondere in maniera efficace alle sfide crescenti della secolarizzazione.

La Santa Sede, mediante la Congregazione per le Chiese Orientali, non mancherà di offrire il proprio sostegno a quest’azione rinnovatrice, mentre nei testi del Concilio Vaticano II e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali vi sarà possibile trovare riferimenti utili per sostenere tali vostri sforzi.

3. Il rito bizantino celebra i mirabilia Dei per l'umanità e, al riguardo, le Anafore di san Giovanni Crisostomo e di san Basilio sono di sublime esemplarità. Le Preghiere Eucaristiche e la celebrazione degli altri Sacramenti, come l'intero svolgimento liturgico e il Culto divino con la ricca innografia, costituiscono un potente veicolo di catechesi per il popolo cristiano.

Quasi quotidianamente voi celebrate la Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo, il quale per la sua arte oratoria e per la sua conoscenza delle Sacre Scritture è stato chiamato “Bocca d'oro”. Le sue parole penetrano anche oggi nell'orecchio e nel cuore dell'uomo. Giustamente pertanto voi le fate risuonare in modo comprensibile nelle lingue del nostro tempo.

4. Vi incoraggio poi a proseguire i contatti, grazie alla comune tradizione liturgica, con le Chiese ortodosse desiderose anch’esse di rendere gloria all'Unico Dio e Salvatore. Il Signore Onnipotente, che nel Natale appena passato ha rivelato la sua divina tenerezza nella luminosa incarnazione del Verbo, conceda a tutti i credenti in Cristo di vivere appieno l’unità della medesima fede. Per questo prego e domando al Signore che il vostro Sinodo contribuisca a favorire un rinnovato annuncio dell'Evangelo in ogni vostra Comunità come pure un vigoroso slancio ecumenico.

Questo ardente auspicio affido alla Santissima Madre di Dio, mentre di gran cuore imparto a voi qui presenti ed alle vostre eparchie una speciale Benedizione Apostolica.

 

(Besa/Roma)

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