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ARBITALIA presenta
da e per IL MONDO ALBANESE
Cerzeto (CS)
Carmine Abate, ospite d'onore
di Cerzeto, ha parlato del suo approccio all'universo
letterario
Voglio solo raccontare storie...
«Che il lettore colga da sé gli
spunti di riflessione»
Gualtiero Canzoni

S abato scorso si è svolta la
manifestazione «Incontro con la letteratura», una giornata
dedicata allo scrittore Carmine Abate organizzata
dall'Associazione «Bashkë - Insieme» e
dall'Amministrazione comunale di Cerzeto, guidata dal
sindaco Francesco Lata. La manifestazione è iniziata nella
mattinata nella sala consiliare del Comune di Cerzeto, con
la cerimonia solenne di conferimento della cittadinanza
onoraria a Carmine Abate. Hanno partecipato l'assessore
provinciale alla Pubblica istruzione, Donatella Laudadio,
il consigliere provinciale, Salvatore De Maio, il
presidente della Comunità montana «Media Valle Crati»,
Vito Argondizzo, il critico d'arte, Tonino Sicoli e i
sindaci dei comuni vicini. Carmine Abate ha accettato con
entusiasmo questa prestigiosa onorificenza, orgoglioso di
potersi definire cittadino di Cerzeto, un comune per molti
versi simile al suo paese natale, Carfizzi (Kr).
Particolarmente significativo l'intervento della prof.ssa
Laudadio, la quale ha elogiato l'iniziativa e la
sensibilità dimostrata dal Consiglio comunale. «È questa
la strada che ogni buona amministrazione dovrebbe seguire
– ha aggiunto l'assessore – e approfitto dell'occasione
per ribadire la completa disponibilità dell'Ente Provincia
a promuovere e sostenere questo tipo di eventi in futuro».
La manifestazione è proseguita durante la serata
all'aperto, nell'incantevole centro storico di Cerzeto,
con la presentazione del nuovo romanzo di Carmine Abate
«Tra due mari» (edito da Mondadori), e l'incontro
dell'autore con i lettori. Infine, il folto pubblico
presente si è intrattenuto in piazza con lo spettacolo di
musica etnica e popolare del Concerto recital «Bashkë për
Arbërinë» di Pino Cacozza ed Ernesto Jannuzzi, con la
partecipazione di Zaira Tocci e Vittorio Jannuzzi; degno
epilogo di un evento straordinario che ha permesso ai
cittadini e ai numerosi turisti presenti di apprezzare le
suggestioni e il fascino della tradizione albanese in
Calabria. Nel corso dell'incontro, abbiamo rivolto alcune
domande a Carmine Abate cercando di cogliere la lezione
«politica» e il pensiero dello scrittore dal punto di
vista etico e sociale, prendendo spunto dalle sue opere.
– La giornata dell'8 agosto è stata dedicata al sacrificio
del lavoro degli italiani nel mondo. Cosa ne pensa lei,
Abate, che può considerarsi anche uno scrittore
dell'emigrazione? «Io ovviamente plaudo a queste
iniziative. Tuttavia noto che a volte ci sia una visione
retorica dell'emigrazione. Io, invece, ritengo che
l'emigrazione sia un'esperienza che arricchisce chi la
vive. Certo, non sempre accade ciò, ma io la voglio vedere
come una vicenda positiva, che fa vivere
contemporaneamente in più culture, tra più lingue, tra
diversi mondi, come il titolo del mio libro. Spesso,
purtroppo, si fa retorica dell'emigrazione, specie da
soggetti che non l'hanno vissuta, e si verifica una sorta
di corto circuito per cui chi vive all'estero si
identifica in temi come la nostalgia. Non è vero, infatti,
il cliché secondo cui l'emigrato sia sempre malinconico e
nostalgico».
– Qual è oggi lo stato dell'integrazione dei calabrese in
Germania e dei «germanesi», come li chiama lei, in
Calabria? «L'emigrazione in Germania inizia negli anni
'50, per cui oggi siamo già alla terza generazione. La
prima non si è mai integrata, essendo costituita
prevalentemente da persone che non hanno mai imparato bene
la lingua, che hanno svolto le mansioni più umili, e
soprattutto sono partiti con l'idea di ritornare dopo
pochi anni. Poi, invece, vi si sono stabiliti
definitivamente. Per la terza generazione il discorso è
diverso. Una generazione fatta di giovani che studiano,
parlano perfettamente il tedesco e in molti casi hanno un
rapporto stretto con l'Italia, e vi ritornano ogni anno».
– Qual è il ruolo della letteratura per orientare questi
processi di integrazione? «La funzione della letteratura è
quella di raccontare storie. È il lettore che deve
cogliere gli spunti di riflessione. Io iniziai a scrivere
con l'idea di denunciare la costrizione a emigrare, quindi
la rabbia di dover abbandonare la propria terra d'origine,
e mi illudevo che la letteratura potesse incidere a
livello sociale. Oggi so bene che questa era una mera
illusione, ma in parte vive in me una voce che mi dice
«insisti!» perché può servire a qualcosa, può illuminare
un cammino, può dare stimoli e riflessioni. Tuttavia la
letteratura non deve avere scopi sociologici o politici ma
solo, ripeto, raccontare storie e lasciare alla
sensibilità del lettore il resto».
(da "La Gazzetta
del Sud) |
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PER SAPERNE DI PIU'
Grande
successo per l'ultimo romanzo di Carmine Abate "Tra
due mari" edito dalla Mondadori (pag.197, € 14,60).
(info, news ed articoli tratti da www.celeste.it). |

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