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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta

Gli Arbëreshë del Crotonese

Da qualche tempo il Comune di Pallagorio in accordo con la Provincia di Crotone ha steso un programma che mira alla tutela e alla valorizzazione del proprio territorio, anche e soprattutto considerando possibili percorsi turistico - culturali. Di seguito la scheda che presenta Pallagorio

COMUNE DI PALLAGORIO (Provincia di Crotone)

MINORANZA: ARBERESHE

TUTELA GIURIDICA: NOTIZIE CONCERNENTI NORME A TUTELA DELLA MINORANZA

La Regione Calabria non ha finora elaborato una specifica legge di tutela della minoranza linguistica albanese presente sul suo territorio. Da questo punto di vista, in mancanza di un riferimento normativo regionale, si è disatteso l’art. 6 dello Statuto regionale calabrese che predispone misure di tutela e valorizzazione delle minoranze storiche che “insistono” sul territorio regionale (non solo albanesi, ma anche greci ed occitani). A livello nazionale, la Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 sembra rispondere in maniera più articolata ai problemi, in primo luogo socio – culturali, che investono le minoranze linguistiche storiche. Tale legge “quadro”, tuttavia, dà linee guida, fissa principi generali e ampi, che devono essere ripresi e sviluppati in normative regionali, provinciali e comunali che più da vicino possono rifarsi alle specifiche realtà locali.

Il Comune di Pallagorio, con una serie ininterrotta di delibere, ha da sempre valorizzato la cultura arbereshe, tuttavia, proprio per una mancata attenzione a livello regionale e nazionale, si è trattato d’interventi puntuali, mirati a specifici aspetti (dall’organizzazione di corsi di lingua albanese alla realizzazione di seminari e incontri di studio), e non inseriti in più ampi progetti d’azione di rivalutazione e valorizzazione del patrimonio culturale tipico della minoranza.

LA LINGUA DELLA MINORANZA

SCOLARIZZAZIONE E CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA DEGLI APPARTENENTI ALLA MINORANZA

Con la cosiddetta “scolarizzazione di massa”, a partire dall’istituzione della scuola media unica e obbligatoria negli anni ’60, si è assistito ad una progressiva “italianizzazione” degli abitanti di Pallagorio. Il bilinguismo, che da sempre ha caratterizzato la popolazione, è stato in un certo qual modo sancito dalle strutture scolastiche, per cui ad ogni ambiente della vita sociale sono venute a corrispondere due lingue, e quindi due tradizioni culturali diverse: quella italiana, come lingua ufficiale (della scuola e delle istituzioni), e quella albanese, lingua “emblema” della famiglia e dell’aggregazione paesana.

IL PATRIMONIO LETTERARIO

Su di un piano specificamente letterario l’arberesh, che in altri contesti calabresi, basti pensare alle comunità del cosentino, ha trovato un proprio spazio, non ha avuto rilevanti sviluppi. Anselmo Lorecchio, possidente in Pallagorio, fu promotore della “Nazione albanese”, periodico che si proponeva la riscoperta del patrimonio albanese, insieme ad un più accentuato aggancio a quelle che erano le vicende che nel ventennio fascista interessavano la moderna Albania.

USO DELLA LINGUA

L’arberesh è utilizzato pressoché dalla maggioranza della popolazione (si potrebbe stimare un valore percentuale pari all’85% sul totale della popolazione residente). Come si è già sottolineato, il dialetto albanese è utilizzato nei contesti famigliari e di paese. L’arberesh è percepito come la lingua del gruppo di riferimento, e come tale è legato al territorio strettamente paesano o comunque locale (se si tengono in considerazione i legami con gli altri Comuni albanofoni della provincia di Crotone: San Nicola dell’Alto e Carfizzi).

L’USO DELLA LINGUA MINORITARIA IN GENERALE E NEI TRE ORDINI DI SCUOLE PRIMARIA, SECONDARIA E UNIVERSITARIA

Da pochi anni è stato introdotto l’insegnamento della lingua albanese anche nelle scuole, in particolar modo nella primaria. In mancanza di una legge regionale di intervento in materia d’istruzione, tuttavia, le iniziative rivolte in questo senso hanno trovato forza e valore grazie all’interessamento degli insegnanti coinvolti.

RELIGIONI PROFESSATE E TRADIZIONI AD ESSE CONNESSE

A partire gia dal XVII secolo Pallagorio ha perso l’originale rito greco-bizantino professato dalla comunità albanese, qui insediatasi due secoli prima. Il territorio di Pallagorio ricadeva sotto la giurisdizione del vescovo “latino” di Umbriatico. Tale situazione ha contribuito al progressivo disfacimento e smantellamento degli aspetti specifici del rito greco (dalla sistemazione architettonica delle Chiese, che originariamente dovevano avere l’iconostasi, alla celebrazione delle Messe prima in latino e poi in italiano, e non più in greco ecclesiastico).

4) ASPETTI SOCIALI: TRADIZIONI CULTURALI, FESTE POPOLARI, ECC.

Tradizioni e ricorrenze in Pallagorio: II domenica di maggio: festa della Madonna del Carmine; 24 giugno: ricorrenza di San Giovanni Battista, patrono del paese. Nel periodo natalizio è usuale l’accensione dei falò nei diversi rioni del paese, quale simbolo dell’attesa e della venuta del Signore (un falò più grande è invece accesso nella notte del S. Natale sul sagrato della Chiesa Matrice); mentre nei giorni immediatamente successivi alla Pasqua ricorrono, rispettivamente il lunedì dell’Angelo, la ricorrenza della Madonna della Scala (con pellegrinaggio all’immagine della Vergine posta fuori paese), e il martedì la celebrazione di una messa nella chiesetta dedicata a Sant’Antonio da Padova (anch’essa posta fuori paese, sulla strada che porta a Zinga di Casabona).

Diverse e molte sono le tradizioni culturali che rendono peculiare il patrimonio pallagorese.

In primo luogo devono essere citate le tradizioni culinarie. Ad ogni momento dell’anno e del ciclo dell’uomo corrispondono specifici prodotti. A Natale è usuale la preparazione di dolci fritti o da forno (come le “ghaghanat”: pasta di sfoglia arricchita di mandorle e uva passa). A Pasqua il dolce tipico è costitutito dalle “Kucupat” (impasto di farina, latte e uova, arricchito con uova sode colorate). Per i matrimoni usuali sono i “mastacoghet” (pasta di mandorle).

Alle già citate ricorrenze religiose, vanno aggiunte le manifestazioni che si svolgono durante il periodo estivo (tra luglio ed agosto), nel periodo del maggior rientro dei pallagoresi emigrati nell’Italia centro-settentrionale o all’estero.

PROBLEMATICHE ECONOMICHE E SOCIALI

a)Forme di finanziamento statali, regionali o europei ed eventuali contributi dall’estero.

Le forme di finanziamento, soprattutto regionale, sono per lo più impiegate nella realizzazione di corsi di formazione di lingua arbereshe (uno di questi è in preparazione a partire da Aprile 2003). Negli anni precedenti il paese è stato dotato di cartelli bilingue.

Non si registrano rilevanti contributi economici provenienti dall’estero.

b)Esistenza di infrastrutture e servizi sociali.

A Pallagorio si registra ormai da anni un calo continuo della popolazione residente. Parallelamente si è innestato un processo di invecchiamento generalizzato della popolazione. Anche per tali ragioni le infrastrutture e i servizi sociali sono di carattere generale. È funzionante una ludoteca, in cui si svolgono attività pomeridiane, ed un’associazione di volontari di pubblica assistenza.

c)Opere pubbliche esistenti di interesse per la minoranza.

Tra le opere pubbliche di interesse per la minoranza va ricordato il busto dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota, detto con nome turco Skanderbeg, voluto dal Comune di Pallagorio e recentemente ristrutturato.

d)Situazione alloggiativi e questioni connesse.

Proprio per il calo di popolazione di cui si è parlato, la situazione alloggiativa appare emblematica. Più di 400 sono le unità abitative non occupate, di cui solo una parte è occupata come seconda casa dagli emigrati che ritornano in paese nei mesi estivi.

e)Situazione occupazionale.

Come in tutti gli altri Comuni della zona, la situazione occupazionale registra picchi di disoccupazione preoccupanti soprattutto per le fasce di popolazione giovane. Per tale motivo l’emigrazione, sviluppatasi con forza a partire dagli anni ’60, verso il centro-nord e i principali centri della regione (in primo luogo il capoluogo di provincia) non si è mai arrestata.

f)Grado di integrazione della popolazione nella comunità locale.

Pallagorio è al crocevia della strada che da Verzino e Savelli porta alla Val di Neto. Per questa sua collocazione è ben inserita nella più ampia comunità locale. L’appartenere ad una minoranza storica, se nel passato ha comportato problemi di coesistenza con i paesi “latini” limitrofi (famoso è il proverbio calabrese che recita: “se incontri un lupo e un albanese, spara all’albanese e non al lupo”!), oggi non pone nessun problema d’integrazione degli abitanti. 

ORGANI DI STAMPA E INFORMAZIONE

Non esistono nel territorio comunale organi che promuovano giornali, riviste e programmi televisivi in lingua albanese e destinati alla valorizzazione della minoranza linguistica.

RAPPORTI E COLLEGAMENTI CON STATI ESTERI ED IN PARTICOLARE CON IL PAESE DI CUI E’ ORIGINARIA LA MINORANZA

Negli anni ’80 si sono avuti contatti con lo Stato albanese, in primo luogo attraverso l’Ambasciata d’Albania in Italia. Tuttavia, per la situazione politica da regime che ha caratterizzato l’Albania e per i successivi episodi di guerriglia, i contatti con l’opposta sponda dello Ionio sono stati problematici. All’inizio degli anni ’90 alcuni rifugiati albanesi hanno trovato accoglienza a Pallagorio.

RAPPORTI CON GRUPPI APPARTENENTI A MINORANZE DIVERSE

Per la collocazione geografica, lontana dagli altri centri albanofoni e occitani della provincia di Cosenza, ma anche da quelli grecanici di Reggio Calabria, Pallagorio non ha rapporti con gruppi appartenenti a minoranze diverse.

COLLEGAMENTI CON NUCLEI APPARTENENTI ALLA STESSA MINORANZA DISLOCATI IN ITALIA O ALL’ESTERO

I collegamenti con nuclei appartenenti alla stessa minoranza, se pur sporadici, esistono soprattutto con alcuni centri “principali” come S. Demetrio Corone, meta nell’Aprile 2003 del presidente albanese Moisiu. E’ da mettere in evidenza la mobilità virilocale come uxorilocale che da sempre ha coinvolto le popolazioni di Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell'Alto, tutti centri albanofoni della provincia di Crotone.

MOVIMENTI POLITICI

Non esistono movimenti politici che rappresentano la minoranza, né a livello locale né regionale.

11) QUESTIONI APERTE

Arduo e difficile elencare quelle che possono essere definite “questioni aperte”. Se da un lato la valorizzazione del patrimonio culturale albanese è prioritaria e foriera di nuove iniziative sul piano socio – culturale, è da tener presente che un calo della popolazione, connesso ad un invecchiamento generalizzato della stessa, deve portare ad un ripensamento di quelle che sono le strutture e i servizi sociali di base. La stessa disoccupazione, che coinvolge ampiamente i giovani, e che favorisce l’emigrazione degli stessi, è elemento che nel breve e lungo periodo può comportare un nuovo impoverimento, umano e culturale, della comunità di paese.

Redazione testo: Pietro L. Aquino

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