Parlerà, tra l’altro, degli studi sugli Italo –
Albanesi e sulla sua antologia poetica di poeti italiani tradotti in
Albanese oltre che sulla cultura Sarda
Interessante dibattito
è stato programmato, per il 12 maggio, alla Fiera Internazione del Libro
di Torino sul valore delle normative riferite alle minoranze etnico –
linguistiche.
Pierfranco Bruni
porterà la sua esperienza attraverso l’analisi delle ricerche inerenti la
cultura Sarda e Italo – Albanese. Illustrerà gli ultimi volumi pubblicati
dal MiBac e si soffermerà in modo particolare sul rapporto tra Etnie e
Mediterraneo sia dal punto di vista letterario che antropologico e
archeologico.
La poesia in lingua
sarda a cura di Edizioni
Nemapress. Sardegna, l’’isola e la poesia , a cura di Neria De
Giovanni con prefazione di Pierfranco Bruni. Il libro , sotto l’alto
patronato del Presidente della Repubblica, gode del patrocinio del
Comitato Nazionale minoranze etnico-linguistiche del Ministero per i beni
e le attività culturali. Lo studio di Bruni si soffermerà, in questo caso
preciso, su Archeo – Poesia nelle minoranze etnico linguistiche storiche.
Prosegue così l’attività di scambio e relazione culturale con il Comitato,
ora Istituto, per il quale Neria De Giovanni ha già pubblicato Mascaras
sota la lluna- su Grazia Deledda e Victor Català, scritto a quattro
mani con la giornalista catalana Josefa Contijoch.
Ha così sottolineato
Pierfranco Bruni (Responsabile del Progetto sugli Studi delle minoranze
del MiBAC e autore di diverse ricerche): “Tra lingua e linguaggio si
consumano dei processi che hanno una forte valenza estetica i cui elementi
hanno profondi radicamenti nella cultura etno – archeo - antropologica. La
storia delle minoranze etnico – linguistiche non può leggersi senza una
visione complessiva delle forme fenomenologiche che la lingua stessa
assorbe attraverso un tracciato diffuso nelle tradizione e nei beni
culturali. Anche se si tratta di tradizione sommersa (o di tradizioni
culturali sommerse). In questo senso i riferimenti ad una archeo-poesia
(sul piano, infatti, della lingua ma anche delle metafore) resta
fondamentale ed è significativo che ogni testimonianza ha una valenza di
identità bene impregnata in un tessuto territoriale dove le contaminazioni
sono un fattore di estrema importanza. L’archeo – poesia è un trasportare
le radici di una semantica e di un senso della parola in una lingua fatta
di assonanze e di codici. O meglio ancora c’è una etno – poesia che
riporta sullo scenario della lingua saperi antichi, saperi di civiltà ben
presenti in quell’humus della parola che è un inciso nella storia di un
popolo. L’archeologia della parola deve fare i conti con una archeologia
materiale”
Sardegna, l’isola e
la poesia raccoglie i poeti che
scrivono nelle diverse lingue presenti in Sardegna: dal sardo (variante
logudorese, nuorese, gallurese, campidanese) al tabarchino, al catalano,
all’italiano. Mentre l’antologia dei poeti italiani, curata direttamente
da Pierfranco Bruni, (con saggio introduttivo e post fazione dello stesso
Bruni) porta la traduzione in albanese con un titolo che unisce l’una e
l’altra sponda: Adriatico e Mediterraneo.