ARBITALIA 
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La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

Fiera del libro di Torino

 

Istituto Nazionale per la Valorizzazione del Patrimonio delle Presenze Minoritarie in Italia
Roma
La cultura Italo - Albanese tra Grecanici, Catalani e Franco - Provenzali
La cultura Catalana e le ereditą del Mediterraneo tra gli Italo - Albanesi, il Salento e i Franco - provenzali del foggiano.
"Un dialogo che va mantenuto vivo, ha sottolineato Pierfranco Bruni, per comprendere fino in fondo le appartenenze storiche delle civiltą e dei popoli".
Walter Veltroni ha posto all'attenzione la cultura popolare sarda e catalana di Maria Carta.

Alla presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni si č parlato a Roma, sala Campidoglio, del rapporto tra le culture etniche e i beni culturali. Ha partecipato Pierfranco Bruni che ha relazionato sul legame tra le tre comunitą della Calabria (Arbereshe, Occitana e Grecanica) e quella Catalana della Sardegna.

Bruni ha ribadito l'importanza degli Italo - Albanesi di Calabria e di tutta l'Arberia  che ha dato un contributo notevole alla conoscenza del dialogo tra Oriente ed Occidente all'interno di una dimensione Mediterranea.

Ribadita, dal presidente dell'Istituto Nazionale per la valorizzazione del patrimonio delle presenze minoritarie in Italia Pierfranco Bruni, la necessitą di rileggere le comunitą minoritarie attraverso uno scavo nelle identitą storiche dei territori.

Bruni, alla presenza del sindaco di Roma Veltroni, il quale ha svolto una attenta relazione in merito al problema, ha sollecitato di porre all'attenzione del dibattito il ruolo che ha svolto l'Arberia  italiana e il ruolo che potrebbero ancora svolgere le comunitą Italo - Albanesi .

In Calabria ci sono tre "isole" linguistiche che svolgono una funzione fondamentale sia per ciņ che riguarda la conoscenza stessa della lingua "etnica" sia per il tipo di integrazione sul territorio. Il dialogo con le culture Mediterranee diventa fondamentale proprio sul piano di una maggiore conoscenza dei beni culturali. "Non si tratta soltanto di un fattore antropologico ma profondamente esistenziale ben radicato nella civiltą e nella vita stessa di un territorio", ha ribadito Bruni. Al Convegno ha relazionato anche Walter Veltroni che ha sottolineato il significato culturale di queste culture proponendo come esempio quella Catalana e Sarda e ricordando il compito svolto da Maria Carta per la conoscenza e la diffusione della musica popolare.  Bruni, inoltre, ha dichiarato che si sta studiando il valore etnico e linguistico delle comunitą minoritarie in Puglia sostenendo che verrą pubblicato una ricerca dedicata completamente alle realtą minoritarie storiche pugliesi, ovvero ai Franco - provenzali, agli Arbereshe, ai Grecanici del Salento.

"Oggi pił che mai, ha sostenuto ancora Bruni, sarebbe opportuno parlare di 'presenze' minoritarie o di "etnie" e non di minoranze vere e proprie. Il discorso č sottile ma qualifica e diversifica la questione sia politica che giuridica e culturale. Č necessario, sulla base di nuovi studi e ricerche effettuate sulle presenze minoritarie in Italia, un confronto con le culture locali, compresa la storia delle culture popolari e dei dialetti regionali, e nazionali. Inoltre le 12 minoranze linguistiche, di cui parla la normativa, sono ampiamente superate anche dal punto di vista della ricerca e della presenza storica. La presenza della cultura Armena in Italia, per fare un solo esempio, č da recuperare e da inserire nelle realtą da tutelare".

Ci sono realtą che vanno salvaguardate perché sono il portato di una storicitą che va ben oltre il 1861. Ma resta fermo il valore dell'identitą nazionale proprio attraverso la lingua. Per questo č opportuno ribadire i presupposti inerenti la tutela dell'Italiano come lingua e cultura, senza nulla togliere, chiaramente, alla dimensione valoriale delle culture altre che sono patrimonio all'interno di una identitą storica e culturale dell'Italia unita. Il problema si pone con tutta la sua complessitą e riguarda sia le strutture culturali sia quelli giuridico - parlamentari. Il punto nodale va inquadrato in una visione ampia che pone al centro la lingua italiana come modello da difendere con la sua tradizione e le presenze minoritarie etniche nella loro dimensione antropologica.

Info.  338 9108211

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