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ABATE VINCE IL FEUDO DI MAIDA

Carmine Abate vince il Premio internazionale di narrativa “Feudo di Maida” con Tra due mari (Mondadori). Nella sezione culture del Mediterraneo si impone Magdi Allam assieme a Biancamaria Scarcia Amoretti; nella saggistica vince Ferdinando Cordova.

MAIDA – “Un contributo per un’altra Calabria, per una cultura non mercantilistica dell’uomo”. Così Luigi Lombardi Satriani, presidente della giuria del premio “Feudo di Maida”(Catanzaro) ha definito l’appuntamento che sabato sera ha reso noti i verdetti definitivi delle varie sezioni.

La narrativa ha premiato l’autore calabro-albanese-tedesco Carmine Abate, con “ Tra due mari” (Mondadori), che ha superato Carlo Castellaneta autore di “Casta diva” (Mondadori) e Asne Seierstad, autrice norvegese, con il best-seller “Il libraio di Kabul” (Sonzogno). Un libro doppio, quello di Abate, come lo sguardo degli emigrati che riescono a parlare due lingue e forse ad avere due sensibilità. Abate sembra ritrovare in questa narrazione il “ Fondaco del fico” tra Curinga e Maida. Emerge una Calabria inedita, multiculturale, terra di contatto e di incontro, di cui però non si nascondono i problemi, primo tra tutti quello della ‘ndrangheta. E’ un romanzo tra storia e leggenda mescolato con la cruda realtà nei quartieri di Amburgo e la Calabria. Nella motivazione la giuria ha sottolineato la sapienza della costruzione e la grande capacità affabulatoria di Carmine Abate, che anche in questo libro riesce a inchiodare il lettore fino all’ultima pagina. Non a caso il libro è giunto alla terza edizione e ha vinto ben sette Premi letterari.

Quest’anno il premio alla carriera giornalistica è andato a Franco Papitto, corrispondente da Bruxelles di Republica e già del Fiorino. Ha insegnato per diversi anni giornalismo all’Università di Lovanio. Un ritorno nella sua terra d’origine, non solo per trascorrere le vacanze, ma per entrare a pieno titolo nel mondo culturale ed arricchirlo con una visione europea. Ad Adriana Piga è stato assegnato il premio della giuria con il volume “ L’Islam in Africa”(Bollati Boringhieri). Un meticoloso lavoro di ricerca effettuato tra l’Italia e l’Africa. L’islam è una religione di stato che popolare, ci introduce in questo mondo. A Ferdinando Castelli, redattore di Civiltà Cattolica, con “ Il grembo dell’ignoto”(San Paolo) è andato il primo posto per la sezione letteratura religiosa. Invece il primo posto per la sezione culture mediterranee è stato diviso tra Magdi Allam, Saddam (Mondadori) e Biancamaria Scarcia Amoretti, “ Un altro medioevo” (Laterza). Per la storica, un vero e proprio incoraggiamento in un momento molto difficile per gli studi orientali. Invece per Allam, neo vice-direttore del Corriere della Sera, una conferma dello spaccato storico fornito dal saggio. Una ricerca che indaga al di là del consueto e prova ad individuare le complicità e le colpe dell’occidente nella situazione irachena. Ci sono evidente responsabilità delle grandi potenze per l’attuale situazione del paese arabo. Adesso “ bisogna lasciare che gli iracheni si scelgano la forma di governo” ha sostenuto Allam nel suo breve intervento di ringraziamento. Per la saggistica il riconoscimento è andato a Ferdinando Cordova con “ Il fascismo nel mezzogiorno: le Calabrie”( Rubbettino). Una ricerca che prova a mettere a fuoco, il peso del fenomeno storico nella nostra regione, consente di conoscere meglio la presenza del fascismo nella “ grande Reggio” ed il ruolo che ebbe Giuseppe Genovese Zerbi. Il regime, secondo l’autore di origini calabresi, aggravò la situazione.

 Per ulteriori informazioni Vincenzo Canonaco 340.3846301 – 339.3846301 

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