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S. BENEDETTO ULLANO
CONVEGNO SUL PONTIFICIO COLLEGIO
CORSINI

A S. Benedetto Ullano, domenica 1
marzo 2009, č stato presentato il volume “Il Pontificio Collegio
Corsini degli Albanesi di Calabria” di Maria Franca Cucci (Editore:
Walter Brenner, Collana: Biblioteca degli Albanesi d’Italia, Cosenza,
2008, pp. 425). La manifestazione č stata sponsorizzata dalla locale
Parrocchia, dalla Pro loco e dall’Associazione Pensionati. La
manifestazione culturale che ha coinvolto cultori di storia di diverse
Comunitą arbėreshe di Calabria si č svolta nel salone “Collegio Corsini”
nel palazzo stesso in cui ha avuto la sede lo storico Collegio degli
Albanesi di Calabria. Dopo il saluto dell’archimandrita Donato
Oliverio, il convegno č stato moderato dalla dr. Daniela Moccia:

Aspetti storici
Gli aspetti storici sono stati
sviluppati dal preside prof. Italo Sarro il quale ha messo in evidenza
la necessitą della ricostruzione storica degli arbёreshё su base
documentaria soprattutto archivistica, proprio come ha fatto nel
presente volume l’autrice M. F. Cucci, che nella seconda parte del
volume pubblica per la prima volta ben 125 documenti dell’Archivio di
Propagandi Fide di Roma, dell’Archivio della Congregazione per le Chiese
Orientali, dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, dell’Archivio di
Stato di Napoli e dell’Archivio Storico-diplomatico del Ministero Affari
Esteri. Il relatore ha colto le istanze di turbamento nei rapporti
interni del Collegio gią nella fase di dimora a S. Benedetto Ullano
(1732-1794), quando i rapporti tra i Rodotą e i successori del primo
Vescovo-Presidente Felice Samuele non sono stati sempre dettati da
coesistenza e tranquillitą a causa di interessi di vario ordine. Ha
colto anche i contrasti che hanno animato i rapporti tra i
vescovi-presidenti del Collegio e i vescovi latini locali, in
particolare l’arcivescovo di Rossano mons. Cardamone, che non nascondeva
il progetto di latinizzare tutte le comunitą arbёreshe che sorgevano
nella sua diocesi.
Nella fase di presenza del Collegio a
S. Demetrio Corone il relatore ha sottolineato le turbolenze causate
dalla famiglia dei Lopez, che sotto pretese politiche nascondevano la
sete di usurpazione dei beni del Collegio, arrivando a uccidere
barbaramente il vescovo Francesco Bugliari.
La partecipazione attiva al movimento
di unitą nazionale di dirigenti del Collegio e di discenti ha attenuato
la tensione per gli studi ecclesiastici e ha fatto pendere il baricentro
verso la statalizzazione del Collegio stesso. Ci fu un braccio di ferro
tra Stato e Chiesa che soprattutto dopo l’unitą d’Italia si modificņ in
netto predominio del primo con la trasformazione dell’Istituto in Liceo
statale. Venne interrotto l’insegnamento teologico, le Bolle clementine
furono vanificate, il Collegio diventava altro da quel che era nelle
intenzioni del fondatore. Ragioni interne e ragioni esterne avevano
creato le premesse alla trasformazione dello spirito dell’Istituzione.
Dalle ceneri del Pontificio Collegio,
che vedeva esaurita la sua funzione di seminario, di lģ a poco, nel
1919, sarebbe sorta l’Eparchia di Lungro, che avrebbe inaugurato una
nuova stagione.

Contributo alla cultura
arbėreshe
Il prof. Italo C. Fortino ha parlato
del ruolo culturale e del contributo dato dal Collegio all’affermazione
dell’identitą arbёreshe. Egli si č soffermato soprattutto sul VI
Capitolo del volume, dove l’Autrice ha accennato agli elementi
illuministici e romantici che hanno giocato un ruolo primario nelle
scelte culturali degli operatori del Collegio. A questo proposito il
relatore ha messo in evidenza i collegamenti tra esponenti del movimento
illuministico e successivamente romantico ed esponenti illustri del
Collegio, sottolineando anche l’esigenza che avevano gli arbёreshё di
considerare il Collegio non solo come formazione del clero, ma come
formazione anche della classe intellettuale, in assenza di altre
istituzioni a favore della loro cultura.
Il sacerdote calabrese Antonio
Jerocades, professore di Filologia all’Universitą di Napoli, crea un
sodalizio con Pasquale Baffi, Angelo Masci, i vescovi Francesco Bugliari
e Domenico Bellusci e con gli intellettuali della repubblica Partenopea,
Mario Francesco Pagano, col medico e professore Domenico Cirillo e la
scrittrice Eleonora Fonseca Pimentel.
I due citati vescovi-presidenti
Bugliari e Bellusci sono stati, appunto, gli artefici della pił grande
riforma del Pontificio Collegio Corsini, che avrebbe portato
all’affermazione della laicitą dell’istituzione, quando diedero pił
spazio agli studi classici, rispetto a quelli filosofico-teologici,
permettendo l’accesso a quanti fossero interessati a darsi una solida
preparazione umana e classica. Si sviluppņ all’interno del Collegio una
corrente prima patriottico-illuministica e in continuitą
patriottico-romantica che ha visto crescere l’impegno politico-sociale
(Pasquale Baffi, Angelo Masci, Agesilao Milano, Domenico Mauro,
Attanasio Dramis ecc.) e politico culturale (Vincenzo Dorsa, Girolamo De
Rada ecc.). Gli esponenti di spicco che si sono formati nel Collegio si
possono, pertanto, classificare come intellettuali impegnati,
intellettuali scrittori e intellettuali illuminati, senza una
particolare distinzione tra laici ed ecclesiastici. I pochi tentativi,
operati dai vescovi-presidenti, di riportare il Collegio allo spirito
della bolla di fondazione, fallirono puntualmente; il De Rada, che
avvertģ quale fosse la direzione degli eventi, propose la separazione
tra studi superiori di filosofia e teologia, destinati agli aspiranti
sacerdoti, e gli studi classici destinati a tutti gli arbёreshё.
Il Fortino ha concluso dicendo che la
pubblicazione della Cucci č la ricerca pił aggiornata sul Pontificio
Collegio Corsini per la ricchezza documentaria e per i risultati della
tesi sostenuta.

Canti tradizionali
Il rev.prof. papąs Giovanni Cassiano
ha illustrato l’insegnamento dei canti liturgici nel Collegio Corsini
dove si č formata una tradizione locale parzialmente presente tuttora in
diverse Comunitą arbėreshe, compreso a S. Benedetto Ullano. La “Corale
Santi Anargiri” di S. Cosmo Albanese ha eseguito una preziosa antologia
di questi canti molto apprezzati.

Interventi e contributi
Dal folto e attento pubblico presente
sono stati proposti diversi interventi che hanno sottolineato lo
specifico della monografia quale ricostruzione storica puntuale e
critica. L’editore Brenner ha segnalato il volume quale coronamento
degli studi sul Collegio Corsini.
Hanno partecipato all’evento la prof.
Anna Rodotą - che č intervenuta nel dibattito - e il Dr. Maurizio Rodotą,
diretti discendenti della storica famiglia Rodotą.
Una informazione particolare č stata
offerta da Italo Elmo il quale ha ritrovato: l’originale della prima
bolla di fondazione Inter Multiplices, la Platea dei beni del
collegio, e la pianta degli edifici che ospitarono l’istituto. Questo
materiale costituirą l’oggetto di una sua prossima pubblicazione.
Creazione di un Museo?
La prof. Maria Franca Cucci nel suo
intervento conclusivo ha avanzato una interessante proposta
Essa ha detto:
“Infine correi formulare una proposta una proposta: questo luogo, che fu
la sede del prestigioso Pontificio Collegio Corsini, insieme alla chiesa
dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, che ci collega anche
all’Albania costituiscono per S. Benedetto Ullano una importante realtą
storica da valorizzare e rivitalizzare. Sarebbe, perciņ, altamente
auspicabile la creazione di un museo storico, culturale e religioso.
Rivolgo questo mio appello alle Istituzioni civili e religiose e
all’intera Comunitą di S. Benedetto Ullano. Con l’impegno e il
contributo di tutti, insieme ad un pizzico di entusiasmo, penso che ogni
progetto potrą realizzarsi” (Besa/Roma - Foto di Cosimo Sposato). |